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Re:Il Signore è vivo in mezzo a noi 1 Anno, 10 Mesi
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Ho voluto parlare di conversione perché avevo bisogno di un confronto con voi: perché parliamo spesso di peccato e di conversione?
Peccato è negativo, conversione è positivo.
Gli ebrei chiamavano "neofiti" i pagani che accettavano la fede nel Dio d'Israele.Non si confondevano completamente tra di loro, ebrei e neofiti anche accettando la circoncisione.
I pagani "convertiti" alla fede di Gesù sono chiamati tutti cristiani, seguaci e discepoli di Cristo, l'unto, l'inviato del Signore. La conversione ci porta a Lui, al suo messaggio d'amore, la più bella rivelazione di Gesù.
Cristiano è dunque appartenza per la fede ricevuta gratuitamente nel Battesimo che produce uno stato di grazia. Col peccato io vengo a perdere questo stato di grazia, ma non la possibilità di recuperarla: un solo battesimo.
Cristiano è chi segue Gesù, pur sapendo di essere debole come uomo,capace anche di "cadute".Il cristiano deve prendere coscienza del suo stato di discepolo fedele di Gesù.
Avete mai fatto caso che all'inizio della sua predicazione Gesù predica la conversione, poi chiede la fede in lui, e successivamente introduce il discorso dell'amore e della croce come necessità per seguirlo?
La catechesi, la nostra vita deve essere propositiva di questo messaggio, meno morale e più proposta di amore.Se siamo capaci di amare veramente possiamo fare tutto il bene che vogliamo. "Ama e fai quello che vuoi".(Sant'Agostino)
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enzo66
(Utente)
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Re:Il Signore è vivo in mezzo a noi 1 Anno, 10 Mesi
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Caro Enzo, la parte iniziale del tuo post, sui i neofiti e i pagani non ne ho afferrato il senso.
Il resto del messaggio mi pare un insieme di pensieri slegati tra loro che mi porta a fare delle precisazioni.
Viene spesso spontanea la domanda: Chi è il vero cristiano? E’ forse chi va a messa? È chi paga le tasse? È chi si comporta bene? Chi non ruba? Chi fa il suo dovere? L'uomo tende a semplificare,ed è anche giusto puntare sempre all’essenziale.
Gesù, però, è molto preciso nel dirci chi è il vero cristiano, e come sempre il suo dire è destabilizzante: il centro della vita cristiana non è qualcosa da fare, ma un modo di essere, per cui non ce la possiamo cavare con un gesto da compiere una volta per tutte così da metterci la coscienza a posto. Essere veri cristiani consiste nell’amare Dio. E amare Dio non significa fare una preghierina, non è un'immagine sacra da tenere sul comodino, non è una scaramanzia da fare ogni giorno per scongiurare il malocchio. Ma consiste nel mettere Dio al centro della vita. Ed ecco perché S. Agostino dice “Ama e fa quel che vuoi” .
Ancora di più ci dice Gesù: essere cristiani è amare allo stesso modo anche il prossimo. Sapere che gli altri fanno parte della nostra vita e che non possiamo vivere senza stabilire con loro rapporti di amore, di dono, di amicizia, di convivenza positiva e generosa.
Chi vuole la formuletta mordi e fuggi, prendi e sigilla se la deve scordare. Essere cristiani è semplice e non consiste in un insieme di adempimenti complicati, è vivere in modo completamente diverso da quanto ci suggerisce il mondo.
Essere cristiani è tutt’altra realtà. Per essere cristiani veri ci vuole la "radicalità evangelica", il preferire la Persona di Cristo a tutto, anche agli affetti più sacri: quelli familiari. Questa radicalità evangelica non è cosa esclusiva di certi stati di vita (sacerdoti, religiosi, consacrati) lasciando ai fedeli il semplice compito di un’osservanza priva di rinunce, ma riguarda tutti: prima di tutto nella vita di ognuno di noi viene Cristo, poi tutto il resto anche gli affetti più cari.
Gesù si esprime così: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mc 8,34). Con questa affermazione Gesù definisce lo stile di vita del battezzato. È il battesimo che mette le persone su questa strada, che fa compiere una rottura con il passato, che mette la persona nella condizione di un "non ritorno". Il N. T. parla del battesimo come "morte al peccato", come "cammino in una vita nuova" (Rm 6,1-11). Questo cammino si chiama "conversione", che comporta un "allontanamento dagli idoli" per "servire al Dio vivente e vero nell’attesa del Figlio suo" (1Tes 1,9).
Questo cammino riguarda tutta la vita: il nostro cammino consiste in un avvicinarci alla vetta di una montagna dove sta fissata una croce; più ci avviciniamo alla meta, più la croce ingigantisce e le forze per camminare sembra che vengano meno. Perché avvicinarsi a Cristo richiede fatica, passo costante, coraggio e occhio alla meta! Purtroppo sono ancora molti i così detti "credenti" che non hanno il coraggio di verificare la propria fede e valutare i fondamenti che la sorreggono; si accontentano del "sabato del villaggio", cioè, di alcune manifestazioni esterne, confondendo la fede con il folclore, con gesti quasi scaramantici, come se la fede si riducesse a tutto questo. Caro Enzo ancora molto dobbiamo fare per essere veri cristiani, ma non scoraggiamoci perché basta tendere la mano a Dio per avere il suo aiuto.
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Re:Il Signore è vivo in mezzo a noi 1 Anno, 10 Mesi
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Quanta saggezza in ciò che hai scritto, cara Myriam, e questo mi fa venire in mente il perché delle mie esternazioni su questo forum e sulla chat serale (che mi aiuta, anzi mi ha salvato dalla mia grande tristezza)Perché io parlo spesso, quasi sempre, di me stesso? Certamente non perché io mi creda il centro dell'universo, anzi,per me il centro dell'universo è Gesù, siete voi, la nostra santa Chiesa importantissimi per me. Ho deciso di continuare la mia vita "donando" le mie semplici comuni esperienze reali cercando di "vederle" alla luce della mia fede.
Oh io sono solo un pover'uomo ma spero sempre nella Sua benevolenza, spoero che i miei pensieri, soprattutto i mei errori servano alla meditazione, siano utili ai miei fratelli in Cristo nella loro ricerca della strada che conduce al Signore,così come loro stanno offrendo a me. Mi conforta proprio un pensiero di S.Agostino d'Ippona che riporto di seguito anche per il caro Enzo:
Chi sei tu?
Dimmi, Signore, per la tua misericordia, chi sei tu per me.
Dillo alla mia anima: "Sono la tua salute" (Sal. 34,3)E dimmelo in modo che ti possa udire.Aprimi le orecchie del cuore e dimmi: "Sono la tua salute". E che io sappia correre dietro questa voce fino a raggiungerti. Non nascondermi il tuo volto e fammi morire, se è necessario, affinché possa contemplarti.
E, in che modo posso io, in coerenza con S. Agostino, con la mia fede, testimoniare la Sua parola? Non con altre parole mie, così povere, così imperfette. Credo che meglio di me parli la mia vita concreta che tende,che cerca, che ama, che sogna il Suo abbraccio, come quello del padre al ritorno del "figlio prodigo" "Donaci, o Dio, la sapienza del cuore" (Sal. 89)
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Bepi: L'Amore è il mio motore:Decido ogni giorno di amare.
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Re:Il Signore è vivo in mezzo a noi 1 Anno, 10 Mesi
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Interessante il contributo in questa discussione. Un po alla volta saltano fuori tanti motivi per credere meglio e bene.Riprendendo ciò che dice Myriam vorrei aggiungere:d'accordo con tutto quello che dici.
Da anni cerco di guardare il bello delle persone, l'aspetto positivo, lasciando a Dio il giudizio. Ho visto tanta fede nelle persone semplici che sanno pregare solo recitando delle preghiere; ho notato in persone criticate da altri un vera disponiilità all'impegno; in persone lontane dalla chiesa prendere sul serio la fede dopo una disgrazia;giovani lontani che aspettano una maggiore disponibilità per ritornare;persone piangere nel silenzio di una chiesa; un moribondo, che di chiesa non ne aveva mai voluto sentire,fissare a lungo il crocifisso; in questi nostri forum persone che mettono in comune, con spontaneità,la loro esperienza personale...
Tutto ciò mi fa sorridere, mi dà gioia come quando vedo la carezza di una madre al suo bambino, o l'abbraccio di due amici, o due sposi che al momento della pace, durante la messa si scambiano un bacio. Tutto ciò mi fa un gran bene.
Il cristiano è un ottimista, sa che più che le parole convincono il comportamento,che essere cristiano vuol dire seguire la parola e l'esempio di Gesù, che prima di parlare sa ascoltare.
A proposito di neofita e cristiani: gli ebrei facevano questa distinzione, come a segnare una diversità. Tra i cristiani questa diversità non esiste essendo tutti figli dello stesso padre, facendo parte dello stesso corpo mistico di Cristo, semmai siamo noi che a volte facciamo certi distinguo.
Il cristiano è colui che segue Gesù: chi lo potrà allontanare da lui? Se si ha questa volontà e questa forza e costanza il cristiano diventa l'amico che è disposto a dare la propria vita per seguire l'amico Gesù. Quale conversione? Quando lo si incontra veramente, e penso all'esempio dell'apostolo Paolo, tutto possiamo in Lui.
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enzo66
(Utente)
Gold Boarder
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Re: Il Signore è vivo in mezzo a noi 1 Anno, 6 Mesi
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Che meraviglia! La Madonna ha voluto che anche tuo marito andasse a trovarLa! E' bellissimo
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vinesv
(Utente)
Junior Boarder
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