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Una settimana indimenticabile: Quando lo Spirito parla al cuore/1 Stampa E-mail
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quaderno

Di Padre Augusto Drago

Prologo

Devo confessare che non sono proprio ordinato nelle mie cose, soprattutto per quanto riguarda la mia libreria. Spesso mi capita di prendere un libro e di riporlo, dopo l’uso, a caso, dove capita. Così, dai oggi, dai domani, mi ritrovo tutti i libri fuori posto e di difficile reperibilità.

Finalmente, sotto le feste di Natale, mi sono deciso. Dopo due anni, ho fatto di nuovo ordine nella mia libreria ed ho trovato un po’ di tutto.

Tra l’altro, fui colpito da un quadernetto tutto pieno di appunti. Incuriosito lo aprii ed in prima pagina vi lessi il titolo: “Appunti di un evento straordinario!”. Incuriosito, cominciai a sfogliarlo e mi resi conto che si trattava di un accurato resoconto di un corso di Esercizi spirituali datato gennaio 2005.

Noi frati, siamo soliti ogni anno, compiere insieme per una settimana, un corso di esercizi spirituali. Mi ricordo che quell’anno, a fine gennaio, dovevo tenere delle sessioni di esami all’Istituto teologico, dove insegnavo letteratura paolina e introduzione generale alla Sacra Scrittura. Non potendo quindi frequentare il corso comunitario, chiesi ed ottenni il permesso di potere compiere, finite le sessioni di esame, gli esercizi annuali da solo in qualche eremo.

Fu per me una settimana davvero straordinaria. Ebbi un predicatore eremita, ricco di spiritualità e di conoscenza viva della Parola del Signore.

Da quel quaderno emergevano annotazioni cariche di sorprese, di stupori, di meraviglie e di emozioni interiori, che il santo frate mi aveva suscitato nel cuore. Da allora, la mia vita ebbe un deciso balzo in avanti.

Il mio solitario predicatore si chiamava fratel Dino. Rilessi il quaderno, con i miei appunti, per poter rivivere nel cuore l’emozione straordinaria di quella famosa settimana.

Ho pensato. Perché non condividere ciò che il Signore mi ha dato?

Da questa domanda, è nata la presente serie di articoli che, in qualche modo, racchiudono l’esperienza da me vissuta, per grazia di Dio. Vinta ogni remora e perplessità, ho pensato che sarebbe stato bello farvi non solo partecipi di quella meravigliosa esperienza, ma di comunicarvi le mie stesse emozioni. Spero che possano diventare per voi fonte  di ispirazione interiore, che vi aiuti a far crescere di spessore la vostra vita cristiana.

Le annotazioni riportate e riprese dal mio quadernetto, seguono l’ordine delle singole giornate.

Una domanda inquietante

Per me lo è stata davvero, inquietante. Era la domanda postami da fratel Dino il primo giorno del nostro incontro: Sei felice di essere religioso francescano, consacrato a Dio e solo a Lui, sulle orme del Serafico Padre san Francesco? Ricordati, mi disse, che questo presuppone, prima di tutto, la gioia di essere cristiani!

Questa domanda, che il mio predicatore mi poneva con semplice, ma implacabile serietà, ha tenuto occupata la prima giornata dei miei esercizi. Già, perché prima di cercare l’identità della mia vita consacrata, dovevo verificare, con attenta cura e guidato dallo Spirito santo, se i miei pensieri, il mio modo di agire, il mio linguaggio, corrispondevano ai parametri del Vangelo e quindi a quelli di una vita cristiana integralmente vissuta.

Non puoi essere religioso e tanto più francescano, se prima non sei integralmente cristiano! Queste parole mi martellavano il cuore.

Non è mia intenzione riferirvi, fratelli e sorelle, le risposte che ho dato a questa domanda: le ho riposte nel cuore di Dio, chiedendogli di darmi il suo Spirito, la sua forza e soprattutto la sua speranza.

Mia dichiarata intenzione, adesso, è quella di girare a voi la stessa domanda, sia pure adattandola al vostro stato di vita: Siete felici di essere cristiani?

Siete consapevoli che, prima di godere questa felicità, occorre prendere e riprendere continuamente in mano il Vangelo?.

In quel primo giorno di esercizi, passavano davanti agli occhi del mio cuore tante persone, mamme e papà di famiglia, giovani, coppie di fidanzati, persino ammalati, che avevo incontrato sulle strade della mia vita francescana, sprizzanti felicità e protesi tutti a dare lode e gloria a Dio, per le gioie e gli affanni della vita quotidiana. Felici di assumere  il Vangelo in tutta la sua integrità, nonostante le difficoltà, i limiti e le manchevolezze.

Fratello e sorella che mi leggi, vuoi sapere se davvero vivi nella gioia la tua vocazione ad essere cristiano/a consacrato/a a Dio nel mondo, qualunque sia il tuo stato di vita?

Il mio santo monaco, fratel Dino, mi diede un ottimo parametro. Il ringraziamento, in altri termini vivere eucaristicamente. Eucaristia significa appunto, ringraziamento. Quante volte, durante la giornata, hai ringraziato il Signore per la tua vita e per le scelte che Egli ti ha suggerito di compiere nel più alto senso cristiano?

Sia benedetto Dio, Padre di Gesù,. perché mi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce inaccessibile, predestinandomi ad essere suo figlio adottivo in Gesù che mi ha amato e ha dato se stesso per me!

Queste parole, composte da fratel Dino, mettendo insieme alcune espressioni paoline, mi sono state donate da lui perché, senza pensare ad altro, durante quel primo giorno di esercizi, le ripetessi in continuazione, come una specie di litania. Ripeterle con il cuore più che con le labbra. Queste stesse parole vorrei che le pronunciaste anche voi, fratelli e sorelle, diverse volte al giorno, per imparare a vivere della e nella gratuità del dono di Dio.

Spesso siamo troppo occupati a pensare ai peccati che abbiamo commesso, al carico che la vita non di rado ci mette addosso, alle preoccupazioni delle cose da fare, da organizzare. Alla fine ci ritroviamo stanchi e magari senza aver fatto nulla di quanto doveva essere fatto.

Ringraziare è adorare. Ringraziare è riconoscere il dono di Dio. Ringraziare è il frutto più genuino del nostro felice essere abbandonati in Lui ed alla sua Provvidenza.

Ripetile spesso queste parole di ringraziamento, mi diceva fratel Dino, soprattutto nei momenti in cui sei assalito, quasi accerchiato, da turbamenti che offuscano ogni tua speranza riposta in Lui!

Nel mio quaderno queste parole erano  segnate con la biro rossa e sottolineate tre volte!

Sei felice di essere cristiano/a?

Vorrei che voi foste inquietati da questa domanda, come lo fui io. Un’ inquietudine, che tuttavia, non diventi ansia, depressione o peggio disperazione. Si tratta infatti di un’inquietudine che è sorretta dalla grazia dello Spirito Santo, il quale arde nel cuore.

Vi trasmetto alcune parole, riprese pari pari dal mio quaderno di appunti, e che fratel Dino mi ha ripetute con particolare insistenza. Parole nelle quali, si sente il fuoco di Dio ardere senza mai consumarsi, come un roveto ardente.

  • Se vuoi davvero assaporare la felicità di essere cristiano, ricordati che Egli, il tuo Signore, sta sempre alla porta del tuo cuore e bussa. Se gli aprirai, entrerà e cenerà con te. Se non gli aprirai, aspetterà come un mendicante, un mendicante di amore, che non si scoraggia, che ha più fiducia in te di quanto tu ne possa avere nei tuoi confronti. Egli è più grande del tuo cuore.
  • Come cristiani, a noi il Padre affida la crescita del suo Regno, in modo che tutti abbiano occasione di pentirsi e di conoscere il dono di Dio che zampilla per la vita eterna. In questo modo aspettiamo ed affrettiamo il ritorno del Signore, che farà cieli nuovi e terra nuova in cui abiterà la giustizia e la gloria di Dio riempirà ogni cuore e ogni creatura. Ricordati che, Stella di questo cammino è Maria, la prima dei credenti. Lei ci guida e ci tiene per mano anche nei passaggi più oscuri, indicandoci sempre le parole del suo diletto Figlio: Fate tutto quello che Egli vi dirà!

Alla fine di questa prima giornata di esercizi, mentre ringrazio Dio per avermi ricordato cose così importanti per il mio cammino di religioso francescano e cristiano, sento interiormente una fiammata dello Spirito che trapassa il mio cuore. Nel mio quadernetto trovo disegnato, appena appena abbozzato, un cuore con una fiamma dentro. Sotto trovo una frase, un po’ sbiadita dal tempo, che dice:  Il mio cuore, Signore, diventi come il roveto ardente dove arda perenne la Tua Parola!

Prima di andare a letto, nel mio quaderno annoto la preghiera con la quale chiudo la prima giornata d’intimità con il Signore. La riporto così come la trovo scritta:

Volgo a te o Padre, alla fine di questo giorno di grazia, i miei occhi: presso di Te siano la mia delizia e il mio amore. Una cosa ti chiedo Signore, questa sola io cerco, abitare nella tua casa tutti i giorni della mia vita. Non allontanare da me la tua misericordia, non distogliere da me la tua dolcezza. Porgimi, o mio Signore, in ogni tempo la tua destra e guidami sino alla fine. Che io possa piacerti in tutto, affinché io possa vivere per la tua gloria. Nel tuo Nome e in quello del Figlio Diletto, liberami dal maligno. Insegnami il canto della tua Verità, donami la cetra del tuo Santo Spirito perché possa lodarti, Padre mio. Donami secondo la ricchezza della tua misericordia. Maria, veglia su di me con affetto di Madre, Amen
 

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Versione: 4.5  del febbraio 2011

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