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  • antoi49 : O Signore, Dio nostro, Tu allieti i nostri occhi con le meraviglie del creato, sorgi anche nel nostro spirito come sole di giustizia e di verità. Una serena giornata a tutti.
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  • luigien : Credo che Gesu e il figlio di Dio. Credo che Gesu e morto per i miei peccati. Il libro delle noveneLe preghiere del mondo. Un'antologia delle più belle invocazioni a Dio, dai popoli privi di scrittura fino ai nostri giorniCredo che Gesu e risorto per la mia redenzione! Ti prego Gesu Si il Signore della mia vita, Ti prego Gesu Si il Redentore della mia vita, Ti prego Gesu Si il Guaritore della mia vita! Gesu, Tu Sei il Signore della mia vita, Gesu, Tu Sei il Red
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  • antoi49 : Benedite il Signore, camminate nella giustizia davanti a lui.

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Ritorno alla Casa del Padre
(1 attualmente in lettura da) (1) Ospite
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TOPIC: Ritorno alla Casa del Padre
#5707
Ritorno alla Casa del Padre 1 Anno, 11 Mesi  
La parabola del figlio prodigo rappresenta la parabola di ogni uomo quando si lascia tentare dall’autonomia da Dio, quando non fa più conto su Dio e non riferisce più i suoi pensieri a Dio, né accoglie più ogni cosa dalle mani di Dio, né si preoccupa più di cercare il pensiero, la volontà di Dio, perché si crede ormai cresciuto, maturo, capace di realizzarsi e di vivere come se Dio non ci fosse. È la parabola del mondo di oggi, del nostro tempo. Oggi noi viviamo tutti come se Dio non ci fosse. È anche l’itinerario di tanta cultura moderna. Le parole di Dio non sono più per noi una lampada per i nostri passi, per i nostri pensieri, e alla sera di ogni giorno non ci troviamo più a considerare con Dio le sue lezioni di vita, ma ci troviamo a considerare delitti, violenze, volgarità. È la conclusione terribile della nostra maturità, del nostro vivere come se Dio non ci fosse.
L’autonomia da Dio è questo paese lontano in cui l’uomo si realizza e verifica quello che egli è senza Dio.
È sempre necessario esperimentare una lontananza, un’assenza, un silenzio per prendere coscienza di quello che noi siamo e di quello che Dio è.
Siamo ormai in quel paese lontano dove gli uomini non conoscono Dio, dove si muore di desolazione e di solitudine; senza amore, senza speranza, senza più un pensiero; dove non c’è spazio per il cuore, né tempo per l’anima perché non c’è tempo per Dio. Credevamo di aver realizzato tutto e ci troviamo in balia della confusione, della paura, dell’angoscia.
Ma è proprio in questo luogo lontano da Casa, tra fame, schiavitù e vergogna, che il pentimento, l’amore, il bene stanno aprendosi un varco, maturando il desiderio del ritorno e la nostalgia della Casa del Padre: un nuovo mattino sta sorgendo sul mondo.

tratto dal sito: Pensieri su Dio - Meditazione IV domenica di quaresima 14.03.2010
alberto.r (Utente)
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#5711
Re:Ritorno alla Casa del Padre 1 Anno, 11 Mesi  
Ricevere il perdono di Dio è una provocazione che avviene nella vita spirituale di ognuno di noi.
C'è qualcosa che ci tiene tenacemente aggrappati ai nostri peccati e questo non ci permette di lasciare che Dio cancelli il passato e ci offra una vita nuova.
Molte volte sembra che vogliamo sfidare Dio dicendogli che le nostre tenebre sono troppo scure per essere illuminate dal Suo perdono.
Dio insiste a volerci restituire la piena dignità di figli e noi continuiamo ad insistere a voler essere i suoi garzoni!
Ma insomma chiediamoci se vogliamo essere restituiti alla piena responsabilità di figli? Vogliamo davvero essere totalmente perdonati per vivere una vita nuova?
Vogliamo rompere la nostra ribellione radicata contro Dio per arrenderci al Suo Amore ed essere uomini e donne nuovi?
Ricevere il perdono di Dio esige la piena volontà di lasciare che Dio sia Dio e consentirgli di compiere in noi ogni risanamento, reintegrazione e rinnovamento che ci è necessario per essere liberati dal peccato.
Myriam (Amministratore)
Sotto la croce si impara ad amare
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Genere: Donna Pastorale & Spiritualità Luogo: Sicilia Compleanno: 04/06
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#5713
Re:Ritorno alla Casa del Padre 1 Anno, 11 Mesi  
Il ritorno al padre, per me, dopo un lungo cammino di vita, rivisto in questi giorni, riandando ad esaminare tutta la mia vita, ha mostrato tutte le mie debolezze,errori,tutto il peggio di me. Ora, dopo averli criticati, seppur bonariamente, ho rivisto il mio giudizio sui miei genitori, mio padre in particolare.
Questo ritorno ai ricordi della mia mamma e del mio papà mi portano inevitabilmente all'esperienza del "figliol prodigo". Se il mio papà terreno non mi ha mai chiuso la porta, nonostante da ragazzo fossi uno scavezzacollo, indomabile, oggi sarei classificato iperattivo, immagino
quanto più paziente sia stato fino ad ora il Signore, con me. Mi ha atteso, con pazienza, ha forgiato sempre più la mia forza di volontà. Ora sono qui con il rimpianto di tutto il tempo sprecato e la speranza, anzi la certezza del Suo perdono, perché Lui conosce il mio cuore ed io così"sento" battere il Suo. Signore, io ho ferito il tuo cuore, sono stato sciocco, lo so, questo cammino quaresimale mi sta aiutando molto a capire, a sognarti ogni giorno e sperare che il mio futuro sia in Te.
bepi (Utente)
L'Amore è il mio motore
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Genere: Uomo Luogo: Udine Compleanno: 03/28
Bepi: L'Amore è il mio motore:Decido ogni giorno di amare.
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#5714
Re:Ritorno alla Casa del Padre 1 Anno, 11 Mesi  
Che bello Bepi, poter constatare, anche, e sopratutto, su noi stessi, l'infinita Misericordia di Dio.....E' grazie ad essa che riusciamo ad alzare gli occhi verso la Croce senza paura e con grande fiducia.....ma riusciamo anche a guardare in fondo alla nostra anima, senza arrossire. Ciao, buona giornata!
edera (Utente)
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Messaggi: 49
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#5717
Re:Ritorno alla Casa del Padre 1 Anno, 11 Mesi  
Ciao Bepi, seguirà uno scritto che penso,visto ciò che hai scritto, tu possa molto apprezzare; è un pò lungo, ma son certo che l'administrator, mi perdonerà.

Il padre della parabola del figliol prodigo.
Chi è questo padre che concede tutto al figlio minore quando questi gli chiede la parte; questo padre che non grida, non minaccia, non si lamenta, non scaccia, non si offende; che abbraccia il figlio con immenso amore non appena ritorna e vuole che si faccia festa; questo padre che esce a parlare con il figlio maggiore fermo sulla soglia di casa per convincerlo che era giusto fare festa a suo fratello; questo padre è un forte? E' un debole? E' un ingenuo che si lascia guidare da un cieco amore paterno? E' un uomo già logoro dagli anni che non sa più comandare, né mettere un argine alle prepotenze dei figli?

Certamente non è un padre autoritario, non ha il culto della personalità. Non ha l'ambizione del potere; non è un accentratore. Inoltre non è un avaro, poiché non discute nemmeno su ciò che il figlio gli chiede: glielo dà. Opera concedendo, non imponendo. Pure non è un debole. I deboli non sopportano in silenzio certe cose: debbono urlare, piangere, ribellarsi, impazzire.

Abbiamo visto il figlio minore partire e tornare; abbiamo visto la crisi del figlio maggiore sulla soglia della casa paterna, e l'uno e l'altro li capiamo perché rappresentano passioni che ritroviamo in noi, momenti della nostra vita di insofferenza o di sottomissione forzata, mascherata e vile per paura del peggio. Ma il padre? Questo essere che porta su di sé le crisi dell'uno e dell'altro figlio; che sopporta le loro ribellioni ed i loro pentimenti; che si lascia spogliare e ingannare, che vede tradite le sue speranze, senza mai parlare di sé, senza mai dire le sue delusioni, il suo dolore e le lacerazioni del suo Cuore per lunghi anni: chi è?

E come può sopportare tutte queste vicende senza lamentarsi? Chi è quest'uomo gettato nella tempesta dall'immaturità di coloro che ama, dall'egoismo, dalla viltà, dalla paura, dalla gelosia dei suoi figli, e che tutto sopporta senza gridare, senza impazzire, senza morire? Chi è questo re Lear che nella tragedia ha il cuore che non scoppia e la mente che non si disorienta? Chi è questo Giobbe che accetta di perdere senza lamentarsi? Che tutto sopporta sempre restando nell'amore e nella pazienza? Chi è e dove trova la sua forza?

Questo padre è simile a quei vecchi larici che stanno in alto, soli, sui fianchi delle montagne, sospesi tra le rocce e il cielo a subire venti e tempeste e nevi e geli senza mai spezzarsi, e non capisci come ciò possa essere. Non capisci, perché tu non puoi essere così. Tutti urlano attorno e infieriscono su di essi; forze immani si scatenano: li colpiscono, li feriscono, li scuotono, li fanno fremere; ed essi restano lì, sopportando ogni cosa, ma senza crollare, senza spezzarsi. Non sai come facciano.

E' un debole questo padre? E' un forte, come forti sono questi larici.

Ma se è un forte, perché non resiste ai figli? Perché non urla e non contesta e non li scaccia?

Questo Padre ha una forza di ben altre dimensioni; è un forte che ha vinto la tentazione del potere, questa tentazione autoritaria che preme su chiunque ha in mano la possibilità di comandare e gli fa dimenticare il proprio ruolo di servizio. Questo pagare non fa valere l'autorità contro le esigenze dello spirito. Egli sa che non deve comandare, ma servire ciò che Dio sta facendo nei suoi figli, anche se questo gli costa tutto, pur di non spegnere lo spirito e l'amore in essi. Questo padre ha capito che il vero problema è quello di ricuperare l'uomo, ovunque sia, e salvarlo: perché si tratta di salvare l’uomo, non un patrimonio, non un istituzione, non un nome, non una struttura, non una tradizione, non una regola.

E' un padre che sa mettere i figli al disopra di tutto e di ogni interesse, di ogni figura, di ogni ambizione: anche al disopra dell'onore di sé e della propria casa, del proprio nome, perché un figlio è più grande dell’onore e di ogni ricchezza.

E' un padre che sapendo ciò che c'è nell'animo dei figli, non se ne stupisce e non spezza la canna incrinata, non spegne la fiamma fumigante, perché sa la difficoltà di diventare uomini: un padre cui non sfugge la vastità e la profondità dell'animo umano e quante siano le tempeste che si scatenano in esso prima che giunga in porto.

Questo padre è tutto un intimo e commosso vibrare di amore che vede lontano: un ideale di intelligenza, di pazienza, di comprensione.

Questo padre insegna come si serve l'uomo: insegna cioè che servire è assumersi il peso dell'altro, la dispersione dell'altro, la difficoltà, la debolezza, il peccato, la povertà, la miseria, il disonore dell'altro: senza rimproverare, senza mai far pesare, perché indimenticabile resti il ricordo di una casa, di un focolare, di un amore: perché servire è amare fino al sacrificio di sé. Non sminuisce le colpe, le perdona.

Una profonda ragione lo guida. Il suo amore è un inno alla carità di Dio.

Ecco perché non possiamo capire quel padre: ci supera infinitamente. In lui c'è la grandezza del cuore di Dio. E' Dio che trova giusto fare festa per ogni ritorno. E' Dio che lascia rovinare tutte le sue ricchezze, tutti i suoi doni, tutto il suo mondo, pur di salvare l'uomo. E' Dio che attende in silenzio i nostri ritorni. E' Dio che chiede alle strade del mondo di restituirgli i suoi figli. Chiunque l'ha abbandonato può ritornare a Lui sicuro di essere compreso, perché non si può dubitare di Colui che ci narra la parabola del figliuol prodigo, di Colui che l'ha creata per noi. Non si può dubitare di Colui che insegna a perdonare sempre e vuole che le sue creature perdonino anche settanta volte sette al giorno. Per Lui e con Lui nessun male è irrimediabile: il suo perdono non conosce confini, non ha misure, né limiti di tempo. Non giudica, ma sempre va in cerca di colui che è perduto, per liberare chi è rimasto prigioniero delle sue colpe, dei suoi sentieri ambiziosi ed egoistici. Ci accetta quali siamo e ci ricopre con il suo amore. Opera in modo che indimenticabile sia il ricordo del suo amore ovunque ce ne andiamo e ci ricolmi di beni e di feste ad ogni ritorno.

(tratto dal libro “Parabole del Signore” di Luigi Bracco)
alberto.r (Utente)
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#5718
Re:Ritorno alla Casa del Padre 1 Anno, 11 Mesi  
Abbiamo ancora tanto da imparare da questo Padre.

P.S: lunghezza perdonata, caro Alberto, ne valeva pena. Gli scritti di Luigi Bracco sono perle di spiritualità
Myriam (Amministratore)
Sotto la croce si impara ad amare
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Genere: Donna Pastorale & Spiritualità Luogo: Sicilia Compleanno: 04/06
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Versione: 4.5  del febbraio 2011

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