Articoli & Rubriche Omelie domenicali XXIV Domenica del T.O - Anno C – 12 Settembre 2010

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  • luigien : Santa Scolastica, perciò, sarà in questi giorni l'apostola della carità fraterna. Ella ci spingerà all'amore dei nostri simili, che Dio vuole risvegliare in noi, mentre noi c'industriamo a ritornare a lui. La solennità pasquale ci chiamerà a uno stesso banchetto, dove ci nutriremo della medesima vittima della carità. Prepariamo subito la veste nuziale, perché colui che ci invita vuole vederci tutti uniti nella sua casa (Sal 67).
  • marypoppins : Buona e santa giornata a te, Monica carissima!!! Sia Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.....
  • monika07 : buongiorno a tutti fratelli e sorelle in Cristo ringraziamo il Signore per questo nuovo giorno e per il cibo che vorra' donarci. Gesu' ti amo, monika
  • luigien : Santa Apollonia E per quello inaudito coraggio con cui al primo impulso dello spirito santo, vi slanciaste spontaneamente in mezzo al fuoco, senza che i carnefici vi trascinassero dentro, otteneteci dal Signore la grazia di secondare prontamente le divine ispirazioni e di sostenere, non solo con rassegnazione, ma ancora con allegria tutte le croci che Egli si degnerà di inviarci. Gloria
  • antoi49 : O Signore, Dio nostro, Tu allieti i nostri occhi con le meraviglie del creato, sorgi anche nel nostro spirito come sole di giustizia e di verità. Una serena giornata a tutti.
  • rafael.8 : Grazie Alessandra, serena e santa notte anche a te!
  • Alessandra11 : Serena notte a tutti, una preghiera per chi si trova in qualsiasi tipo di difficoltà. Ho detto al mio Angelo Custode di portarvi una carezza, di farvi sentire la sua protezione. Ciao...
  • angelika : buon pomeriggio a tutti
  • luigien : Credo che Gesu e il figlio di Dio. Credo che Gesu e morto per i miei peccati. Il libro delle noveneLe preghiere del mondo. Un'antologia delle più belle invocazioni a Dio, dai popoli privi di scrittura fino ai nostri giorniCredo che Gesu e risorto per la mia redenzione! Ti prego Gesu Si il Signore della mia vita, Ti prego Gesu Si il Redentore della mia vita, Ti prego Gesu Si il Guaritore della mia vita! Gesu, Tu Sei il Signore della mia vita, Gesu, Tu Sei il Red
  • luchino1980 : Buona giornata a tutti con S Pio da Pietrelcina: "Non temere, io ti farò soffrire, ma te ne darò anche la forza"mi va ripetendo Gesù.

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XXIV Domenica del T.O - Anno C – 12 Settembre 2010 Stampa E-mail
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Prima Lettura: Isaia 50,4-9a

Salmo:  50 

Seconda Lettura: Giacomo 2,14-18

Vangelo: Marco 8,27-35


La gioia del Padre nel perdonare
 
Dalle tre parabole di Luca 15 proposte dalla liturgia di questa domenica, scegliamo la prima. La novità delle parabole di Gesù è quella di vedere sempre, o quasi sempre, le cose dal punto di vista di Dio, non semplicemente dal punto di vista dell'uomo. Persino di fronte al peccatore Gesù nelle sue parabole non descrive anzitutto il peccato (dove non c'è alcuna bellezza), ma l'amore di Dio che cerca il peccatore per perdonarlo. Qui c'è grande bellezza.
 
Nella parabola della pecora perduta e ritrovata si annota che il pastore non interrompe la sua ricerca finché non la trova: dunque una ricerca ostinata, perseverante, per nessun motivo disposto ad abbandonare la pecora al suo destino. E poi si annota che il pastore non lascia il gregge nell'ovile, al sicuro, come sarebbe ragionevole aspettarsi, ma nel «deserto»: l'ansia per la pecora perduta lo porta quasi a trascurare il resto del gregge, come se la pecora smarrita gli importasse più di tutte le altre. Certo questo particolare costituisce un'inverosimiglianza sul piano degli usi, ma è suggestiva e profonda sul piano dei significati. Così la parabola riesce ad innalzarsi e a parlare di Dio. E riesce a insinuarci che Dio non è semplicemente un pastore ma un Padre. Anche se ha molti figli, un padre si preoccupa per ciascuno come se fosse l'unico, si trattasse pure del figlio cattivo. Così è l'amore vero, quello di Dio come quello degli uomini. Dire – come fa la parabola – che l'ansiosa ricerca del pastore è stata provocata dalla perdita di una sola pecora (a fronte di altre novantanove), e che la conversione di un solo peccatore ha fatto gioire Dio (a fronte di novantanove giusti), può sembrare un'espressione retorica, un semplice paradosso: è, invece, una profonda verità di grande bellezza. Nella logica dell'amore diventa un tratto realissimo e necessario. Se avessimo letto, supponiamo, che un pastore perso il suo gregge subito ritornò sui suoi passi per cercarlo, avremmo detto ancora che Dio è come un pastore che cerca il suo popolo, ma non sarebbe stata posta in risalto la singolarità di ogni uomo, la preziosità che anche una sola persona, qualsiasi persona, riveste agli occhi di Dio.
Mi permetto due altre brevissime annotazioni. La prima è che la parabola parla anche di conversione: «Così, vi dico, c'è gioia davanti agli occhi di Dio per un solo peccatore che si converte» (15,10). Si parla di conversione del peccatore, ma non si dice assolutamente nulla di ciò che il peccatore debba fare per convertirsi. Si parla soltanto di ciò che Dio fa per ritrovarlo. Non è straordinario?
E una seconda annotazione: la gioia per un solo peccatore ritrovato, paradossale finché si vuole, non è altro – se la guardi a partire da Dio – che l'ovvietà di un Padre che fa festa per un figlio ritrovato.
Don Bruno Maggioni (Biblista)
 

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