ANTIFONA D’INGRESSO
Dice il Signore:
«Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi
dove vi ho dispersi».
ATTO PENITENZIALE
Umili e penitenti come il pubblicano al tempio, accostiamoci al Dio giusto e santo, perché abbia pietà anche di noi.
C: Signore, che a Pietro pentito hai offerto il tuo perdono, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.
C: Cristo, che al buon ladrone hai promesso il paradiso, abbi pietà di noi.
A: Cristo, pietà.
C: Signore, che accogli ogni uomo che si affida alla tua misericordia, abbi pietà di noi.
A: Signore, pietà.
C: Dio Onnipotente abbia misericordia di voi, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.
A: Amen.
GLORIA
Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti
rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo,
Dio Padre onnipotente.
Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati
dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli
la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di
noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo
l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio
Padre. Amen.
COLLETTA
Il tuo aiuto,
Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella
dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere la felicità piena e
duratura. Per il nostro Signore …
PRIMA LETTURA
Prv 31, 10-13. 19-20. 30-31
Dal libro dei Proverbi
Una donna perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
Essa gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua
vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia e gira il fuso con le dita. Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero.
Fallace è la grazia e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare.
Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Sal.127
RIT: Beato chi cammina nelle vie del Signore.
Beato l’uomo che teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d’ogni bene.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Così sarà benedetto l’uomo
che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita.
SECONDA LETTURA
1 Ts 5, 1-6
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicesi
Fratelli, riguardo ai tempi e ai momenti, non avete bisogno che ve ne
scriva; infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà
il giorno del Signore. E quando si dirà: “Pace e sicurezza”, allora
d’improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e
nessuno scamperà.
Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così
che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti
siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte,
né delle tenebre.
Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii.
C: Parola di Dio.
A: Rendiamo grazie a Dio.
CANTO AL VANGELO
Alleluia, Alleluia.
Vegliate e state pronti, perché non sapete
in quale giorno il Signore verrà.
Alleluia.
VANGELO
Mt 25, 14-30
Dal Vangelo secondo Matteo
[In
quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: “Un uomo,
partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi
beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a
ciascuno secondo la sua capacità, e partì.]
Colui che aveva
ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri
cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri
due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una
buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
[Dopo
molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti
con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri
cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho
guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo
padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi
parte alla gioia del tuo padrone.]
Presentatosi poi colui che aveva
ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti;
vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli
rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su
molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Venuto infine colui
che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo
duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso;
per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo. Il
padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove
non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare
il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio
con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i
dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza;
ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone
gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
COMMENTO
I doni di Dio.
La vita,
l’esistenza, la fede, tutto quello che siamo e di cui godiamo,
l’abbiamo ricevuto in dono gratuito. È talmente evidente la gratuità
che può indurci perfino a pensare che tutto sia “normale” e che tutto
ci sia dovuto. Ne siamo beneficiari dalla nostra nascita e tutto è nato
con noi. La vita nel suo svolgersi quotidiano ci ha ulteriormente
convinti di tanti doni, man mano che esercitavamo le nostre facoltà
fisiche e spirituali. Ci siamo così impossessati in modo stabile dei
doni fino a ritenerli definitivamente nostri. Se i doni sono gratuiti e
ci appartengono ciò non significa che possiamo farne un uso esclusivo
personale: dobbiamo costantemente ricordarci che ci sono stati affidati
dal Signore e tutto deve essere orientato per la sua gloria. Egli si
attende quindi legittimamente che portino frutti e si moltiplichino.
Dobbiamo rendere conto a Colui che ce li ha affidati e che ha riposto
in noi la sua fiducia. Arriva poi, anche se inatteso, il momento del
rendiconto. Non ha importanza se ci sono stati dati cinque, tre o un
solo talento: i doni di Dio sono sempre preziosissimi e di un valore
incalcolabile. Ognuno è responsabile di quanto ha ricevuto, ognuno deve
sentirsi impegnato ad impiegarlo nel modo migliore. Solo a queste
condizioni potremmo sentirci ripetere: “Bene, servo buono e fedele, sei
stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla
gioia del tuo padrone”. La ricompensa per la alacre fedeltà è
infinitamente superiore ad ogni attesa. Il premio finale è la
partecipazione definitiva alla gioia del Signore. È significativo che
questo brano evangelico ci sia offerto mentre volge al termine l’anno
liturgico. Una tappa che ci ricorda un adempimento e un compimento, che
ci induce a fare un bilancio del tempo e della vita in attesa di quello
finale. Non possiamo lasciarci condizionare dalla paura che è sempre
una cattiva consigliera. Non ci è lecito mettere sotterra il prezioso
talento. Non dovremmo mai arrivare all’assurdo di incolpare il Donatore
del mancato frutto dei nostri doni: “A chiunque fu dato molto, molto
sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”.
Potremmo essere privati del nostro talento perché non ha senso
lasciarlo nelle mani di chi non si è dimostrato capace di farlo
fruttificare a dovere. Ecco perché il Signore ci ripete: “Toglietegli
dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque
ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche
quello che ha”. È opportuno infine ricordarci in che direzione dobbiamo
indirizzare la nostra operosità: “Non accumulatevi tesori sulla terra,
dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano;
accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine
consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano”.
PROFESSIONE DI FEDE
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.
PREGHIERA DEI FEDELI
La
parola di Dio è luce sul nostro cammino, fondamento della nostra fede e
alimento di comunione fraterna. Preghiamo insieme e diciamo:
Per la tua bontà, ascoltaci, Signore.
Perché la forza dello Spirito ci indichi il retto uso dei beni terreni per vivere attenti ai beni del cielo. Preghiamo:
Perché l’esortazione di Cristo a seguirlo, trovi ascoltatori attenti e
disponibili, e continui a suscitare nella Chiesa vocazioni alla vita
contemplativa. Preghiamo:
Perché tutte le classi sociali
lavorino per costruire una convivenza più giusta e pacifica, basata sul
rispetto della dignità dell’uomo. Preghiamo:
Perché i ricchi e
gli avidi comprendano che anche le più grandi ricchezze terrene si
consumano, e che solo i beni del cielo sono incorruttibili. Preghiamo:
Perché i giovani rifiutino gli idoli mondani e, sostenuti dalla
testimonianza della comunità cristiana, preferiscano sempre la società
dell’essere a quella dell’avere. Preghiamo:
Per gli evangelizzatori e i catechisti.
Per la purificazione dei nostri sentimenti.
O Dio, eterna luce e giorno senza tramonto, assisti il tuo popolo e
conducilo alla meta del suo pellegrinaggio terreno, Cristo nostro
Signore, che vive e regna con te per i secoli dei secoli. Amen.
SULLE OFFERTE
Quest’offerta
che ti presentiamo, Dio onnipotente, ci ottenga la grazia di servirti
fedelmente e ci prepari il frutto di un’eternità beata. Per Cristo
nostro Signore.
PREFAZIO
E’
veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio
onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Uniti nell’amore
celebriamo la morte del tuo Figlio, con fede viva proclamiamo la sua
risurrezione, attendiamo con ferma speranza la sua venuta nella gloria.
Per questo mistero di salvezza, insieme agli angeli e ai santi, con voce unanime cantiamo l’inno della tua lode:
ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il mio bene
è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio
riporre la mia speranza.
DOPO LA COMUNIONE
O
Padre, che ci hai saziati con questo sacramento, ascolta la nostra
umile preghiera: il memoriale, che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di
celebrare, ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. Per Cristo
nostro Signore.