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E' di questi giorni la notizia del pastore pentecostale americano (Terry Jones) che ha organizzato nel suo giardino di bruciare davanti a telecamere, cronisti e curiosi, una copia del Corano. E' divampato un vero polverone che ha coinvolto, non da ultimo, il presidente degli Stati Uniti Obama, quello afghano Karzai e molti commentatori e opinionisti. Il pastore ha considerato l'azione in risposta dell'annuncio della costruzione di una nuova moschea proprio vicino al luogo dove si è consumata la tragedia dell'11 settembre, a "Ground Zero".
Il Pastore, dopo aver più volte pensato di rinunciare, sembra intenzionato ad andare avanti. Da parte nostra, non possiamo che biasimare questo gesto. Primo, perchè è contro i principi evangelici (checché ne pensi il Pastore). La Verità si annuncia, con le parole, con l'esempio, con la vita vissuta. Siamo Figli del Dio dell'Amore, che per amor nostro si è innalzato sulla Croce, si è donato come agnello muto condotto al macelo. Egli stesso ci ha insegnato che la Verità si annuncia tante volte anche con il silenzio e la pacatezza. Un secondo motivo, ma non meno importante, è che molti cristiani nel Medio-oriente e in Africa vivono in condizioni veramente difficili per via della loro fede, discriminati in tutto, senza poter esprimere la loro religiosità con simboli o altre espressioni.
Ci domandiamo, cosa accadrebbe a questi nostri fratelli se una tumultuosa violenza dovesse scatenarsi contro di loro, in risposta al gesto del Pastore americano?. L'odio chiama all'odio e la violenza alla violenza. Inoltre, quanti Crocifissi e altri simboli cristiani sarebbero bruciati o calpestati? Quanti luoghi di preghiera dati alle fiamme? Non vogliamo nemmeno pensare quante persone potrebbero perdere la vita in tali circostanze.
Ogni cristiano è chiamato a vivere e portare nel mondo - ed è un dovere di tutti - la Civiltà dell'Amore, con la rinuncia ad atti di violenza e con la tesimonianza viva in tutte le forme e le circostanze e con la stessa chiarezza e amorevole fermezza con cui Cristo stesso l'ha annunciata a noi.
Dobiamo rinunciare a tali azioni (come quella del Pastore Jones), che magari soddisfano la sete di vendetta di qualcuno, ma che lasciano irrisolti sullo sfondo i grandi problemi della nostra società, per i quali è necessario veramente dedicarsi a pieno respiro: la perdita della fede tra la nostra gente, gli attacchi continui alla famiglia, alla vita, alla dignità della persona umana, le poche vocazioni, il dramma di giovani senza speranza, senza fede.
E' questo il nostro dovere quotidiano: portare Cristo là dove siamo, nei luoghi che frequentiamo, nei posti di lavoro, tra i colleghi, nelle nostre famiglie. Tutto questo grazie alla preghiera che ci unisce a Dio e ci parla di Lui. Solo così poremo costruire questa Civiltà dell'Amore.
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