Articoli & Rubriche Omelie domenicali SS. Trinità - Anno A - 19 Giugno 2011

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  • angelika : buona giornata a tutti preghiamo per la convertire il cuore dei nostri fratelli e sorelle
  • maria81 : Buongiorno a tutti,oggi voglio pregare per tutte le persone che sono tristi per i loro cari in ospedale perche' anche loro soffrono tanto,Vergine Madre stai vicino a loro.
  • maria luigia : Sorelle e fratelli carissimi, stamani prego per tutti quelli che affrontano una dura prova, soffusi di tristezza e di scoramento per l'ingrata vita, che ci tortura. Affidiamoci nella preghiera a Maria, madre di grande misericordia: che ci insegni ad avere cieca fiducia in Dio. La vera gioia nasce dalla certezza di essere amati sempre, in ogni momento, dal Signore DIO. Mi affiderò completamente a Lei e mi lascerò avvolgere dal suo amore. AMEN, M.Luigia
  • eugiugrafe : Guardando la Tua Croce Signore, menisco il mio dolore con la preghiera che elevò a Te
  • eugiugrafe : Guardando la Tua Croce Signore, menisco il mio dolore con la preghiera che elevo a Te.
  • giona29 : vi chiedo una preghiera per me che devo andare in ospedale per una visita
  • marypoppins : Cara Amelia...il Signore voglia accettare la mia umile preghiera anche per le tue intenzioni. coraggio!
  • 35amelia : cari fratelli e sorelle, vi chiedo con tutto il cuore di unirvi a me nella preghiera,e a quanti già lo fanno, per una famiglia molto provata dalla malattia, e che il capo famiglia si sta spegniendo sempre più. Il dolore ci abbatte, ma se rimaniamo uniti a Gesù che ha vinto la morte, sicuramente riusciremo ad affrontare la situazione con un altro spirito, anche se la morte è difficila da accettare. Vi ringrazio tutti quanti e DIO ci benedica.
  • dorina : Signore Gesù fa ch'io possa essere nelle tue mani liquida penna, e che l'inchiostro attinga al Soffio del tuo Spirito
  • luigien : Preghiera a S. Ubaldo. Ti preghiamo, o Signore, di concederci benignamente il tuo aiuto, e per l'intercessione del Beato Ubaldo, tuo Confessore e Pontefice, stendi sopra di noi la tua protezione contro le molteplici insidie del nemico. Pater - Ave - Gloria

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SS. Trinità - Anno A - 19 Giugno 2011 Stampa E-mail
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Prima Lettura: Esodo 34, 4b-6. 8-9

Salmo: Daniele 3,52.56

Seconda Lettura: 2 Corinti 13, 11-13

Vangelo: Gv 3, 16-18

Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui
 
La festa della Trinità, che il calendario liturgico latino celebra dopo la domenica della Pentecoste, apre l'ultimo e lungo periodo che chiude l'anno liturgico. Un tempo chiamato "ordinario", perché non ha nessuna memoria particolare della vita di Gesù, che abbiamo "visto" ascendere al cielo. Tuttavia non è un tempo meno significativo del precedente. Potremmo anzi dire che la festa della Santissima Trinità proietta la sua luce su tutti i giorni che verranno sino all'inizio dell'Avvento, quasi a dilatare nel tempo l'abitudine che abbiamo di iniziare ogni nostra azione - e ogni nostra giornata - nel "nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". Se guardiamo un poco le nostre abitudini mentali, dobbiamo dire che il mistero della Trinità in genere è ritenuto poco significativo per la nostra vita, per il nostro comportamento. Poco importa, sia nella dottrina della fede come nell'etica, che Dio sia Uno e Trino. Ciò per lo più è ritenuto un "mistero" che non riusciamo a comprendere.

La Santa Liturgia, riproponendo questo grande e santo mistero alla nostra attenzione, viene incontro alla nostra pochezza e alla nostra inveterata distrazione. Ho detto "ri-proporre", perché questo mistero, in realtà, è presente e accompagna tutta la vita di Gesù, fin dal Natale. Anzi accompagna tutta la storia dell'umanità, dalla creazione stessa, quando "Il Verbo era in principio presso Dio" e "tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste" (Gv 1,2-3), come scrive Giovanni nel prologo al suo Vangelo. Questo sta a dire che già il momento della creazione è radicalmente segnato dalla comunione tra il Padre e il Figlio, così da poter dire che ogni realtà umana è fatta di comunione e per la comunione. Perché, dopo aver creato l'uomo, Dio dice: "Non è bene che l'uomo sia solo"? La risposta è semplice: perché lo aveva creato "a sua immagine e somiglianza". Dio, il Dio cristiano (ma dobbiamo domandarci se tanti cristiani credono nel "Dio di Gesù"!), non è un essere solitudinario, che sta in alto, potente e maestoso. Il Dio di Gesù è una "famiglia" di tre persone, le quali si vogliono così bene, potremmo dire, da essere una cosa sola. Ma non basta. Non hanno trattenuto per se stessi la loro gioia. L'hanno riversata sugli uomini e le donne del mondo. Scrive Giovanni: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque creda in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3,16). L'invio del Figlio non nasce da un obbligo giuridico, semmai da una sovrabbondanza d'amore. La Trinità non è altro che questo mistero sovrabbondante d'amore, che dal cielo si è riversato sulla terra superando ogni frontiera, ogni confine, anche ogni fede. È come un'energia irrefrenabile per chi l'accoglie. Lo Spirito Santo spinge, trascina verso Dio, verso la vita di Dio, ch'è pienezza di amore. La Trinità, questa incredibile "famiglia", ha scelto di entrare nella storia degli uomini per chiamare tutti a far parte di essa. Questo è l'orizzonte finale che il mistero della Trinità oggi ci dischiude. Tale orizzonte è senza dubbio la sfida più bruciante oggi lanciata alla Chiesa, anzi a tutte le Chiese cristiane; vorrei aggiungere a tutte le religioni, a tutti gli uomini. È la sfida a vivere nell'amore, proprio mentre sembrano prevalere le spinte verso l'individualismo, l'etnia, il clan, la nazione, il gruppo. La Trinità supera i confini, e in ogni caso li relativizza sino a distruggerli. È la sfida a vivere nell'amore.

mons. Vincenzo Paglia
 

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