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  • marypoppins : Sant'Emidio, protettore nel terremoto, prega per noi!Amen!
  • marypoppins : Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!».
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Il carattere battesimale della Quaresima Stampa E-mail
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p. Augusto Drago

Non so perché, ma è un dato di fatto. Ci hanno abituati a considerare il tempo liturgico della Quaresima solamente come un richiamo forte alla nostra conversione, come un periodo di penitenza e di purificazione. Tempo di digiuni e di astinenze.

Questa visione della Quaresima, vista anche come tempo di preparazione alla Pasqua, non sempre, tuttavia, ha un impatto positivo nella mentalità di non pochi cristiani.

Si guarda alla Quaresima come ad un tempo di austerità, di penitenza, e come ad un tempo che incute tristezza, se non anche paura.

Ma non è così!

 

Senza nulla togliere al carattere penitenziale del tempo quaresimale, occorre riscoprirne l’altro volto.

La Quaresima è sì, come dice il Concilio Vaticano II, nella Costituzione Sacrosanctum Concilium al numero 109, il tempo della penitenza e della conversione, ma è anche il tempo in cui veniamo richiamati alla memoria del nostro Battesimo, o alla preparazione ad esso. D’altra parte la Quaresima è nata, già fin dal secolo terzo, come preparazione dei catecumeni alla celebrazione del Battesimo che si sarebbe compiuto la notte della Pasqua, nella grande Veglia, madre di tutte le Veglie.

Da questo punto di vista, essa era caratterizzata dalle catechesi, chiamate con un nome particolare: catechesi “mistagogiche”, vale a dire insegnamenti che, passo dopo passo, introducevano il catecumeno al Mistero Pasquale con l’ascolto della Parola. Il battesimo diventa  evento di salvezza che ci introduce nel mistero pasquale di Cristo e che ora, diventa mistero pasquale del cristiano.

E’ appunto questo mistero che, durante il cammino della santa Quaresima, vorremmo mettere in luce.

Per mezzo del Battesimo, siamo stati inseriti, innestati, incorporati vitalmente in Cristo e nella Chiesa, divenendo in tal modo, protagonisti responsabili della storia della salvezza, che ora si compie nel mondo.

Nelle catechesi mistagogiche ciò che conta, come elemento costitutivo ed essenziale, è la simbologia. Avremo modo di coglierne gli aspetti più significativi andando avanti nel nostro cammino.

Per ora, ci fermiamo a considerare il fatto che, con la riforma liturgica, l’aspetto battesimale è messo particolarmente in luce nel ciclo A, che guarda caso, è quello che celebriamo quest’anno.

Seguendo il vangelo di san Giovanni, a partire dalla terza domenica di quaresima (le prime due, in tutti tre i cicli, hanno il tema fisso delle tentazioni di Gesù nel deserto e la trasfigurazione), il Vangelo ci presenta il mistero pasquale attraverso la simbologia dell’acqua, della Luce, della vita, così come risulta dai tre importanti episodi evangelici della Samaritana (Giovanni 4,5-42), del cieco nato (Giovanni 9, 1-41), della resurrezione di Lazzaro (Giovanni 11,1-45). Si tratta di temi particolarmente adatti a farci riscoprire la gradualità del movimento di avvicinamento al mistero pasquale del Signore e all’adesione ad esso.

La Samaritana riconosce il Cristo, il Messia, appena dimentica la sete fisica, e ne sente un’altra, più vera e più profonda.

Il cieco nato, dalla visione della luce materiale, passa a quella soprannaturale, che gli permettere di accogliere la vera Luce nella sua vita.

Lazzaro è richiamato in vita, dopo che Cristo ha solennemente proclamato la necessità della fede: “Chi crede in me, anche se morto vivrà!”

Questi tre temi ci aiutano a comprendere più in profondità il senso del nostro Battesimo, come segno eminentemente pasquale: acqua, luce e vita.

L’acqua è uno dei simboli più significativi nella Sacra Scrittura. Essa è prima di tutto, il segno della Provvidenza di Dio per il suo popolo, nel lungo cammino attraverso il deserto.

La preghiera di benedizione dell’acqua battesimale richiama in maniera straordinaria questo simbolo:

O Dio, per mezzo dei segni sacramentali,
tu operi con invisibile potenza…
fin dalle origini
il tuo Spirito si librava sulle acque
perché contenessero in germe la forza di santificare.
Ed anche nel diluvio hai prefigurato il Battesimo,
perché oggi, come allora,
l’acqua segnasse la fine del peccato
e l’inizio della vita nuova.
Tu hai liberato dalla schiavitù i figli di Abramo,
facendoli passare illesi attraverso il mar Rosso,
perché fossero immagini del futuro popolo dei battezzati.
…….

La Luce serve per illuminare. Già fin dal secolo terzo i battezzati venivano chiamati “gli illuminati”. Il Battesimo era il momento dell’illuminazione. Il rapporto tra la luce e il Battesimo, risalta in modo evidente nella notte Pasquale, proprio all’inizio della grande Veglia. Dopo la benedizione del fuoco che rischiara la notte, alla sua fiamma viene acceso il Cero pasquale, simbolo di Cristo luce del mondo. Il successivo e suggestivo canto dell’Exultet, un bellissimo inno che esalta Cristo luce, proclama e celebra la sua vittoria sulle tenebre. Una strofa di questo inno canta:

Questa è la notte
In cui hai vinto le tenebre del peccato,
con lo splendore della colonna di fuoco.
Questa è la notte
che salva su tutta la terra i credenti in Cristo
dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo,
e li unisce alla comunione dei santi.

Di questa notte è scritto:
la notte splenderà come giorno
e sarà fonte di luce per la nostra delizia

Nella celebrazione del Battesimo, ad un certo punto, dopo il santo lavacro nell’acqua battesimale, il celebrante prende una candela, la porge ai genitori perché a loro volta l’accendano alla fiamma del Cero pasquale. Poi dice: Ricevete la luce di Cristo!

Con il battesimo siamo diventati figli della luce, come appunto il cieco nato.

Infine il simbolo della Vita. Il suo contrario è la morte che simboleggia il peccato. Cristo è la vita del mondo: “In lui era la Vita e la Vita era la luce degli uomini (Giovanni 1, 4). “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto, dice Marta a Gesù (Giovanni 11, 21). Nella lettera ai Romani Paolo ne fa un simbolo battesimale: “Per mezzo del Battesimo, siamo stati sepolti insieme a Lui nella morte, affinché come Cristo fu resuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Romani, 6, 4).

Tutta la liturgia battesimale consiste in un mistero di morte e di resurrezione. L’uomo e l’universo devono passare attraverso una lotta nella quale qualcuno deve morire. Con la grazia del Battesimo, alla luce pasquale, a morire è il peccato. Per questo, come afferma Gesù nel colloquio notturno con Nicodemo, con il battesimo noi “rinasciamo dall’alto”, (Giovanni, 3, 3).“Passiamo dalla morte alla vita” (1Giovanni, 3, 14), e diventiamo una generazione celeste nati dall’acqua e dallo spirito.

Acqua, luce e vita!

Fratello, sorella, il tempo quaresimale ci rimetta sulla via della riscoperta di ciò che già abbiamo ricevuto e di ciò che siamo divenuti. Attraverso l’ascolto della Parola, la nostra vita, ogni giorno, possa diventare una mistagogia, che ci aiuti a riappropriarci di ciò che siamo  e che forse abbiamo smarrito: il tempo della memoria. E’ tempo di ridiventare uomini e donne nuovi, ripieni di quella novità che ci rende portatori di acqua viva ad un mondo divenuto ormai come un deserto, portatori di luce per quanti camminano nelle tenebre e nell’ombra della morte, portatori di Vita verso coloro, e sono tanti, che non sanno più che cosa sia la Vita.

E’ il nostro compito quaresimale!

Buon cammino.

Per vostra conoscenza vorrei ricordarvi che il Santo Padre, Benedetto XVI, nel suo Messaggio per la Quaresima 2011, ci richiama a riscoprire e a vivere la santa Quaresima come una rivisitazione del nostro Battesimo.

Riporto la conclusione:

Cari fratelli e sorelle, mediante l’incontro personale con il nostro Redentore e attraverso il digiuno, l’elemosina e la preghiera, il cammino di conversione verso la Pasqua ci conduce a riscoprire il nostro Battesimo. Rinnoviamo pertanto, in questa Quaresima, l’accoglienza della Grazia che Dio ci ha donato in quel momento, perché illumini e guidi tutte le nostre azioni. Quanto il sacramento del Battesimo significa e realizza, siamo chiamati a viverlo ogni giorno in una sequela di Cristo sempre più generosa ed autentica!

….

Dal Vaticano, 4 novembre 2010.

 

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Versione: 4.5  del febbraio 2011

AD MAIOREM DEI GLORIAM

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