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 Battesimo di S. Agostino
“Mi ero fatto un amico, che la comunanza dei gusti mi rendeva assai caro. Mio coetaneo, nel fiore dell'adolescenza come me, con me era cresciuto da ragazzo, insieme eravamo andati a scuola e insieme avevamo giocato”. Così Sant’Agostino inizia a raccontare, nel libro delle Confessioni, una particolarissima storia di amicizia.
“Non c'è vera amicizia, se non quando l'annodi tu fra persone a te strette col vincolo dell'amore diffuso nei nostri cuori ad opera dello Spirito Santo che ci fu dato”. Ma questo, Agostino lo comprese solo successivamente alla sua conversione.
Nondimeno quell’amico gli era veramente caro anche se lo aveva “traviato dalla vera fede, sebbene, adolescente, non la professasse con schiettezza e convinzione”.
“Che facesti tu allora, Dio mio? Imperscrutabile abisso delle tue decisioni!”…
L’amico si ammalò seriamente e poiché si temeva per la sua vita presero la decisione di battezzarlo, anche se da un po’ di tempo giaceva a letto in uno stato di completa incoscienza.
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