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Nel Giorno della memoria il Papa ha ricordato tutte le vittime dell'"odio razziale e religioso", in particolare quelle della Shoah, e ha auspicato che "non si ripetano più simili tragedie". L'appello di Benedetto XVI è risuonato al termine dell'udienza generale di mercoledì 27 gennaio, nell'Aula Paolo VI.
Le celebrazioni in ricordo delle vittime della Shoah
La promessa di non dimenticare "Ogni uomo oggi è ebreo. Anche io oggi sono ebreo". Sono le parole conclusive dell'intervento pronunciato dal presidente del Senato italiano, Renato Schifani, in occasione della sua visita presso la Risiera di San Sabba per il Giorno della Memoria, giornata creata - ha detto Schifani - non solo per gli ebrei "ma soprattutto per chi non lo è, affinché sappia ricordare. Il giorno della memoria non è solo un evento commemorativo ma è un ammonimento perenne contro ogni persecuzione e ogni offesa alla dignità umana. Le leggi razziali del regime fascista sono ancora una ferita profonda non soltanto degli ebrei ma di tutta la società, di tutti noi. Facciamo tesoro del passato per costruire un futuro dove le parole odio, violenza, razzismo, siano relegate a eventi non più ripetibili. Non è un'esortazione ma una promessa d'onore".
Per il presidente del Senato, "memoria significa coraggio di vedere e non solo di guardare. Memoria significa fare della nostra vita "un cuore che vede", come ha affermato Benedetto XVI. Memoria significa riconoscere nei testimoni e nei sopravvissuti della Shoah i nostri maestri". Perché un vero maestro, ha aggiunto Schifani citando Jacob Neusner, "non è chi dice qualcosa di nuovo ma chi dice qualcosa di vero".
La verità della Shoah va affermata, ricordata, compresa fino in fondo. "Ogni ipocrisia - ha proseguito Schifani - va smascherata. Oggi i confini di Israele non sono mero dato geografico, sono i confini della nostra stessa Patria, i confini della nostra civiltà, i confini della nostra storia. Questo significa ricordare: non gettare lo sguardo solo al passato, ma gettare ponti per un futuro di pace vera. In questo senso, ogni uomo oggi è ebreo".
In mattinata, il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, aveva accolto il premio Nobel per la pace Eliezer Wiesel al Quirinale, quale ospite d'onore alla cerimonia ufficiale per il Giorno della memoria. "Lei rappresenta - ha detto il capo dello Stato rivolgendosi allo scrittore sopravvissuto alla Shoah, in seguito intervenuto alla Camera dei Deputati - la voce più alta che potessimo ascoltare oggi".
"Lei - ha aggiunto - ha meritato in Italia ammirazione e rispetto per l'impegno incessante a tenere alta la memoria e la lotta per i diritti umani per una pacifica convivenza tra i popoli. Grazie di essere qui".
A Berlino, il presidente israeliano Shimon Peres ha tenuto un discorso presso il Bundestag. Peres ha chiesto alla Germania e al mondo intero che i criminali nazisti ancora in vita siano portati davanti alla giustizia: "Dal nostro punto di vista - ha spiegato - questa non è una vendetta. Si tratta di fare educazione".
(©L'Osservatore Romano - 28 gennaio 2010)
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