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  • elenab : Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo Divinissimo Sacramento!
  • bepi : Preghiamo perché tutti i martiri per la fede ci aiutino ad accrescere il nostro amore per Cristo.
  • edera : Buona giornata all'insegna dell'amore e della pace. Maria Santissima vegli su ciascuno di noi e, sopratutto su tutti i bambini che soffrono.
  • Myriam : Caro Bepi mi contatti in privato e mi spieghi cosa ti serve? Grazie
  • peppos : qualcuno sa se esiste un manualetto che aiuti a capire come leggere la liturgia delle ore? grazie in anticipo e che l'amore di Cristo sia con tutti voi
  • Ludwig : Spirito Santo Ti invoco, entra nei nostri cuori, rendici tutti in Uno, effondi la Tua pace nelle nostre animi, e non smettere di farci sorridere. Nella nostra piccolezza noi Ti amiamo.
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  • carlo.c : Ti ringraziamo Signore per questa bella giornata che vogliamo passare con Te e col tuo santo nome. Donaci la forza delle braccia per sostenere chi in questo giorno ha bisogno di noi, un cuore fermo per non allontanarci nei momenti di solitudine e di grande umiltà per ascoltare le tue sante Parole.
  • bepi : Maria, assunta in cielo è rimasta una donna, una persona come noi, che Dio ha voluto perche riconoscendoci in Lei avessimmo un punto luminoso al quale appellarci. A te, Maria salga incessante la nostra preghiera, accresci la nostra fede, lenisci tutte le nostre sofferenze. Ave maria...
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  • Myriam : Siamo lieti per te cara Annika. Benvenuta tra noi
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Angelus del 7 Febbraio 2010 Stampa E-mail
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Benedetto XVI richiama, nell’odierna Giornata per la Vita, il dramma della crisi economica che colpisce i più deboli e indifesi
“Nessuno è padrone della propria vita” e “tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla”. Benedetto XVI all’Angelus, nell’odierna Giornata per la Vita, ha richiamato ancora una volta il dramma della crisi economica che colpisce i più deboli e indifesi, auspicando maggiore impegno per uno “sviluppo umano integrale”.
 

Cari fratelli e sorelle,

la liturgia di questa quinta domenica del tempo ordinario ci presenta il tema della chiamata divina. In una visione maestosa, Isaia si trova al cospetto del Signore tre volte Santo ed è preso da grande timore e dal sentimento profondo della propria indegnità. Ma un serafino purifica le sue labbra con un carbone ardente e cancella il suo peccato, ed egli, sentendosi pronto a rispondere alla chiamata, esclama: “Eccomi Signore, manda me!” (cfr Is 6,1-2.3-8). La stessa successione di sentimenti è presente nell’episodio della pesca miracolosa, di cui ci parla l’odierno brano evangelico. Invitati da Gesù a gettare le reti, nonostante una notte infruttuosa, Simon Pietro e gli altri discepoli, fidandosi della sua parola, ottengono una pesca sovrabbondante. Di fronte a tale prodigio, Simon Pietro non si getta al collo di Gesù per esprimere la gioia di quella pesca inaspettata, ma, come racconta l’Evangelista San Luca, gli si getta alle ginocchia dicendo: “Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore”. Gesù, allora, lo rassicura: “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini” (cfr Lc 5,10); ed egli, lasciato tutto, lo segue.

Anche Paolo, ricordando di essere stato un persecutore della Chiesa, si professa indegno di essere chiamato apostolo, ma riconosce che la grazia di Dio ha compiuto in lui meraviglie e, nonostante i propri limiti, gli ha affidato il compito e l’onore di predicare il Vangelo (cfr 1Cor 15, 8-10). In queste tre esperienze vediamo come l’incontro autentico con Dio porti l’uomo a riconoscere la propria povertà e inadeguatezza, il proprio limite e il proprio peccato. Ma, nonostante questa fragilità, il Signore, ricco di misericordia e di perdono, trasforma la vita dell’uomo e lo chiama a seguirlo. L’umiltà testimoniata da Isaia, da Pietro e da Paolo invita quanti hanno ricevuto il dono della vocazione divina a non concentrarsi sui propri limiti, ma a tenere lo sguardo fisso sul Signore e sulla sua sorprendente misericordia, per convertire il cuore, e continuare, con gioia, a “lasciare tutto” per Lui. Egli, infatti, non guarda ciò che è importante per l’uomo: “L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore” (1 Sam 16,7), e rende degli uomini poveri e deboli, ma che hanno fede in Lui, intrepidi apostoli e annunciatori della salvezza.

In quest’Anno Sacerdotale, preghiamo il Padrone della messe, perché mandi operai alla sua messe e perché quanti sentono l’invito del Signore a seguirlo, dopo il necessario discernimento, sappiano rispondergli con generosità, non confidando nelle proprie forze, ma aprendosi all’azione della sua grazia. In particolare, invito tutti i sacerdoti a ravvivare la loro generosa disponibilità a rispondere ogni giorno alla chiamata del Signore con la stessa umiltà e fede di Isaia, di Pietro e di Paolo.

Alla Vergine Santa affidiamo tutte le vocazioni, particolarmente quelle alla vita religiosa e sacerdotale. Maria susciti in ciascuno il desiderio di pronunciare il proprio “sì” al Signore con gioia e dedizione piena.

© Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana

 

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