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“Mio Dio, vi offro tutte le azioni che sto per fare in questo giorno, nelle intenzioni e per la gloria del Sacro Cuore di Gesù: voglio santificare i battiti del cuore, i pensieri e le opere più semplici, unendoli ai suoi meriti infiniti, e riparare le mie colpe gettandole nella fornace del suo amore misericordioso. O Signore, vi domando per me e per coloro che mi sono cari la grazia di compiere perfettamente la vostra santa volontà, di accettare per amore vostro le gioie e le pene di questa vita passeggera, alfine di essere un giorno riuniti nei cielo per tutta l'eternità. Così sia!” (Teresa di Lisieux).
Questa breve preghiera fu composta da Teresa di Lisieux tra il
1895-1897. La giovane carmelitana scalza aveva intuito (è lei stessa a
rivelarlo) la necessità di prendere Gesù dalla parte del cuore e
pertanto non esitava ad santificare quotidianamente i battiti del
proprio cuore al Signore.
Non si può non ricordare, a tal proposito, la meravigliosa espressione
che Giovanni Paolo II rivolse ai giovani in occasione della visita
pastorale in Kazakhstan: «"Chi sono io secondo te, Papa Giovanni Paolo
II, secondo il Vangelo che tu annunci? Qual è il senso della mia vita?
Qual è il mio destino?". La mia risposta, cari giovani, è semplice, ma
di enorme portata: Ecco, tu sei un pensiero di Dio, tu sei un palpito
del cuore di Dio. Affermare questo è come dire che tu hai un valore in
certo senso infinito, che tu conti per Dio nella tua irripetibile
individualità» (23 Settembre 2001).
I Vangeli raccontano un singolare episodio che vide protagonista il
discepolo prediletto di Gesù. Giovanni, durante l’ultima cena posa il
suo volto sul petto di Cristo (cfr Gv 13, 23-25). E’ un’immagine che
molti artisti hanno voluto rappresentare nei loro dipinti. Un gesto di
grande amore e devozione da parte di Giovanni.
Quel Cuore, però, non è solo per Giovanni! Il Cuore di Cristo si dilata
smisuratamente e misteriosamente fino a rintracciare ciascuno di noi.
Quella di Giovanni potremmo considerarla un’immagine prototipa, ciò che
dovremmo essere noi di fronte a Cristo, proprio come il discepolo
prediletto. Quel Cuore è anche per noi!
E’ ancora la giovane Teresa di Lisieux a rivelare: «Io ho bisogno di un
cuore ardente di tenerezza, a mio eterno, inalienabile sostegno: cui
tutto sia caro di me, che ami anche la mia debolezza, e mai
m’abbandoni, né giorno né notte. Non ho potuto trovare creatura capace
d’amarmi sempre, e senza mai morire; io ho bisogno di un Dio che
assunta la mia natura, mi si faccia fratello e capace del mio soffire».
Michelangelo Nasca
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