Articoli & Rubriche Omelie domenicali IX Domenica T.O - Anno A – 6 Marzo 2011

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  • angelika : buona giornata a tutti preghiamo per la convertire il cuore dei nostri fratelli e sorelle
  • maria81 : Buongiorno a tutti,oggi voglio pregare per tutte le persone che sono tristi per i loro cari in ospedale perche' anche loro soffrono tanto,Vergine Madre stai vicino a loro.
  • maria luigia : Sorelle e fratelli carissimi, stamani prego per tutti quelli che affrontano una dura prova, soffusi di tristezza e di scoramento per l'ingrata vita, che ci tortura. Affidiamoci nella preghiera a Maria, madre di grande misericordia: che ci insegni ad avere cieca fiducia in Dio. La vera gioia nasce dalla certezza di essere amati sempre, in ogni momento, dal Signore DIO. Mi affiderò completamente a Lei e mi lascerò avvolgere dal suo amore. AMEN, M.Luigia
  • eugiugrafe : Guardando la Tua Croce Signore, menisco il mio dolore con la preghiera che elevò a Te
  • eugiugrafe : Guardando la Tua Croce Signore, menisco il mio dolore con la preghiera che elevo a Te.
  • giona29 : vi chiedo una preghiera per me che devo andare in ospedale per una visita
  • marypoppins : Cara Amelia...il Signore voglia accettare la mia umile preghiera anche per le tue intenzioni. coraggio!
  • 35amelia : cari fratelli e sorelle, vi chiedo con tutto il cuore di unirvi a me nella preghiera,e a quanti già lo fanno, per una famiglia molto provata dalla malattia, e che il capo famiglia si sta spegniendo sempre più. Il dolore ci abbatte, ma se rimaniamo uniti a Gesù che ha vinto la morte, sicuramente riusciremo ad affrontare la situazione con un altro spirito, anche se la morte è difficila da accettare. Vi ringrazio tutti quanti e DIO ci benedica.
  • dorina : Signore Gesù fa ch'io possa essere nelle tue mani liquida penna, e che l'inchiostro attinga al Soffio del tuo Spirito
  • luigien : Preghiera a S. Ubaldo. Ti preghiamo, o Signore, di concederci benignamente il tuo aiuto, e per l'intercessione del Beato Ubaldo, tuo Confessore e Pontefice, stendi sopra di noi la tua protezione contro le molteplici insidie del nemico. Pater - Ave - Gloria

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IX Domenica T.O - Anno A – 6 Marzo 2011 Stampa E-mail
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Prima Lettura: Deuteronomio 11,18.26-28.32

Salmo: 30

Seconda Lettura: Romani 3,21-25a.28

Vangelo: Matteo 7,21-27

 

La volontà del Padre? L’amore che libera

La gente ascoltava Gesù e capiva. Capiva che per entrare nel suo sogno ( il regno dei cieli è il mondo come lui lo sogna) non servivano lunghe preghiere, né i riti e le formule esatte dei dottori della Legge ( «Signore, Signore...» ). Che bastava percorrere una strada più libera e più viva: «la volontà del Padre» .

La gente ascoltava il giovane Rabbi e capiva che la volontà del Padre non era come gliel'avevano sempre descritta. Aleggiava tristezza quando i farisei evocavano la volontà di Dio. Era la giustificazione di tutte le tragedie, di malattie e dolori, di torri rovinate addosso ai costruttori, di sangue versato dai romani nelle mille rivolte di Giudea. Nasceva pace e fiducia quando la presentava Gesù: volontà del Padre è che nessun uomo sia solo, che fiorisca a immagine di Dio, che abbia compagni d'amicizia e di festa, che sia creativo e ostinato nell'amore. Non una spada minacciosa, ma l'annuncio che gli occhi dei suoi figli, Dio li vuole pieni di dolce speranza.

«In quel giorno» ci sarà folla davanti alle porte chiuse. Quanta gente straordinaria è lasciata fuori: profeti con parole di luce, gente che cacciava demoni, grandi taumaturghi! Ma è questo ciò che il Vangelo chiede? È dalle cose eccezionali che riconosceranno i suoi discepoli? No. Ma «se avrete amore gli uni per gli altri» .

Nel nostro servizio non contano i risultati, ma quanto amore metti in ciò che fai
(S. Teresa di Calcutta). Sulla soglia dell'eterno, l'amore cerca in te qualcosa in cui specchiarsi, l'unica cosa che valga a dire Dio.

Nella parabola delle due case, la differenza tra quella che rimane salda e quella che va in rovina è tutta in un verbo solo: mettere in pratica o non mettere in pratica le parole ascoltate. Non nelle appartenenze o in belle liturgie, non in profezie o prodigi, la differenza sta nel «fare» le sue parole, nel ricrearle in me. È la crisi del «dire» .

La gente ascoltava Gesù e capiva che c'è un combaciare profondo tra l'uomo e la volontà di Dio, più profondo delle parole, più delle confessioni di fede, ed è in chiunque «ha creduto all'amore» ( 1 Gv), e non conta se dentro e fuori le sinagoghe e le chiese. Ascolta e tieni sal­da la sua parola, anche se non la capisci, lascia che entri nella tua memoria come seme nel terreno: darà come frutto il combaciare con Dio, una esistenza nella consistenza.

Padre Ermes Ronchi

 

 

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