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Benedetto XVI celebrerà, domani mattina in Piazza San Pietro, la solenne Messa di canonizzazione di 6 Beati. Sono attesi 50 mila fedeli provenienti in particolare da Polonia, Canada, Spagna, Australia ed Italia. Saranno inoltre presenti delle delegazioni ufficiali dai Paesi dei nuovi Santi. Si tratta di figure straordinarie, vissute in tempi e luoghi diversi, ma uniti nel testimoniare con fede, speranza e carità il messaggio salvifico del Vangelo. La celebrazione della Messa sarà seguita in radiocronaca diretta dalla nostra emittente a partire dalle 9.50.
Il servizio di Alessandro Gisotti per Radio Vaticana:
“Credi in ciò che Dio sussurra al tuo cuore. Credi in Lui. Credi nel potere dello Spirito dell’amore”: si può riassumere in queste sue parole la vita e l’opera straordinaria di Mary MacKillop, la prima Santa australiana, fondatrice della Congregazione delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore. In una terra ancora aspra come l’Australia del XIX secolo, la futura Santa si impegnò in modo instancabile per i più poveri e in particolare per offrire educazione a tutti i bambini bisognosi. La giovane religiosa, che nel 1867 prese il nome di Maria della Croce, superò con fiducia e spirito di obbedienza, le malattie che l’affliggevano e le incomprensioni all’interno della Chiesa che arrivarono fino alla scomunica temporanea da parte del vescovo di Adelaide. Nel luglio del 2008, durante la Gmg di Sydney, Benedetto XVI ha riconosciuto che “il suo appello per la giustizia in favore di coloro che venivano trattati ingiustamente e il suo esempio di santità sono diventati una fonte di ispirazione per tutti gli australiani”.
Figlio della Polonia, il Beato Stanislao Kazimierczyk, sacerdote dell'Ordine dei canonici regolari lateranensi, visse nel XV secolo a Cracovia. Umile, paziente e pieno di zelo, il nuovo Santo, molto amato da Giovanni Paolo II, fu un educatore di giovani religiosi. Apostolo dell'Eucaristia, nella sua vita si contraddistinse inoltre per l’attenzione verso i poveri e per la diligenza con la quale preparava le sue omelie, che gli procurarono una grande stima dei fedeli e frutti in abbondanza. Esempio di Santo della carità è il religioso canadese André Alfred Bessette, vissuto tra il XIX e XX secolo. Rimasto orfano di entrambe i genitori quando era ancora un bambino, fu accolto dalla Congregazione di Santa Croce. A Fratel Bessette venne affidato l'incarico di portiere del collegio di Nostra Signora delle Nevi, vicino Montreal. In questo umile servizio, il Beato Bessette seppe accogliere e consolare i poveri, gli afflitti, i malati. Un servizio di carità straordinario che raggiunse il cuore di una moltitudine di persone: al suo funerale, nonostante il freddo dell’inverno canadese, un milione di persone si recò a rendergli l’estremo saluto.
Nello stesso periodo, in Spagna, visse la Beata Candida Maria di Gesù Cipitria y Barriola, che, nonostante fosse semi-analfabeta, umile e priva di risorse economiche, riuscì a fondare la Congregazione delle Figlie di Gesù, particolarmente impegnata nell’opera di formazione cristiana dei fanciulli. Una Congregazione presente oggi in 17 Paesi di quattro continenti. Figura di intensa spiritualità, ebbe sempre fiducia nel Signore. Amava ripetere: “Quanto maggiore è la mia miseria, tanto più spero nella misericordia di Dio”.“Donna profeta della nuova evangelizzazione” è l’appellativo con cui si distingue l’intuito vocazionale e carismatico della religiosa Giulia Salzano, figlia della Campania dell’Ottocento. Per la sua costante preoccupazione di far passare, attraverso l’insegnamento e la testimonianza, la dottrina e la vita di Cristo, fondò la Congregazione delle “Suore catechiste del Sacro Cuore”. Della nuova Santa, Benedetto XVI ha detto: “Lasciamoci catechizzare ancora una volta da colei che ha fatto della sua vita, una vita per la catechesi”.
Marchigiana, vissuta nel XV secolo, è infine la Beata Battista Camilla da Varano, nella quale troviamo in splendida armonia misticismo e carità. Monaca clarissa, la nuova Santa scrisse nel corso degli anni diversi testi di letteratura mistica che per la loro levatura furono apprezzati anche da personalità come San Filippo Neri. Tante le prove che sopportò nella sua vita, in particolare l’aridità dell’anima che durò cinque anni, in cui sperimentò il silenzio di Dio. Accolse la sua morte, dopo 43 anni trascorsi nell’intimità claustrale, con l’ansia di uscire “dal carcere del corpo per essere con Cristo”.
Sulle figure e l’eredità spirituale dei nuovi Santi si sofferma, ai nostri microfoni, l’arcivescovo Angelo Amato. Intervistato da Roberta Gisotti, il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, muove nella sua riflessione dal miracolo del Beato Stanislao Kazimierczyk, che guarì dalla cecità il conte Pietro Komorowski:
R. - Anzitutto diciamo che la fama di santità di Stanislao Kazimierczyk si è conservata viva in Polonia, soprattutto a Cracovia, fino ad oggi. Come sacerdote fu un apostolo tutto dedito alla predicazione e al servizio dei poveri e degli infermi. Il suo miracolo, che ha dello strepitoso, è ben testimoniato e accuratamente descritto nella documentazione medica del tempo. I medici del tempo – ha affermato recentemente il Presidente della Commissione medica della nostra Congregazione – non solo erano bravi ma erano anche molto scrupolosi e annotavano minutamente tutto.
D. - Cosa ci può dire degli altri?
R. - Il Beato Andrea Bessette, morto a Montréal nel 1937, fu un religioso laico, molto devoto di San Giuseppe al quale fece erigere un santuario, che ebbe in custodia per tutta la sua vita. Animato da grande carità e da profondo spirito di preghiera, il nostro Beato visitava i malati e li confortava, esortandoli a nutrire una fiduciosa devozione al santo Patriarca.
D. - Tra i nuovi Santi c’è anche un’Australiana, Maria della Croce MacKillop. Cosa ci può dire di lei?
R. - Figlia di emigrati cattolici scozzesi, divenne insegnante di scuola. Preoccupata dell’educazione dei bambini poveri, a tale scopo fondò una congregazione religiosa. Le Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore di Gesù ebbero subito una grande diffusione in Australia e altrove ancora oggi sono presenti in trecentoquaranta opere. La figura di educatrice santa della MacKillop è vivissima in quel continente, soprattutto mediante l’opera delle sue numerose figlie spirituali.
D. - Anche la Beata Candida Maria di Gesù è, come la MacKillop, una fondatrice...
R. - Sì. Si tratta di una spagnola, fondatrice della Congregazione delle Figlie di Gesù per l’educazione dell’infanzia e della gioventù bisognosa. È anch’essa fondatrice l’italiana Giulia Salzano, nata a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, la quale fondò un istituto femminile, la Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, il cui apostolato è la formazione delle giovani generazioni mediante la catechesi. Invece, l’altra italiana, la nobile Battista Varano, nata a Camerino nel 1458, è una clarissa, fondatrice di un monastero del quale fu badessa fino alla sua morte, avvenuta nel 1524. Oltre che una Santa monaca, la Varano fu una grande mistica, distinguendosi per la liricità e la profondità spirituale dei suoi scritti.
D. - Cosa ci dice a conclusione?
R. - La santità è sempre presente nella Chiesa, in ogni parte del mondo. Battezzati Santi continuano ad essere ancora oggi una buona notizia per la Chiesa e per la società civile, beneficate a piene mani non solo da loro esempio ma anche dalle loro imprese caritative.
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