Di PadreAugusto Drago
Come abbiamo visto nell’articolo-studio della settimana scorsa, il tempo della Quaresima è l’inizio di un cammino che ha per meta la Luce dell’Ottavo Giorno.
E’ importante allora partire bene e soprattutto consapevolmente motivati.
Tre cose, in modo particolare, rendono la partenza più agile e spedita: il pentimento, l’ascesi e la compunzione.
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La Chiesa adotti uno stile di vita casto, povero e obbediente: è quanto affermato da Benedetto XVI nell’udienza generale in Aula Paolo VI, davanti ad ottomila fedeli. Il Papa ha dedicato la sua catechesi a San Bonaventura di Bagnoregio, dottore della Chiesa, che seppe armonizzare la spiritualità francescana con la riflessione teologica. Al momento dei saluti, il Papa ha ricordato la figura di Chopin, di cui ricorre il bicentenario della nascita, ed ha esortato le Chiese locali ad impegnarsi con sempre più efficacia in favore degli Zingari.
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“Se ti sei votato al servizio di Dio, perché ancora paragoni la tua vita a quella degli altri, e ti lamenti perché loro hanno questo e quest’altro? Perché ti rammarichi di servire Dio a motivo di alcune rinunce che questo comporta?” (F.X. Nguyen Van Thuan).
Questo è uno dei nostri grandi difetti: lamentarsi! Guardiamo gli altri e giudichiamo le loro azioni… “Quello lì va in Chiesa, si batte il petto, poi però fuori predica bene e razzola male!”; oppure con disprezzo osserviamo: “Quello lì non si cura minimamente della fede e nella vita riesce ad avere successo, io invece credo in Dio e mi va tutto storto!”.
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di padre Piero Gheddo* - Gesù sale sul monte Tabor con Pietro, Giacomo e Giovanni per pregare. Il Vangelo dice che, "mentre pregava, il suo volto cambiò aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante". Domenica è stata la festa della "Trasfigurazione" di Gesù davanti a tre discepoli. Nella vita quotidiana, egli era un uomo come gli altri, certo affascinante, faceva miracoli e parlava come nessuno aveva mai parlato; ma insomma, un uomo come gli altri, almeno nell'aspetto esterno. Oggi invece, sale sul monte, si isola dal mondo e dagli altri uomini, e mentre pregava rifulge in lui la luce accecante della sua divinità. I tre discepoli ne sono affascinanti e Pietro dice: "Signore, è bello per noi restare qui con te". Il Vangelo commenta: "Non sapeva quello che diceva". Cioè era talmente eccitato e pieno di gioia, che avrebbe voluto restare sul monte e non tornare più alla pianura nella vita quotidiana.
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