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Chi è Adamo?
Cerchiamo di risolvere questo problema una volta per tutte!
Il termine ebraico ‘adam (che ritroviamo nel secondo capitolo del libro della Genesi) è l’unione di due elementi: l’articolo (ha) e un nome comune (ha-‘adam). Nella grammatica ebraica, infatti, l’articolo (diversamente dall’italiano o dalle altre lingue europee) si aggiunge in determinati casi (utilizzandolo come un prefisso) davanti ai sostantivi e agli aggettivi per diventare in qualche modo un unico termine. Pertanto una parola, nella logica grammaticale del linguaggio ebraico, può contenere diverse parti del discorso.
Dunque il termine ‘adam non è un nome proprio e la sua traduzione più corretta non è «Adamo» ma «l’uomo». Perdipiù il significato del termine uomo non è da intendersi rigidamente al singolare, esso infatti rivela la condizione tipizzante e rappresentativa di tutti gli uomini, o se vogliamo di “ogni singolo uomo”! Si tratta di tutti noi – afferma il celebre biblista Gianfranco Ravasi – “Adamo è questo filo ininterrotto genealogico: là dove sulla faccia della terra appare l’umanità, là abbiamo Adamo. E allora questa storia non è così lontana né riguarda un personaggio assolutamente remoto, collegato a noi con un filo così esile, da essere quasi irrilevante . Si tratta invece di noi; la questione è nostra; il protagonista è quel primo uomo, ma anche l’ultimo uomo”.
Un ulteriore approfondimento lessicale rivela che la radice tematica
del termine ‘adam ha a che fare con il concetto di terra. Non si può
escludere il fatto che l’autore del libro della Genesi abbia voluto
mettere in relazione il termine ‘adam con ‘adamah (= terra) dalla quale
l’uomo è stato formato. Anche la lingua latina ci regala questa
interessante sfumatura etimologica con i termini homo (uomo) e humus
(terra).
Racconto di fondazione
Cerchiamo adesso di compiere un ulteriore passo in avanti e proviamo a
sgombrare dalla nostra mente (spesso appesantita da interpretazioni non
del tutto corrette) i dubbi relativi al racconto biblico della
creazione dell’uomo. Alcuni, ancora oggi, sono convinti che la storia
di Adamo ed Eva (due nomi che, come dicevamo prima, vanno tradotti con
«l’uomo» e «la donna») narrata nella Bibbia sia la registrazione
cronologica dei principali avvenimenti accaduti (così ipotizzano gli
scienziati) sei milioni di anni fa! Ovviamente nessuno di noi è in
grado, però, di mostrare le relative certificazioni storiche di quanto
effettivamente sia successo.
Che tipo di storia racconta, allora, la Bibbia?
Il libro della Genesi è il racconto esistenziale di ogni uomo e va
letto come tale. “Non è la storia di un determinato tempo, è la storia
che sempre riappare sulla faccia della terra. Questa pagina è una
grande meditazione sull’uomo storico, così come sempre entra in scena
sulla faccia della terra” (G. Ravasi).
E allora, per comprendere il senso di questa primordiale narrazione
biblica, bisogna chiarire alcuni aspetti strutturali del testo sacro.
La narrazione iniziale della Genesi (relativa alla creazione del mondo,
al peccato dell’uomo ecc.) è considerata, infatti, un “racconto di
fondazione”. Un racconto cioè finalizzato alla comprensione del
contesto esistenziale dell’uomo. Esso appartiene alla categoria
letteraria dei “miti simbolici”. Si ha, però, un po’ di timore ad
accostare il termine mito al racconto biblico, soprattutto quando
questo è considerato in modo marginale e in chiave esclusivamente
leggendaria e fiabesca.
“Il mito, preso seriamente, - afferma ancora mons. G. Rvasi – è un modo
per parlare del mistero quando questo mistero ha in sé un che di
ineffabile, un qualcosa che non può essere del tutto espresso con le
categorie normali. E allora si ricorre alla forza del simbolo, forza
che regge tutti coloro che vogliono penetrare nel mistero”.
Il senso di tutto questo
La preoccupazione ultima della Bibbia non è, dunque, quella di dover
spiegare necessariamente il quando e il come è avvenuto un determinato
avvenimento. Essa, piuttosto, rivela all’uomo di ogni tempo il senso
della storia attraverso una serie di episodi raccontati tra le pagine
della Sacra Scrittura.
Come siamo dentro? Che senso ha l’uomo? E il mondo? Perché il peccato e perché Dio…
In una sola parola: chi siamo davvero e perché esistiamo?
Michelangelo Nasca
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