Spesso gli alunni, a scuola, chiedono al docente di Religione di approfondire i temi principali riguardanti l’ambito della sessualità e il mistero della vita embrionale.
Quasi sempre percepisco in loro un estremo bisogno di sincerità riguardo a tali argomenti, per questo ritengo indispensabile aiutarli a comprendere quanto più possibile (e soprattutto con estrema chiarezza e correttezza) le conseguenze che possono derivare da un certo tipo di scelta medica, sociale ed etica come, per esempio, l’uso della pillola abortiva RU486.
Diciamo subito che la terapia protocollare della RU486 prevede l’utilizzo di due pillole: la prima uccide il feto, l’altra provoca delle contrazioni per l’espulsione dell’embrione e talvolta, poiché tale trattamento non è infallibile, si rende persino necessario intervenire chirurgicamente.
Mi chiedo: Possiamo non dire ai nostri giovani che tra le complicazioni relative all’assunzione della RU486 – oltre alle emorragie, infezioni ed eventi trombotici – c’è anche quello di un’alta percentuale di mortalità?
Non corriamo forse il rischio di suggerire ai più giovani l’uso di un farmaco come soluzione alle gravidanze non pianificate e come metodo per la scoperta della propria sessualità?
E se dietro l’ostinata volontà di legittimare la pillola abortiva RU 486 si celasse l’opportunità di un ingente guadagno economico, non si profilerebbe il rischio del libero mercato?
Non oso immaginare cosa accadrebbe se questo farmaco, con il tempo, trovasse spazio nelle farmacie, per essere venduto indistintamente a chi ne fa richiesta. Ci troveremmo di fronte alla pratica dell’aborto “fai da te” con una conseguente mortificazione del valore della vita e un indiscutibile fallimento della legge 194.
E’ necessario, a mio parere, offrire ai ragazzi una adeguata e corretta educazione alla sessualità (oltre a quella morale e religiosa, fondamentale per l’identità di ogni essere umano). Credo che sia importante investire di più sui temi della prevenzione.
Una corretta educazione alla sessualità, infatti, dovrebbe informare anche sui rischi e sulle patologie a cui si va incontro quando si hanno rapporti sessuali, dovrebbe accompagnare il percorso di crescita dei ragazzi, ma soprattutto dovrebbe poter insegnare ai ragazzi che la sessualità è una grande potenzialità di amore e di relazione capace di condurre al dono di se stessi fino alla fecondità.
Michelangelo Nasca
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