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“Quando i pastori sono arrivati alla mangiatoia, sono assolutamente persuaso che non sono andati subito verso il bambino Gesù. Avranno guardato la Vergine Maria, guardato i suoi occhi, poi lei avrà mostrato il suo bambino. Allora avranno guardato Gesù, con gli occhi di Maria. Cercate di contemplare i misteri del Vangelo con gli occhi della Vergine. Pensate alla morte del Cristo sulla Croce; crederete di aver toccato il punto più profondo. Poi voi direte: con quali occhi la Vergine ha guardato suo Figlio sulla croce? E allora voi pregate: «Fammi comprendere un poco come tu comprendi». La Vergine non è più davanti a voi come la realizzazione della santità che voi venerate; lei vi prende sotto il suo mantello e vi avvolge, per aiutarvi a contemplare tutti i misteri con il suo sguardo” (Charles Journet, Trattato su Maria - ed Parole et Silence 2001).
Ho trovato questa splendida citazione nel biglietto augurale inviatomi, in questi giorni, da una carissima amica; ne approfitto per soffermarmi, insieme a voi, a riflettere un po’ sul significato di queste parole.
Oggi, nel celebrare la solennità della Madre di Dio, vorremmo iniziare
questo nuovo Anno con lo sguardo rivolto verso il mistero di Dio. E’
importante saper guardare e leggere negli occhi di un’altra persona la
profondità della sua anima e i desideri in essa raccolti. Nello sguardo
della Vergine Maria tutto questo doveva essere incredibilmente
evidente. La Madre di Dio poteva, infatti, contemplare il Figlio Gesù e
con lo sguardo fisso su di Lui riconoscersi “figlia del suo Figlio”! Un
simile privilegio poteva essere accolto solo da un cuore semplice e
totalmente consacrato a Dio.
Gesù stesso nel Vangelo di Luca afferma: «La lucerna del tuo corpo è
l'occhio. Se il tuo occhio è sano, anche il tuo corpo è tutto nella
luce; ma se è malato, anche il tuo corpo è nelle tenebre. Bada dunque
che la luce che è in te non sia tenebra. Se il tuo corpo è tutto
luminoso senza avere alcuna parte nelle tenebre, tutto sarà luminoso,
come quando la lucerna ti illumina con il suo bagliore» (Lc 11, 34-36).
Il mistero della luce di Cristo può riflettersi, dunque, nello sguardo
di ogni uomo. Anche la piccola Teresa di Lisieux diceva che “gli occhi
sono lo specchio dell’anima”. Le parole del Card. Charles Journet
(1891-1975) ci invitano a guardare Gesù attraverso lo sguardo della
Madre, per “contemplare i misteri del Vangelo con gli occhi della
Vergine”. Una indicazione che all’inizio di questo nuovo anno può
diventare un vero e proprio progetto di vita.
A proposito di sguardi, trovo tra le scartoffie della mia scrivania questa singolare preghiera alla Santa Trinità:
Quando giungerò al tuo cospetto…
Prima di ogni giudizio, Signore Dio… Padre,
possa il tuo sguardo incrociare quello di Cristo,
per i meriti del quale siamo stati salvati e resi tuoi figli.
Prima di ogni giudizio, Signore Dio… Figlio,
chiedi per noi al Padre di usarci misericordia,
per i meriti della tua Passione, Morte e Resurrezione.
Prima di ogni giudizio, Signore Dio… Spirito Santo,
unisci con il tuo sguardo l’amore del Padre e del Figlio,
perché anch’io possa entrare
nel grembo del loro eterno Amore.
Prima di ogni giudizio, S. Trinità unico Dio,
lasciate che la Vergine Madre interceda per me;
i suoi occhi hanno contemplato il mistero della Vita
e le sue braccia vi hanno stretto Bambino
per condurvi, insieme al Beato Giuseppe,
nell’intimità del nostro cuore.
Amen.
Michelangelo Nasca
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