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  • marypoppins : Sant'Emidio, protettore nel terremoto, prega per noi!Amen!
  • marypoppins : Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!».
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Per una formazione cristiana/3 Una domanda vitale: Chi stiamo cercando? Stampa E-mail
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Di Padre Augusto Drago

  1. Uomini e donne mattinali

In uno dei suoi celebri discorsi, tenuto a san Giovanni in Laterano, il compianto vescovo Don Tonino Bello, scolpì, con un’immagine davvero stupenda, la definizione del cristiano. Disse: “I cristiani sono uomini e donne mattinali, cioè persone che sanno vivere ogni età ed ogni momento della propria vita, come un nuovo inizio carico di rinnovata speranza. Solo  i poveri sanno veramente quale significato e quale sapore abbia il verbo sperare!

 

Essere mattinali significa essere amanti della luce: vale a dire amare la trasparenza come forma di vita. Una trasparenza che significa essere svelati a se stessi, cristallo puro che non distorce il passaggio della luce”.

Cos’è la trasparenza?

Trasparenza vuol dire amore della verità e sguardo di comprensione e di accoglienza verso tutti. Essa è sguardo di accettazione di ciò che nella vita è positivo e conflittuale, è lo sguardo luminoso dell’amore che sa trasformare tutto in Luce di verità.

Amare le situazioni di luce, vuol dire avere l’occhio della luce stessa che fa emergere le speranze perdute là dove la cenere sembra aver sepolto il fuoco.

Perché allora cercare così spesso il negativo che fomenta la critica, la gelosia e l’invidia sottile, l’indifferenza e la competitività?

La critica nasce sempre da un giudizio negativo. Ma chi vive nella trasparenza mattinale della luce, ha rimesso ogni giudizio nel mani di Dio a cui solo e in maniera assoluta appartiene il giudizio. Al cristiano compete solo l’Amore trasparente della luce.

La gelosia. E’ geloso chi si stringe ai suoi “poveri”tesori, oppure invidia ciò che altri hanno ed egli vorrebbe possedere: il successo, la visibilità, la primazialità. Il cristiano, come uomo o donna mattinale, invece ha altri luoghi abitativi: la Greppia e la Croce. La greppia è quella di Betlem, dove il Figlio di Dio, per noi uomini e per la nostra salvezza, si è fatto infante, “piccolo” del Regno, annientando se stesso, come dice Paolo nella lettera ai Filippesi, e perciò servo di tutti. La Croce è il luogo dove Egli diviene Redentore e, morendo dona se stesso perché gli altri, tutti, abbiano la vita.  La Greppia e la Croce sono i due poli dentro i quali deve essere inscritta l’intera vita cristiana. In questi due luoghi “abitativi” purtroppo non si trovano molti concorrenti!

Non c’è altra scorciatoia per dirsi veramente discepoli del Signore.

L’invidia sottile. Di chi e di che cosa dovrebbe essere geloso il cristiano? Assolutamente parlando, di nulla e di nessuno.  Egli già possiede tutto: ha Cristo Gesù, il suo Vangelo, vero statuto dei poveri, ha già in possesso il Regno!

Fratello sorella, se dunque sei preso/a dall’invidia e dalla  “tristezza della gelosia”, da questo mostro orrendo che divora la pace del cuore e defrauda il riposo dell’anima e della mente in Dio, ancora devi percorrere un non facile cammino di maturazione umana e spirituale che, ricordalo, parte dalla Greppia e finisce sulla Croce.

La competitività. Se sei cristiano autentico, con chi e per che cosa devi competere? Con gli altri perché ti corrono avanti verso l’acquisizione di posti importanti nella vita, di significatività fatta di vanità? Ma non ti basta Cristo a renderti felice di tutto e per tutto?

Essere amanti della Luce, uomini e donne mattinali, vuol dire anche guardare con fiducia al nuovo giorno che inizia: è la capacità a ricominciare e di riconoscere che una novità ci è donata da Dio: un nuovo giorno!

Impariamo a guardare alla realtà con gli occhi del povero che tutto attende e nulla possiede di suo!

Allora veramente saremo uomini e donne mattinali!

  1. Il tuo Volto io cerco Signore

Il tuo Volto, Signore io cerco… (Salmo 27,8). Pellegrino, alla ricerca del senso della vita, avvolto nel grande mistero che lo circonda, l’uomo cerca di fatto, anche se spesso inconsciamente, il Volto del Signore, ed abitare nella sua dimora. Nessuno potrà mai togliere dal cuore della persona umana la ricerca di Colui del quale la Parola dice: “Egli è tutto” (Siracide 43,27), e le vie per raggiungerlo.

La vita cristiana fiorisce sul terreno di questa ricerca del Volto del Signore e della sua Dimora che è Gesù Cristo: Egli infatti è la Dimora del Padre: Io sono nel Padre e il Padre è in me dice Gesù (Giovanni 10, 38). Egli è nel seno del Padre (Giovanni 1, 18).

La via di questa ricerca passa attraverso il desiderio della pace, il desiderio di dare senso alla fatica del vivere, la fame di verità e di giustizia, l’arsura di bere il vero nettare della Vita eterna che è l’Amore. Il cuore dell’uomo è fatto solo per l’Amore e per nessun altra cosa!  Solo in Dio riposa l’anima mia, dice il Salmista (Salmo 62,2).

La ricerca di Dio costituisce la fatica di ogni giorno, perché Dio è Dio, e non sempre le sue vie e i suoi pensieri  sono le nostre vie e i nostri pensieri (Isaia 55,8).

Fratelli e sorelle, non diamo per scontato di aver trovato Dio! La sua ricerca è e deve essere la passione di ogni giorno, una passione che, come un fuoco, brucia perennemente nel cuore. Per questo motivo scegliamo di utilizzare i mezzi che ci aiutino a conoscerlo come Lui vuole essere conosciuto. L’unico mezzo assolutamente valido che io conosca è il desiderio!

Desiderio di Verità.

Desiderio di Bellezza.

Desiderio di Amore.

Desiderio di riposo interiore!

Desiderio appassionato che non ha requie se non nel Cuore dell’Amore senza fine, quello del Padre che è nel Figlio e nello Spirito Santo, Trinità beata che riposa in sé, e che vuole accogliere in tale riposo il cuore dell’uomo.

  1. Come l’Esodo: un cammino verso la meta

Coloro che sono credenti nel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, nel Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, a questo punto, non possono non intraprendere  un cammino di liberazione personale da ogni ombra di culto idolatrico. E’ un percorso che può trovare una stimolante figura, nell’esperienza dell’Esodo: un cammino di liberazione che dall’omologazione ad un diffuso modo di pensare, conduce alla libertà della piena adesione al Signore.

Il viaggio dell’Esodo è guidato dalla nube, luminosa ed oscura, dello Spirito di Dio. Se talvolta sembra perdersi per strade senza senso, ha, tuttavia, come meta l’intimità beatificante del cuore di Dio: “Voi stessi avete visto ciò che Io ho fatto all’Egitto, e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me…” (Esodo 19,4). Un gruppo di schiavi viene liberato, per diventare popolo santo, che conosce la gioia del libero servizio a Dio.

Gli eventi dell’Esodo sono un paradigma che accompagna tutta la storia biblica e si pone come anticipazione profetica della stessa vita terrena di Gesù, il quale a sua volta libera dalla schiavitù attraverso l’obbedienza e il desiderio della Volontà provvida del Padre. Egli cerca l’uomo il quale a sua  volta  cerca, con desiderio ardente, il Volto di Dio. Allora tutto diviene storia di un incontro di due Amori  che finalmente diventano un solo Amore.

Storia di Dio con l’uomo, storia dell’uomo con Dio!

  1. Allora…chi stiamo cercando?

Ai primi discepoli  che, forse ancora incerti e dubbiosi, si mettono al seguito del nuovo Rabbì, il Signore chiede: Che cosa cercate? (Giovanni 1,38). In questa domanda possiamo leggere altre radicali domande:  Che cosa cerca il tuo cuore? Perché cosa ti affanni? Stai cercando te stesso o stai cercando il Signore tuo Dio? Stai inseguendo i tuoi desideri o il desiderio di Colui che ha fatto il tuo cuore e lo vuole realizzare come Lui sa e conosce?

Stai rincorrendo solo cose che passano o cerchi Colui che non passa?

Scriveva il santo monaco Bernardo: “In questa terra della dissomiglianza, di che cosa dobbiamo occuparci, Signore Dio? Dal sorgere del sole al suo tramonto vedo uomini e donne travolti dai vortici di questo mondo: alcuni cercano ricchezze, altri privilegi, altri ancora soddisfazioni della popolarità…”

Il mio cuore ripete il tuo invito: Cercate il mio Volto! Il tuo Volto Signore io cerco (Salmo 27,8). Le parole del Salmo devono essere la risposta di ogni persona mattinale che ha compreso l’unicità e l’infinità del mistero di Dio e la sovranità della sua Volontà. Ma sono anche la risposta, sia pure implicita e confusa, di ogni creatura umana  in cerca di verità e di assoluto, in cerca di felicità.

Cercare Dio è stato sempre il programma di ogni esistenza assetata di assoluto e di eterno.

Molti, oggi, tendono a considerare mortificante qualunque forma di dipendenza. Tuttavia appartiene allo statuto stesso della creatura l’essere dipendente da un Altro, ed, in quanto essere in relazione, anche dagli altri.

Il vero discepolo di Cristo, il cristiano che ha reso maturo il suo cuore e la sua mente, cerca con passione il Dio vivo e vero. Una ricerca che non ha mai fine su questa terra. Dio è l’appassionatamente cercato e il mai sufficientemente trovato!

Chi cerchi, fratello e sorella? Il Dio vivo e vero, il Principio e fine di tutte le cose? Il Dio non fatto a propria immagine e somiglianza, ma il Dio che ci ha fatto a sua immagine e somiglianza? Il Dio che manifesta la sua Volontà, che indica le vie per raggiungerlo: “Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra” (Salmo 16, 11)?

Cercare il Volto di Dio, significa cercare un Volto amico, benevolo che vuole non schiavizzarci, ma che desidera ardentemente la nostra realizzazione e la libera risposta d’amore al suo amore.

In questa via amoris, sboccia il fiore dell’ascolto e dell’obbedienza !

Una domanda vitale:  Chi stiamo cercando davvero?

 

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Versione: 4.5  del febbraio 2011

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