veronica78 : preghiamo per chi nel mondo,sta pensando di compiere un gesto come quello che ha ucciso Melissa,che l'amore del Signore possa entrare nei loro cuori chiusi e far cambiare loro idea!
maria luigia : Sorelle e fratelli carissimi,con l'aiuto di S.Rita da Cascia e per intercessione di Maria, sempre Vergine,affrontiamo anche oggi il nostro piccolo calvario, con Fede e grande Speranza. Nella preghiera siamo nel giusto e Gesù ci esaudirà nelle piccole cose terrene. Che oggi sia per tutti un nuovo giorno lieto e positivo, nella tristezza dei danni del terremoto e della strage di Brindisi.Buona giornata.
marypoppins : Sant'Emidio, protettore nel terremoto, prega per noi!Amen!
marypoppins : Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!».
maria luigia : Carissimi fratelli e sorelle, a tutti una serena buona notte. Non abbiate paura del terremoto, del diluvio di pioggia. Il Signore ci protegge.AMEN
Myriam : Preghiamo con te Giona
giona29 : vi chiedo una preghiera per la mia famiglia che sta passando un periodo difficile nella malattia
astrea : Maria tieni sotto il tuo manto Melissa e consola quei genitori in lacrime.
maria luigia : S.Pio da Pietrelcina, Tu che hai consolato molti tuoi figli, consola i genitori della povera Melissa, volata in cielo per la barbarie assassina di peccatori incivili. Rendi la loro vita meno dolorosa, meno assillata, più religiosamente commossa. Fai un miracolo S.Pio: quella madre in lacrime e quel padre distrutto dal dolore consolali, facendo loro sentire il caldo affetto di Maria, Madre gloriosa. AMEN
Domenica prossima, oltre ad essere la II Domenica di Pasqua (detta in Albis), la Chiesa festeggia la festa della Divina Misericordia. Tutti coloro che in questa Domenica
pregheranno davanti all'Immagine di Gesù Misericordioso alle solite condizioni previste dalla
Chiesa:
- Confessione Sacramentale -Comunione - recita del Credo -
Padre Nostro - preghiera secondo le Intenzioni del Papa e la giaculatoria:
"Gesù, confido in Te", guadagneranno l'Indulgenza
Plenaria.
Gli ammalati possono guadagnare l'Indulgenza Plenaria
pregando a casa davanti all'Immagine della Divina Misericordia.
Vediamo di sapere qualcosa di più su questa devozione.
E'
la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la
prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel
1931,
quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: "Io desidero che vi sia una
festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il
pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa
domenica deve essere la festa della Misericordia" (Q. I, p. 27).
Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato
a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione
il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo
scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le
grazie ad essa legate.
La scelta
della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo
stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della
Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: "Ora vedo che
l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta
dal Signore" (Q. I, p. 46). Questo legame è sottolineato ulteriormente
dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo.
Gesù ha
spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante
la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia,
periranno per sempre" (Q. II, p. 345).
La
preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita,
cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa
novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che
"elargirà grazie di ogni genere" (Q. II, p. 294).
Per quanto riguarda
il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri:
-
che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e
pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato;
-
che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia
Divina (Q. II, p. 227) e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia.
"Sì,
- ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia,
ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la
solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata
dipinta" (Q. II, p. 278).
La grandezza di
questa festa è dimostrata dalle promesse:
-
"In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi
conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" (Q. I, p. 132) -
ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel
giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi".
Questa grazia - spiega don I. Rozycki - "è qualcosa di decisamente più
grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel
rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). E' essenzialmente più grande anche
delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del
battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia
sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha
legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella
festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al
rango di "secondo
battesimo". E' chiaro che la Comunione ricevuta nella
festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle
fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia" (R., p.
25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della
Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere
fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato.
Gesù non
ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia.
Infatti ha detto che "riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si
avvicinano alla sorgente della Mia misericordia", poiché‚ "in quel
giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine.
Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero
come lo scarlatto" (Q. II, p. 267). Don I. Rozycki scrive che una
incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre
modi:
-
tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina
Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero,
possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa;
-
Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti,
ma anche benefici terreni - sia alle singole persone sia ad intere comunità;
-
tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto
che siano chieste con grande fiducia (R., p. 25-26).
Questa
grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna
altra forma di devozione alla Divina Misericordia.
Numerosi
sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita
nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l'introduzione. Dieci anni dopo la
sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la
Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il
suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi
in Polonia.
Il culto
della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di
Cracovia - Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle
funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l'indulgenza
plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che
suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il
permesso del confessore.
Diffusione del culto della Divina Misericordia
Parlando
delle forme di devozione alla Divina Misericordia don I. Rozycki
menziona anche la diffusione del culto della Misericordia, poiché‚
anche a questa forma sono legate promesse. A tutti promette protezione
materna durante l'intera esistenza e "tutte le anime che adoreranno la
Mia misericordia e ne diffonderanno il culto (...) queste anime
nell'ora della morte non avranno paura. La Mia misericordia le
proteggerà in quell'ultima lotta" (Q. V, p. 508).
A tutti sono dirette dunque due promesse:
- la prima riguarda la protezione materna in tutta la vita,
- la seconda riguarda l'ora della morte.
Un particolare invito Gesù rivolge ai sacerdoti assicurando che "i
peccatori induriti si inteneriranno alle loro parole, quando essi
parleranno della Mia sconfinata misericordia e della compassione che ho
per loro nel Mio Cuore" (Q. V, p. 504).
Gesù non
definisce - oltre all'omelia - altri modi di diffusione del culto della
Misericordia, dunque essi possono essere intesi abbastanza largamente.
Essere apostolo della Misericordia di Dio significa innanzitutto dare
testimonianza di vita nello spirito di fiducia in Dio e di misericordia
verso il prossimo. Tale esempio ci ha lasciato suor Faustina, esempio
che attira gli altri alla fiducia totale in Dio infinitamente buono e
onnipotente, e a fare atti di carità verso il prossimo.
L'Apostolato della Divina Misericordia
Nel
Diario di suor Faustina si parla anche della questione della cosiddetta
"nuova congregazione". Da una lettura superficiale degli appunti
dell'Apostola della Divina Misericordia si potrebbe dedurre che Gesù le ha chiesto la fondazione di una congregazione,
a cui ha affidato il compito di proclamare e chiedere la misericordia
di Dio per il mondo intero. Un'analisi più profonda degli scritti di
suor Faustina porta invece alla conclusione che non si tratta qui di
una nuova congregazione, ma di un grande gruppo di apostolato nello
spirito della devozione alla Divina Misericordia, apostoli che debbono
svolgere i compiti prima menzionati nel momento attuale della storia
della Chiesa e del mondo.
Bisogna sottolineare che Gesù
neanche una volta ha usato la definizione "nuova congregazione". A suor
Faustina diceva: "tu e le tue compagne", "tale congregazione" oppure
"questa congregazione". Ha definito tuttavia in modo molto chiaro le
sue richieste, riguardanti i compiti e lo spirito di quella comunità. "Unitamente alle tue compagne, dovrai impetrare la misericordia per voi stesse e per il mondo" (Q. I, p. 179) - ha detto Gesù. "Concilierai la terra col cielo, mitigherai la giusta collera di Dio" (Q. II, p. 8). Questa era la prima richiesta, mentre la seconda era: "Penetra
nei Miei segreti e conoscerai l'abisso della Mia misericordia verso le
creature e la mia bontà insondabile e questa farai conoscere al mondo"
(Q. I, p. 180). Affinché‚ la misericordia divina possa essere conosciuta e diffusa efficacemente in tutto il mondo peccatore, Gesù desidera una particolare preghiera per i sacerdoti e i religiosi."Affido
alle tue cure due perle preziose per il Mio Cuore, che sono le anime
dei sacerdoti e le anime dei religiosi; per loro pregherai in modo
particolare; la loro forza dipenderà dal vostro annientamento" (Q. II,
p. 212). Gesù ha definito invece lo spirito di questa comunità in modo molto breve, dicendo: "La vostra vita deve essere modellata su di Me, dalla mangiatoia alla morte in croce" (Q. I, p. 180).
Suor
Faustina inizialmente credeva che si trattasse di una nuova
congregazione, che invocasse la misericordia di Dio per il mondo,
proclamasse l'infinita bontà di Dio e vivesse radicalmente il Vangelo,
imitando Cristo "dalla mangiatoia alla croce". Man mano che passava il
tempo però e con nuove esperienze e illuminazioni divine, ha capito che
non si tratta solo di una congregazione contemplativa, che lei stessa
voleva fondare e per la quale ha perfino tracciato una regola, ma anche
di una congregazione attiva, maschile e femminile e di un ampio gruppo
di persone nel mondo.
Il 27 giugno 1938 ha scritto nel Diario: "Il Signore mi ha fatto conoscere la sua volontà quasi in tre sfumature, pur essendo una cosa sola" (Q. III, p. 393). Così dunque questa "nuova congregazione" possiede come "tre forme".
La prima
è costituita dalle "anime isolate dal mondo/ che/ arderanno come
vittime davanti al trono di Dio ed impetreranno la misericordia per il
mondo intero... Ed imploreranno benedizioni per i sacerdoti e con la
loro preghiera prepareranno il mondo per la venuta finale di Gesù" (Q.
III, p. 393).
La seconda "sfumatura"
sono le congregazioni che uniscono la preghiera agli atti di
misericordia. "In modo particolare proteggeranno dal male le anime dei
bambini (...) si impegneranno a risvegliare l'amore e la misericordia
di Gesù nel mondo pieno di egoismo" (Q. III, p. 393).
La terza "sfumatura"
deve essere costituita dalle persone che vivono fuori dai conventi. A
questo gruppo "possono appartenere tutte le persone che vivono nel
mondo", che pregheranno e compiranno azioni di misericordia, almeno una
al giorno. Pur non essendo "vincolati da alcun voto", tuttavia
"parteciperanno a tutti i meriti e privilegi della comunità" (Q. III,
p. 393).
Come si deduce dalla descrizione di suor
Faustina, non si tratta di una congregazione in senso stretto, ma di
una unica grande comunità di persone, di varie condizioni e vocazioni,
che sono unite dal mistero della Divina Misericordia. E' una comunità di persone, che attraverso la pratica della devozione alla Misericordia divina
vive con lo spirito evangelico di fiducia e di misericordia e cerca di
realizzare i compiti che Gesù ha affidato a suor Faustina: invocare la misericordia di Dio per il mondo e proclamare in modo particolare questo mistero di fede al mondo intero.
Gli
stessi compiti - professare e proclamare la misericordia di Dio al
mondo smarrito, fare opere di misericordia e invocare la pietà di Dio
sull'umanità - sono stati affidati dal Santo Padre Giovanni Paolo II a
tutta la Chiesa. Del resto la Chiesa ha vissuto questo spirito nei
primi secoli della cristianità, di cui ci parlano gli scritti dei Padri
della Chiesa.
Oggi viviamo in un'epoca di decadimento di
molti valori fondamentali non solo cristiani, ma "semplicemente della
morale umana, della cultura morale". Da qui nasce
l'invocazione alla misericordia di Dio e la proclamazione di questa
verità di fede sembra una condizione indiscutibile per la rinascita
dell'umanità e della pace nel mondo. "Per quanto forte possa
essere la resistenza della storia umana, per quanto marcata
l'eterogeneità della civiltà contemporanea, per quanto grande la
negazione di Dio nel mondo umano, tuttavia tanto più grande deve essere
la vicinanza a quel mistero che nascosto da secoli in Dio, è poi stato
realmente partecipato nel tempo all'uomo mediante Gesù Cristo" (Dives
in misericordia, 15).
Al centro della grande comunità di devoti e di apostoli della Divina Misericordia c'è la figura di suor
Faustina. Ella, in modo perfetto, ha realizzato nella sua vita lo
spirito e i compiti che Gesù ha posto davanti a lei e alla "nuova
congregazione". I tentativi di fondare la "nuova
congregazione" erano per lei esperienza della "notte mistica". Grazie
ad essa suor Faustina ha raggiunto le vette della mistica ed è
diventata un modello visibile della via alla santità e dell'apostolato
per tutti coloro che sono attratti dal mistero di Dio e dal desiderio
di rendere felici gli altri.
In Polonia e oltre i
suoi confini molti sacerdoti, molte congregazioni religiose e persone
laiche si sono unite in diversi modi a questa grande comunità di devoti
e apostoli della Misericordia di Dio. Sono sorti e continuano a nascere
nuovi istituti di vita consacrata, che si dedicano a tale scopo, gruppi
di preghiera e quelli che all'orazione uniscono l'attività caritativa,
vivendo nel mondo. Ci sono pure molte persone che non appartengono ad
alcun gruppo, ma vivono lo spirito della devozione alla Divina
Misericordia e in questo modo appartengono a quella grande comunità di
devoti e apostoli della Divina Misericordia.
Speriamo
che le persone coinvolte in questa opera siano sempre più numerose,
poiché‚ il mondo ha bisogno di vivi testimoni di Dio e di mani unite
nella preghiera per impetrare la misericordia, perché‚ - come ha detto
Gesù a suor Faustina - "l'umanità non troverà pace, finché‚ non si
rivolgerà con fiducia alla Mia misericordia" (Q. I, p. 132).
Pastorale & Spiritualità è come una grande famiglia di oltre 8000 componenti che condividono la propria fede in Gesù Cristo e si arricchiscono approfondendo la conoscenza della Parola e del Catechismo.