
Grazie carissima edera per la tua bellissima riflessione che hai voluto condividere con tutti noi.
Sperando di fare cosa gradita, unisco il commento fatto ieri sera da Padre Settimo, citato da edera, che si riferisce al Vangelo della Trsfigurazione, nella speranza che quanti non erano presenti possano però leggerlo!
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.
Parola del Signore Commento al Vangelo di Padre Settimo:
1.Breve nota introduttiva.
IlVangelo della trasfigurazione è un tema fisso in tutti e tre i cicli liturgici.
Si tratta di un testo sinottico, vale a dire riportato oltre che da Luca anche da Matteo e Marco.
Ogni evangelista segue una pista interpretativa propria cogliendo diverse sfaccettature.
Noi stasera ci troviamo a meditare la prospettiva dell'evangelista Luca.
2. Contesto.
Dobbiamo partire dalla professione di fede di Pietro: "Tu sei il Cristo di Dio"(9,18). A seguire abbiamo il primo anniuncio da parte di Gesù della sua prossima passione morte e resurrezione segueno le condizioni dettate da Gesù per la sequela: il discepolo deve portare la Croce come Gesù.
Tutto questo Gesù lo dice per sfatare la concezione trionfalistica che del Messia avevano i suoi contemporanei compresi gli apostoli e i discepoli.
Il racconto della Trasfigurazione va letto in quest'ottica. Tra poco (9,51) Gesù comincerà il suo viaggio verso Gerusalemme luogo che il Padre gli aveva fissato fin dall'eternità dove si compiranno i misteri della sua passione, morte sulla Croce e la sua Gloriosa Resurrezione.
- 3. Presentazione/Prospettiva.
"Nella gloriosa Trasfigurazione del Tuo Volto, Signore, si aprono per noi infiniti squarci di cielo che illuminano di speranza il nostro cammino nella vita e nella storia di ogni giorno".
- 4. Lo scenario.
Lo scenario del racconto, anche se non sembra a prima vista, è carico di un buio notturno.
Gesù con Elia e Mosè parla del "suo" esodo: il cammino verso Gerusalemme. I tre apostoli sono oppressi da un sonno invincibile. La nube copre con la sua ombra l'intero spazio dove si muovono i vari personaggi.
Ma su questo paesaggio notturno risplende la Luce.
Essa è data dal Volto di Cristo che diviene "altro", e dalla voce del Padre che chiude l'evento in chiave di rivelazione
Luci ed ombre: allora il racconto diventa la parabola della nostra vita.
La parabola di chi va in cerca di luce e di speranza.
- 5. Lasciamo parlare il testo.
Gesù, con Pietro Giacomo e Giovanni salì sul monte a pregare.
Sul monte: luogo dove secondo l'immaginario biblico abita la divinità.
Gesù dichiaratamente desidera stare in solitudine con il Padre. In preghiera Egli gli racconta la sua vita e Lo ringrazia adorandoLo e contemplandolo.
La preghiera di Gesù di fronte al Padre nel Vangelo di Lucaha sempre la caratteristica del "racconto" al Padre del vissuto.
Non c'è dunque preghiera che non faccia riferimento alla vita: non sarebbe vera preghiera.
Come non c'è vita senza riferimento alla preghiera.
Una vita pregata ed una preghiera vissuta davanti al Padre.
"E mentre pregava il suo Volto divenne altro"
Questa è la traduzione letterale del testo greco
Mentre pregava: la preghiera ha una potenza trasformatrice e trasfiguratrice.
Per Gesù come per noi, quando preghiamo veramente contemplando e raccontando la vita a Dio. Il suo Volto, meglio il suo aspetto, divenne "altro".
Altro, da che e da chi?
Altro nel senso che divenne diverso dalla sua umanità: entra nel "mondo" altro, quello escatologico, quello della sua Resurrezione, quello della pienezza del regno, quello della Bellezza.
Quell'aspetto che diviene "altro" dal tempo e il Volto dell'eternità.
Qui Gesù ci indica la meta a cui Egli, nella sua umanità, va incontro e al tempo stesso ci fa comprendere che quel "mondo altro" appartiene anche a noi! Ce ne dona il desiderio, aumenta l'anelito, perché siamo stati fatti per la bellezza! Ed il Suo Aspetto era Bello perchè era l'aspetto della Gloria.
Anelito di vera vita, anelito di una speranza che in Lui vediamo già esaudita. Ecco lo squarcio di cielo che si apre sul notturno della nostra esistenza.
Tutto questo avvenne otto giorni dopo.
Non si sa a partire da che bisogna contare gli otto giorni. Forse in realtà Luca fa riferimento all'Ottavo giorno, quello che non è inscritto nel calendario della creazione e della storia. E' il giorno della luce, è il giorno primo ed ultimo, giorno radioso e splendido del trionfo di Cristo
A Pasqua Gesù entrerà nel giorno ottavo. Al compiersi della storia l'umanità intera entrerà in quel giorno di salvezza e di LUCE!
Io, tu, fratello, l'umanità intera siamo chiamati a quel giorno! Poiché noi abbiamo su questa terra una cittadinanza pemanente, come scrive l'autore della lettera agli Ebrei.
Desiderio, speranza, anelito: questa è la divina miscela che rende vivibilissima la nostra storia dolorosa per quanto possa essere.
Su ogni notte della nostra esistenza, su tutte le notti del nostro vivere, Gesù fa brillare la Bellezza del Suo aspetto che già è entrato in quel giorno.
Coraggio dunque: non distogliamo mai lo sguardo da questa Icona che Luca ci dipinge a vivi colori questa sera.
Quali colori? Quelli della luce.
L'abito di Gesù, la sua veste, divente candida e sfolgorante: candore e fulgore sono i colori della LUCE DIVINA!
Questo abito un giorno anche noi siamo chiamati ad indossarlo e saremo abitatori di un "mondo altro"!
Due uomini conversano con Gesù.
Mosè ed Elia i due più grandi profeti dell'Antico Testamento.
Essi parlano con Gesù.
Di quale argomento? Del Suo esodo.
L'esodo nella Bibbia era rappresentato dall'uscita del popolo dall'Egitto e dalla schiavitù, e era visto come un lungo viaggio attraverso il deseerto verso la terra promessa.
Anche Gesù comincia il suo Esodo. La sua umanità intraprende il viaggio verso Gerusalemme, là dove, come Agnello santo, sarà sgozzato per la salvezza dell'umanità.
Credo che anche il tema dell'esodo vada letto in chiave esistenziale.
Anche la nostra vita è un continuo Esodo, un pellegrinaggio.
Lo dimentichiamo: ma in realtà siamo, in questo tempo, ospiti e pellegrini.
Essere discepoli di Gesù significa non smettere mai di camminare verso una meta.
La meta di Gesù fu quella della Pasqua a cui giunge attravero la sua morte e resurrezione
Anche la nostra meta è la Pasqua, l'ottavo giorno, a cui si giunge senza prima aver sofferto tutto quello che ogni esiliato soffre in ogni senso sia fisico che spirituale e morale.
Ma subito un torpore li assale.
Nessuno può vedere interamente la Gloria di Dio su questa terra. Il sonno che li prende li ottunde e confonde la loro vista.
Ma resistono fino al possibile, tanto che Pietro, senza nemmeno sapere quel che diceva, pronuncia parole sconnesse: E' bello stare qui. Facciamo tre tende....
Parole sconnesse che spesso escono dalla nostra bocca e dal nostro cuore. Quando viviamo momenti belli e forti, spiritualmente parlando, non vorremmo mai stacarci dalle nostre gioie interiori o dalle nostre visioni segrete.
Ma se così volessimo fare per davvero, tradiremmo il senso della vita.
Prima abbiamo detto che la vita e la preghiera non possono stare l'una senza l'altra.
Ora affermiamo lo stesso principio: ci sono momenti belli nella nostra vita, grazie a Dio, ma guai a rimanere prigionieri di essi. Dimenticheremmo la realtà da vivere e da santificare con la fatica e il coraggio della fede.
Poi la nube.
Con la sua ombra rende crepuscolare, quasi notturna l'intera scena.
Ma nell'oscurità della scena irrompe la Parola del Padre:
Questi è il mio Figlio, l'Eletto, Ascoltatelo!
La notte è squarciata, la luce irrompe nella teofania del Padre che accredita il Figlio come l'Eletto.
Nel testo greco abbiamo il participio perfetto che in italiano potremmo rendere in questa maniera: Egli è stato l'Eletto, è Eletto, e lo sarà per sempre.
L'elezione del Figlio appartiene all'eternità. Perciò Luca può aggiungere: Ascoltatelo!
Egli è la Parola, l'unica Parola da scoltare per entrare nell'ottavo giorno, nel giorno della Luce.
L'unica Parola da scoltare per essere guidasti là dove Lui ci ha preceduti.
L'unica Parola da ascoltare per essere sostenuti nella fede e per essere continuamente animati dalla speranza che non delude.
- 6. Preghiera finale.
Quando ti sento o Signore,
e ti scopro a me vicino,
resto, come Pietro, con il cuore appagato
in tutti i miei sogni più belli
e, come lui, cerco di fermare quel tempo...
Fantastico sulla stagione del riposo con te
più che impegnarmi nella fatica della vita quotidiana.
Poi non mi resta nulla nelle mani
davanti alla realtà dura della vita.
Ti prego Signore,
dammi il senso della tua Presenza,
della Tua speranza,
della certezza che,
se saprò impegnarmi nella vita ogni giorno
tenendo fisso lo sguardo
sulla tua bellezza,
avrò in Te e con Te
un potere trasformante
quello di potere trasfiguare ogni cosa
nella tua sfolgorante Bellezza. Amen!
E sarà gioia, solo gioia che anticipa il tempo futuro..................................Amen...........................................................................................