ANTIFONA D’INGRESSO
L’Agnello immolato
è degno di ricevere potenza e ricchezza
e sapienza e forza e onore:
a lui gloria e potenza
nei secoli, in eterno.
ATTO PENITENZIALE
Gesù
Cristo, il giusto, intercede per noi e ci riconcilia con il Padre.
Apriamo il nostro spirito al pentimento, per essere meno indegni di
accostarci alla mensa del Signore.
C: Signore, che sei l’eterno sacerdote della nuova allenaza, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.
C: Cristo, che ci edifichi come pietre vive nel tempio santo di Dio, abbi pietà di noi.
A: Cristo, pietà.
C: Signore, che ci fai concittadini dei anti nel regno dei cieli, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.
C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.
GLORIA
Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti
rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo,
Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati
dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli
la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di
noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo
l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio
Padre. Amen.
COLLETTA
Dio
onnipotente ed eterno, che hai voluto rinnovare tutte le cose in Cristo
tuo Figlio, Re dell’universo, fà che ogni creatura, libera dalla
schiavitù del peccato, ti serva e ti lodi senza fine. Per il nostro
Signore…
PRIMA LETTURA
Ez 34,11-12.15-17
Dal libro del profeta Ezechiele
Così dice il Signore Dio: “Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne
avrò cura. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge, quando si
trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io
passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi, dove
erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.
Io stesso
condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del
Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile
quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò
cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
A te, mio gregge, dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri”.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Sal.22
RIT: Tu mi conduci, Signore, nel regno della vita.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
SECONDA LETTURA
1 Cor 15, 20-26.28
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono
morti. Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo
verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo,
così tutti riceveranno la vita in Cristo.
Ciascuno però nel suo
ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli
che sono di Cristo; poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a
Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e
potenza.
Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto
tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico ad essere annientato
sarà la morte.
E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui,
il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa,
perché Dio sia tutto in tutti.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, Alleluia.
Io sono l’Alfa, e l’Omega, colui che è, che era e che viene:
tenete saldo il dono della fede fino al mio ritorno.
Alleluia.
VANGELO
Mt 25, 31-46
Dal Vangelo secondo Matteo
In
quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell’uomo
verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono
della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed
egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai
capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite,
benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi
fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato
da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi
avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato,
carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli
risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti
abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti
abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo
vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti
a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni
volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli
più piccoli, l’avete fatto a me.
Poi dirà a quelli posti alla sua
sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato
per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete
dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero
forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato
e in carcere e non mi avete visitato.
Anch’essi allora
risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato
o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto
queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete
fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti
alla vita eterna”.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
COMMENTO
Pastore e Giudice.
A conclusione
dell’anno liturgico Cristo, nella sua maestà regale, fa una grande
universale convocazione. La prevede con il suo occhio penetrante San
Giovanni nell’Apocalisse: “Tutte le genti verranno e si prostreranno
davanti a te, perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati”. Dopo
aver ripercorso con Cristo i grandi eventi della salvezza, dopo un anno
di grazie e di prove, arriva il momento solenne dell’incontro con lo
sposo. Egli siede su un trono di gloria insieme ai suoi angeli. Noi
siamo dinanzi alla corte celeste, al re dei re e al Signore dei
signori. Il primo atto è una doverosa separazione tra pecore e capri,
tra eletti e reietti. Subito dopo si aprono le porte dell’amore divino
per gli eletti, “Venite benedetti dal Padre mio”, ma la motivazione del
premio contiene una grande inattesa sorpresa. “Perché Io ho avuto fame
e tu mi hai dato da mangiare…”. “Signore, quando mai ti abbiamo veduto
affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da
bere?”. Come avremmo potuto immaginare che soccorrendo gli ultimi della
terra avremmo incoronato Re il nostro Signore Gesù Cristo e meritato
tanta ricompensa, tanta “eredità”? Egli ci aveva detto che il suo Regno
non è di questo mondo e aveva ulteriormente precisato che chi vuole
essere il primo deve farsi servo e ultimo di tutti, ma non potevamo
supporre che Egli, il Figlio di Dio, avesse bisogno del nostro cibo,
della nostra bevanda, delle nostre cure e ancor meno, potevamo credere
che gli dopo aver celato la sua presenza nel pane di Vita, andasse a
nascondersi anche sotto le spoglie dei poveri e dei disgraziati del
mondo. Il nostro Re e Signore, tutto si dona nell’assoluta gratuità
fino all’annientamento di sé, ma non ha voluto negarci la gioia di
contraccambiarlo con le nostre piccole cortesie, rese a coloro con i
quali egli si identifica. Ha voluto poi che la nostra fede nella sua
regalità e nella sua divina presenza si espandesse, con lo stesso
impegno, dal Pane di vita ai poveri del mondo affinché il suo memoriale
trovasse la piena attuazione sugli altari delle nostre chiese e nel
cuore dei suoi fedeli, nelle concrete espressioni di solidarietà e
amore. Ci vengono offerti così i modi concreti per affermare l’assoluta
signoria e la suprema regalità del nostro Salvatore e Re. Scopriamo con
maggiore evidenza che il suo Regno non è di questo mondo e non è
paragonabile ai regni umani anche se tutti noi ci sentiamo
personalmente e comunitariamente impegnati ad affermare già quaggiù il
suo primato assoluto, memori della bella espressione di San Giovanni:
“Dio è amore” e di conseguenza, dov’è carità e amore lì c’è Dio, lì
egli stabilisce la sua dimora, instaura il suo Regno e innalza il suo
trono regale. Siamo ancora in attesa che questo si compia, ma viviamo
l’attesa nella speranza cristiana, anche quando gli eventi del nostro
povero mondo ci vorrebbero indurre al più nero pessimismo.
PROFESSIONE DI FEDE
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.
PREGHIERA DEI FEDELI
Cristo è il re dell’universo e il Signore della Chiesa.
Rivolgiamo a lui la nostra fiduciosa preghiera,
perché tutto il mondo si rinnovi nella giustizia e nell’amore.
R. Gesù Signore, ascoltaci.
Per la santa Chiesa, perché unita in Cristo, mite re di pace,
esprima alla luce del vangtelo la giustizia nuova
che egli ha promulgato dalla croce, preghiamo. R.
Per i pastori del popolo di Dio, vescovi, presbiteri, diaconi,
perché siano imitatori
di colui che è venuto non per essere servito, ma per servire, preghiamo. R.
Per la società in cui viviamo,
perché riconosca in ogni essere umano la presenza del Figlio di Dio,
che un giorno verrà a giudicare il mondo, preghiamo. R.
Per tutti i fratelli che portano, come noi, nella loro anima
il segno della contraddizione e del peccato,
perché non esitino ad affidarsi alla regalità di Cristo,
esigente ma liberante, preghiamo. R.
Per gli uomini vicini alla morte,
perché illuminati e guidati dalla speranza immortale ricevuta in dono nel Battesimo,
si aprano alla contemplazione del volto di Cristo, preghiamo. R.
Signore Gesù,
che sulla croce hai spezzato il giogo del peccato e della morte,
estendi a tutti noi la tua signoria di grazia e di pace;
donaci la certezza che ogni umana fatica
è un germe che si apre
alla realtà beatificante del tuo regno.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
R. Amen.
SULLE OFFERTE
Accetta,
o Padre, questo sacrificio di riconciliazione, e per i meriti del
Cristo tuo Figlio concedi a tutti i popoli il dono dell’unità e della
pace. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
PREFAZIO
E’
veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio
onnipotente e eterno, per Cristo nostro Signore.
Innalzato sulla
croce, nel suo amore senza limiti donò la vita per noi, e dalla ferita
del suo fianco, effuse sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della
chiesa, perché tutti gli uomini, attirati al Cuore del Salvatore,
attingessero con gioia alla fonte perenne della salvezza.
per questo mistero, uniti agli angeli e ai santi, proclamiamo senza fine la tua gloria:
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Re in eterno siede il Signore:
benedirà il suo popolo nella pace.
DOPO LA COMUNIONE
O
Dio, nostro Padre, che ci hai nutriti con il pane della vita immortale,
fà che obbediamo con gioia a Cristo, Re dell’universo, per vivere senza
fine con lui nel suo regno glorioso. Egli vive e regna nei secoli dei
secoli.