Articoli & Rubriche Omelie domenicali VII Domenica del T.O - Anno A - 20 Febbraio 2011

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  • ico arrica : O Dio rafforza la nostra fede.
  • angelika : buona giornata a tutti preghiamo per la convertire il cuore dei nostri fratelli e sorelle
  • maria81 : Buongiorno a tutti,oggi voglio pregare per tutte le persone che sono tristi per i loro cari in ospedale perche' anche loro soffrono tanto,Vergine Madre stai vicino a loro.
  • maria luigia : Sorelle e fratelli carissimi, stamani prego per tutti quelli che affrontano una dura prova, soffusi di tristezza e di scoramento per l'ingrata vita, che ci tortura. Affidiamoci nella preghiera a Maria, madre di grande misericordia: che ci insegni ad avere cieca fiducia in Dio. La vera gioia nasce dalla certezza di essere amati sempre, in ogni momento, dal Signore DIO. Mi affiderò completamente a Lei e mi lascerò avvolgere dal suo amore. AMEN, M.Luigia
  • eugiugrafe : Guardando la Tua Croce Signore, menisco il mio dolore con la preghiera che elevò a Te
  • eugiugrafe : Guardando la Tua Croce Signore, menisco il mio dolore con la preghiera che elevo a Te.
  • giona29 : vi chiedo una preghiera per me che devo andare in ospedale per una visita
  • marypoppins : Cara Amelia...il Signore voglia accettare la mia umile preghiera anche per le tue intenzioni. coraggio!
  • 35amelia : cari fratelli e sorelle, vi chiedo con tutto il cuore di unirvi a me nella preghiera,e a quanti già lo fanno, per una famiglia molto provata dalla malattia, e che il capo famiglia si sta spegniendo sempre più. Il dolore ci abbatte, ma se rimaniamo uniti a Gesù che ha vinto la morte, sicuramente riusciremo ad affrontare la situazione con un altro spirito, anche se la morte è difficila da accettare. Vi ringrazio tutti quanti e DIO ci benedica.
  • dorina : Signore Gesù fa ch'io possa essere nelle tue mani liquida penna, e che l'inchiostro attinga al Soffio del tuo Spirito

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VII Domenica del T.O - Anno A - 20 Febbraio 2011 Stampa E-mail
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Prima Lettura: Levitico 19,1-2.17-18

Salmo: 102

Seconda Lettura: 1 Corinti 3,16-23

Vangelo: Matteo 5,38-48

L'uomo è un tempio

Due tratti essenziali della rivoluzione cristiana nei rapporti sociali: questo l'argomento del vangelo di oggi (Matteo 5,38-48). Continuando a spiegare qual è il senso profondo, il pieno compimento, dei precetti presenti già nell'Antico Testamento, Gesù invita a superare la cosiddetta legge del taglione ("Occhio per occhio, dente per dente") e comanda: niente vendetta, mai violenza, neppure verso chi ci fa del male. Dice anzi, "Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano", per essere davvero figli del Padre celeste e dunque prendere lui a modello di comportamento. Niente violenza e amore verso tutti: una vera rivoluzione, che pur essendo lontana dall'essere pienamente attuata ha già dato frutti meravigliosi (basta pensare ai santi, noti e sconosciuti) e già ha reso questo mondo, pur con tutte le sue brutture, certamente migliore di quello di duemila anni fa, come dimostra, quanto meno, un fatto: mentre un tempo l'oppressione, la prevaricazione, lo sfruttamento, insomma la violenza del più forte sul più debole era considerata normale, oggi gli stati civili l'hanno abolita nella loro legislazione, e quando avviene suscita in tutti almeno un sussulto di coscienza e la formale riprovazione.
La ragione profonda di questi insegnamenti di Gesù sta nel suo richiamo alla dignità dell'uomo, che Dio ha adottato come figlio. Nella seconda lettura (1Corinzi 3,16-23) Paolo lo ribadisce con forza: "Non sapete che siete tempio di Dio, che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui, perché santo è il tempio di Dio, che siete voi". E ancora, alla fine del brano: "Tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio".
Tempio di Dio! Per gli ebrei il tempio di Gerusalemme era il centro della vita, l'orgoglio della nazione, il luogo della misteriosa ma reale presenza di Dio in mezzo al suo popolo: un luogo santissimo, in cui non era ammesso nulla e nessuno che lo profanasse (si ricorderà che Gesù ne ha scacciato i mercanti). Anche i pagani costruivano templi per le loro divinità, e nessuno sforzo per abbellirli era reputato superfluo. Oggi, anche a motivo delle parole di Paolo, per i cristiani la concezione del tempio è cambiata; più che dimora di Dio, esso è la casa dove i fedeli si radunano per celebrarlo. La Chiesa che Gesù ha fondato (Matteo 16,18) non è certo un edificio di pietra, ma l'insieme dei suoi fedeli; solo in seguito il termine è passato a designare anche gli edifici dove di solito i componenti della Chiesa si riuniscono. Dunque le chiese sono fatte per gli uomini; quanto alla dimora di Dio, più che tra quattro muri Egli si compiace di abitare nell'uomo, nell'unica creatura che ha fatto a sua immagine e somiglianza, che ha reso capace di dialogare con lui e accogliere i suoi doni; l'unica creatura autorizzata a chiamarlo Padre.
Tutte le cure che istintivamente gli uomini dedicavano ai templi di pietra vanno trasferite perciò al tempio vero, fatto di corpo e anima, di intelligenza e di cuore. Se Dio abita nell'uomo, all'uomo è conferita una dignità incomparabile, che a nessuno è concesso di calpestare: non allo stato, ad esempio praticando la tortura, privando i cittadini della libertà, tollerando situazioni di ingiustizia; non ai singoli, adottando comportamenti con cui di fatto non riconoscono nei propri simili quella dignità: sarà lecito tutelare il proprio buon diritto, ma mai offendendo, imbrogliando, sfruttando il prossimo, e neppure trascurando le sue difficoltà, quando si è in grado di alleviarle. E quanto ai singoli, neppure la dignità propria sarà lecito calpestare: non importa se in pubblico o in privato, la coscienza di essere tempio di Dio impedisce di svilirsi con pensieri e azioni che persino a un padre terreno ci si vergognerebbe di manifestare.
mons. Roberto Brunelli
 

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Versione: 4.5  del febbraio 2011

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