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Le esigenze di Dio (1 attualmente in lettura da) (1) Ospite
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TOPIC: Le esigenze di Dio
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Le esigenze di Dio 1 Anno, 5 Mesi
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Ciò che dà senso, e un senso eterno, alla nostra vita, è il fine per il quale siamo stati creati: conoscere Dio! Pertanto è essenziale camminare ogni giorno verso questo fine, cercando il pensiero di Dio in ogni cosa e avvenimento, sapendo che in tutto c’è Dio che parla personalmente ad ognuno di noi per formare in noi la capacità di conoscerLo e per manifestarci qualcosa di Sé. La Parola di Dio è sempre una proposta dell’essenziale; come tale ci impegna ad una scelta totale, assoluta, ad un prima di tutto che non ammette altre ragioni. La luce non ammette compromessi con ciò che luce non è. Davanti ad una proposta nessuno può restare indifferente: o aderisce o rifiuta. Non scegliere è rifiutare. Non chi dice: Signore Signore, entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre che è nei Cieli. Il mondo soffoca l’anima e aggrava la mente con molti pensieri e preoccupazioni e impegni che portano via il tempo interiore per Dio. Il mondo porta via la disponibilità per le cose essenziali dello spirito. Per questo Gesù dice: lasciate, date via, liberatevi! Guai a quegli impegni che ci impediscono di cercare Dio e di cercarLo fino al compimento nella luce! Non basta il sentimento, l’entusiasmo, le promesse. Bisogna sapere quali sono le esigenze della Verità di Dio e non andare avanti stoltamente per finire poi davanti ad una porta chiusa che non ci conosce, come le vergini stolte della parabola di Gesù.
Niente ti impedisca di pregare; niente ti impedisca di cercare Dio. Per ogni cosa abbiamo un suo tempo. Dov’è il tempo per Dio? Per ogni cosa abbiamo un suo luogo. Dov’è il luogo per Dio? Siamo giunti ad una tale confusione da chiamare scelta d’amore ciò che è nostro interesse, ambizione, gloria. Dio è amore e la vita è amore; ma amare vuol dire dimenticarsi. Vivere è scegliere: ma scegliere è sempre un lasciare. Chi ha paura di scegliere perché ha paura di perdere, perde la vita e perde l’amore, e non può entrare nel Regno della Verità.
[right]tratto dal sito Pensieri su Dio, Meditazioni, XXIII Domenica del tempo ordinario
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alberto.r
(Utente)
Expert Boarder
Messaggi: 130
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Re:Le esigenze di Dio 1 Anno, 5 Mesi
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A tal proposito sono certa di farvi cosa gradita nel riportare la meditazione di Padre Augusto Drago sul Vangelo della XXXIII domenica del tempo ordinario C.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».
Parola del Signore
Abbiamo già notato in qualche altra riflessione dei giorni scorsi che i luoghi dove, di preferenza,
Gesù evangelizza, sono tre: la sinagoga, la casa e la la via
La sinagoga rappresenta il popolo giudaico.
La casa rappresenta la Chiesa.
La via rappresenta il mondo nelle cui strade deve risuonare il Vangelo della salvezza.
Gesù si trovava in una casa dove aveva guarito un idropico (14, 1 e seg.) e dove aveva parlato della necessità, quando si è invitati ad una cena, di scegliere gli ultimi posti.
Ora lo troviamo di nuovo sulla strada.
Gesù nel Vangelo di Luca è sempre in cammino: ha una meta da raggiungere: la Croce che lo attende a Gerusalemme e mentre cammina evangelizza. Camminando, dietro a lui, si forma come un corteo di folla che lo segue.
E' una scena meravigliosa, quella che dà inizio al nostro brano.
Immaginatela con un pizzico di buona fantasia!
Gesù è in testa ed indica il cammino da compiere,gli altri lo seguono.
Immaginiamoci anche noi tra la folla che lo segue: siamo fra i tanti che camminano dietro a Lui.
Al Signore non interessa contare le persone che vanno dietro a Lui. Interessa invece il "come" bisogna andargli dietro.
“Allora si voltò e disse...”
E' bello questo voltarsi indietro di Gesù, per guardare la folla e quindi anche noi che siamo in mezzo ad essa. Si volta per guardarci: il suo sguardo bello ed affascinante delle grandi occasioni, ma anche uno sguardo di chi vuole parlare sul serio e senza mezzi termini, senza paura di trovarsi solo ed abbandonato da tutti a motivo della "severità" con cui dice la sua Parola.
Le su parole sono forti e liberano da ogni illusione.
Dice che vuole essere amato di più!
Di più, non nel senso di intensità, certo anche questo...ma quel "di più" implica una discriminazione: vuole essere amato di più rispetto a tutti i nostri affetti: egli vuole essere il Primo e il solo. Più del padre, della madre, dei fratelli, delle sorelle e persino della propria vita!
Ecco: per Gesù non conta il numero ma la qualità dell'Amore con cui lo si segue!
Occorre andare dietro a Lui senza la sicurezza che può dare un legame di sangue,
o la sicurezza che ognuno può riporre in se stesso (la propria vita).
Signore, come sei esigente! Verrebbe da dire proprio così!
Sì, è esigente il Signore, come esigente in maniera assoluta e totalizzante è il vero Amore! Eppure in questo Amore totalizzante c'è la fonte di ogni nostro amore e di ogni nostra affettività.
Se al primo posto mettiamo il SUO AMORE e solo IL SUO AMORE, esso si irradia e fa nascere legami affettivi, capaci di un amore che è liberante. Il nostro povero amore verso i nostri genitori, e degli stessi genitori verso i figli, spesso non rende liberi: infatti diciamo: sei mi ami provamelo facendo questo o quest'altra cosa... e ai figli: se mi ami diventa più buono....!
Si viene a creare una specie di ricatto affettivo che imprigiona.
Se tutto invece procede dall'Amore di Gesù, da quel "di più" allora ogni amore che abita il nostro cuore, porta la linfa vitale del SUO AMORE. E' come se tutta la nostra vita fosse impregnata del profumo della Sua Presenza che ci possiede e dalla quale siamo possseduti.
Gesù desidera che i suoi discepoli siano capaci di Amarlo di più di ogni altro affetto, per potere guarire con il suo amore tutti i nostri affetti e renderli riflesso della sua stupenda bellezza.
Ma questo ancora non basta!
Per seguirlo occorre sapere abbracciare la Croce.
Nella logica di Gesù, Amore e Croce sono inseparabili. Amore è sofferenza. Amore è nostalgia.
Amore è donare la propria vita.
Sono cose che non possono essere separate in maniera assoluta.
Escludere la Croce dalla propria esistenza, significa escludere allo stesso tempo l'Amore e la Vita, che diventa morte senza amore.
L'unico legame che ci aiuta a seguire Gesù è la Croce.
Questo simbolo dell'Amore che non si tira indietro, capace di essere parola, anche quando il mondo mette tutto a tacere con la condanna e la morte, è la grande lezione del Maestro nato in una minuscola borgata di Giudea.
Poi Gesù fa seguire a questo insegnamento importante due parabole sovrapposte parallelamente.
Quella del costruttore di una torre e quella di un Re che deve muovere guerra ad un altro Re.
Il significato di queste due parabole sovrapponibile è lo stesso: occorre "sedersi": vale a dire prendere un atteggiamento di riflessione, per potere discernere e guardare alle proprie forze e capire se sono adeguate a ciò che si vuol fare.
Gesù sembra dire alla folla che lo segue ed anche a noi, che occorre sapere prima ciò che significa essere discepoli. E questo per non rischiare di essere cristiani o discepoli di nome sì, ma ignavi, pigri e paurosi.
Bisogna stare molto attenti: questo aspetto oggi è importante. Viviamo infatti in un epoca di grande paura ad impegnarsi. Non si sa più avere il coraggio di prendere il largo. Ci si scosta da terra giusto la distanza per poter tranquillamente tornare indietro.
Non ci sposa, si convive. Non si prendono impegni definitivi che possano segnare la vita.
Non si intraprende un cammino serio perché si ha paura!
La litania potrebbe continuare a lungo....
L'uomo oggi ha paura di impegnarsi definitivamente!
Rinuncia a sedersi per saper discernere la qualità di vita che sta conducendo!
Si accontenta solo delle cose che danno un immediato piacere, ma poi..si accorge che .resta solo la delusione e la morte della vita.
La grande mancanza che abbruttisce il mondo è la mancanza, e perché no, il coraggio di amare sul serio!
Si ha paura di Gesù perchè il suo Vangelo è troppo esigente!
Ma non lamentiamoci poi tanto di questo.
Infatti un pò di colpa può essere nostra: le nostre pigrizie, i nostri ritardi,
e perché no, anche il fatto che ancora non ci siamo decisamente messi alla sequela di Gesù!
Se così fosse, fratelli e sorelle, ricordiamocelo: non c'è tempo da perdere.
Il tempo si è fatto breve ed il Padrone già bussa alla porta!
Svegliati tu che dormi, ci ripete san Paolo, e Cristo ti rinnoverà e ti darà una nuova vita!..................
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Re:Le esigenze di Dio 1 Anno, 5 Mesi
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Che meraviglia!!
Complimenti padre Augusto!
Non avevo mai letto questo brano del Vangelo di Luca, in quest'ottica......
La sua meditazione, come sempre, mi fa riflettere molto e mette in discussione molti miei atteggiamenti di "cristiana"....
Grazie, le sono davvero grata per aprire il mio cuore alle parole di Gesù, e i miei occhi alla verità assoluta delle indicazioni che Lui ci dà per diventare Suoi veri discepoli.
Dio la benedica e la protegga sempre!
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edera
(Utente)
Senior Boarder
Messaggi: 49
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Re:Le esigenze di Dio 1 Anno, 5 Mesi
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Si ha paura di Gesù perchè il suo Vangelo è troppo esigente!
Sì, Gesù è molto esigente! Spesso piangiamo per le sue sofferenze e non guardiamo dentro il nostro cuore che non non ha ancora capito il motivo di quelle sofferenze.
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enzo66
(Utente)
Gold Boarder
Messaggi: 276
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Re:Le esigenze di Dio 1 Anno, 5 Mesi
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Caro Enzo, la tua frase in cui definisci Gesù come troppo esigente, per cui noi abbiamo paura, io l'ho capita nel profondo del suo vero significato. Ma temo che possa indurre in errate interpretazioni. Figurarsi se tu, ed anche io, abbiamo paura di Gesù! Ma il non avere paura di Lui comporta i molti e molti tentativi di seguirlo in tutto e per tutto. Dobbiamo anche dire che a noi sembra "molto esigente" perché per noi è dfifficile fare certe scelte e ci dimentichiamo le scelte che ha fatto Lui, che è Dio, solo per amore verso di noi. Gesù ci chiama, Gesù ci vuole e ci aiuta. E noi, purtroppo abbiamo imparato mille astuzie del diavolo, abbiamo accettato mille vizi e mille compromessi ai quali non vogliamo rinunciare. Ecco allora tornarmi in mente la Sua famosa frase: "Se non sarete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli". E' questa, dopo aver deciso di amarLo e desiderarLo, la prima scelta da fare, scegliere la semplicità, essere come bambini, come fece Francesco e molti altri santi che anche tu hai ben presenti. Se il nostro cammino fosse facile, quale merito avremmo? In alto i cuori, dunque e buona strada, buona strada a tutti. TVB in Cristo.
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Bepi: L'Amore è il mio motore:Decido ogni giorno di amare.
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Re:Le esigenze di Dio 1 Anno, 5 Mesi
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Riporto uno spezzone di Ernesto Olivero del suo libro "Il lungo cammino verso Dio" pag.284:
"Il Signore ci ha dato il dono della speranza. Chi ha il dono della speranza è uno che chiede ininterrottamente al Signore di colmare il suo vuoto, o il dono si inaridisce.
Come possiamo altrimenti vendere una merce che non abbiamo? I doni di Dio passano attraverso di noi, ma per essere ricevuti vanno chiesti con la preghiera. Per spartire con gli altri il nostro dono, dobbiamo diventare donne e uomini di preghiera.
La preghiera infatti abita nei fatti. Le nostre azioni parlano. Parla la nostra fedeltà alla restituzione, parla il fatto che per noi è una gioia restituire, mettere a disposizione i nostri talenti.
A volte pensiamo che restituire sia solo dare dei soldi. Ma il Signore ci chiede di dare via il nostro orgoglio, ed è molto più duro. Ci chiede di rinunciare a far prevalere il nostro io, e questo è molto più pesante. Talvolta è facile dare dei soldi, i soldi non sono l'"io". Ma il Signore vuole prendere il posto del nostro io, perché la speranza che diamo sia tutta sua".
Sì, credo che Gesù sia molto esigente, la porta per arrivare a Lui molto stretta.Del resto non ci ha mai detto il contrario e ce lo ha dimostrato con la sua vita.
Per Bepi: nel mio precedente intervento ho riportato la frase di padre Settimo, perchè mi era difficile acettare quel "troppo" riferito a Dio.
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enzo66
(Utente)
Gold Boarder
Messaggi: 276
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