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“Il
silenzio non ci manca, perché lo abbiamo. Il giorno in cui ci mancasse,
significherebbe che non abbiamo saputo prendercelo”. Madeleine Delbrêl
(1904), considerata "una delle più grandi mistiche del xx secolo" ci
invita a soffermarci sul mistero del silenzio. Il più delle volte ci
ritroviamo a desiderare il silenzio quando siamo stanchi del clamore
che ci circonda. Niente di trascendentale ovviamente, solo il fastidio
talvolta di dover accumulare quintali di rumori o di parole inutili
instancabilmente prodotti da altri.
Entri
nel tuo ufficio, per esempio, e sai già che superata la terza stanza a
destra (quella del datore di lavoro) la voce stridula e lamentosa del
“grande capo” per un lavoro non completato giungerà, con infallibile
precisione, alle tue orecchie per augurarti una buona giornata!!! “Ogni
limite ha una pazienza!” diceva ironicamente Totò in uno dei suoi film
invertendo i termini del discorso; quasi quasi rimpiangi il fatto di
non essere entrato in una clausura cistercense! Ma questo è solo
l’aspetto meno rilevante del desiderio di silenzio che c’è in noi.
“Tutti i rumori che ci circondano – continua Madeleine Delbrêl – fanno
molto meno strepito di noi stessi. Il vero rumore è l'eco che le cose
hanno in noi. Non è il parlare che rompe inevitabilmente il silenzio.
Il silenzio è la sede della Parola di Dio, e se, quando parliamo, ci
limitiamo a ripetere quella parola, non cessiamo di tacere. I monasteri
appaiono come i luoghi della lode e come i luoghi del silenzio
necessario alla lode. Nella strada, stretti dalla folla, noi disponiamo
le nostre anime come altrettante cavità di silenzio dove la Parola di
Dio può riposare e risuonare. In certi ammassi umani dove l'odio, la
cupidigia, l'alcool segnano il peccato, conosciamo un silenzio di
deserto e il nostro cuore si raccoglie con una facilità estrema perché
Dio vi faccia squillare il suo nome: «Vox clamans in deserto»”.
C’è un silenzio che può condurre a Dio, un silenzio interiore capace di
suggerirti saggiamente a chi devi rivolgere il tuo sguardo, il tuo
cuore, la tua vita.
Michelangelo N.
Nel Carmelo...: «Che spettacolo (racconta S.
Teresa D’Avila) vedere Colui il quale può riempire mille mondi delle
sue grandezze, rinchiudersi in uno spazio così piccolo (cioè nell’anima
orante)! Allo stesso modo ha voluto rannicchiarsi nel grembo della sua
Santissima Madre» (CE 48,3).
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