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  • maria81 : Buongiorno a tutti,oggi voglio pregare per tutte le persone che sono tristi per i loro cari in ospedale perche' anche loro soffrono tanto,Vergine Madre stai vicino a loro.
  • maria luigia : Sorelle e fratelli carissimi, stamani prego per tutti quelli che affrontano una dura prova, soffusi di tristezza e di scoramento per l'ingrata vita, che ci tortura. Affidiamoci nella preghiera a Maria, madre di grande misericordia: che ci insegni ad avere cieca fiducia in Dio. La vera gioia nasce dalla certezza di essere amati sempre, in ogni momento, dal Signore DIO. Mi affiderò completamente a Lei e mi lascerò avvolgere dal suo amore. AMEN, M.Luigia
  • eugiugrafe : Guardando la Tua Croce Signore, menisco il mio dolore con la preghiera che elevò a Te
  • eugiugrafe : Guardando la Tua Croce Signore, menisco il mio dolore con la preghiera che elevo a Te.
  • giona29 : vi chiedo una preghiera per me che devo andare in ospedale per una visita
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La pillola del giorno dopo Stampa E-mail
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ROMA, mercoledì, 20 settembre 2006 (ZENIT.org). In un’intervista rilasciata a ZENIT, il dottor Renzo Puccetti, specialista di medicina interna e Segretario dall’Associazione “Scienza & Vita” di Pisa-Livorno, sostiene che la pillola del giorno dopo è “una scelta ideologica più che un’esigenza sanitaria”.

Il dibattito sull’utilizzo o meno della cosiddetta contraccezione di emergenza si è riaperto dopo che l’11 settembre è stata diffusa la notizia secondo cui il ginecologo Silvio Viale dovrà comparire di fronte all’ordine dei medici il prossimo 6 novembre per aver compilato ricette mediche prescrivendo confezioni di pillola del giorno dopo. In base al codice di deontologia medica, il dottor Viale avrebbe violato “il dovere di prescrizione, il principio di competenza, il dovere di informazione in materia di contraccezione, con lesione dell'immagine e del decoro della professione”, ma al di là dei risvolti deontologici ciò che più preoccupa sono i danni alla salute e all’etica che la cosiddetta contraccezione d’emergenza possono generare. A questo proposito, ZENIT ha interpellato il dottor Renzo Puccetti, che in merito alla pillola del giorno dopo ha spiegato che “la sostanza in questione, il levonorgestrel, è contenuto in numerose pillole contraccettive attualmente in commercio, ma il dosaggio da assumere come contraccettivo d’emergenza è decisamente più alto (fino a 15 volte maggiore)”. “In alcuni Paesi – ha continuato –, fra cui la Francia e l’Inghilterra, è venduto come prodotto da banco, senza necessità di ricetta medica e, del tutto recentemente, anche gli Stati Uniti, dopo numerose polemiche ed un lungo iter procedurale, hanno adottato la stessa misura, ma solamente per le donne maggiorenni”. “Il farmaco – ha continuato Puccetti – viene propagandato come contraccettivo solo perché alcune associazioni, fra cui quella dei ginecologi americani (ACOG), hanno stabilito d’identificare l’inizio della gravidanza con l’impianto dell’embrione nell’utero materno”. “Dal punto di vista della fisiologia femminile si tratta di una posizione difficilmente giustificabile –ha spiegato –. Peraltro la maggioranza dei ginecologi americani intervistati continua a ritenere che la gravidanza cominci con la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo e non con l’impianto”. Secondo il Segretario dell’Associazione “Scienza & Vita” di Pisa-Livorno, “tutti i ricercatori sono concordi nell’affermare che il meccanismo d’azione della pillola del giorno dopo non è completamente chiarito e comunque tutti ammettono la possibilità di effetti post-fertilizzativi”. “L’ultimo lavoro in ordine cronologico (Trussell J., Jordan B., Mechanism of action of emergency contraceptive pills. Contraception. 2006 Aug;74(2):87-9) afferma: ‘Non possiamo concludere che le pillole per la contraccezione d’emergenza non impediscano mai la gravidanza dopo la fecondazione’”, ha affermato il dottor Puccetti.


Perché lei sostiene che è necessario informare le donne di tutti i rischi che corrono con la pillola del giorno dopo?


Puccetti: È molto importante fornire questo genere d’informazioni, insieme ad altre, quali i possibili effetti collaterali, l’efficacia del farmaco, ma ciò è fattibile solamente se la prescrizione viene fatta da un medico. Solamente un medico, infatti, può fornire questo genere d’informazioni alla paziente. In un editoriale dell’Associazione dei medici di famiglia americani dedicato al consenso informato nella contraccezione d’emergenza, (Alan McGaughran, Informed consent and emergency contraception. American family Physician website, http://www.aafp.org/afp/20001115/editorials.html) si concorda che informare le donne risulta essenziale “per una pratica medica di qualità”, dato che “le pazienti possono accusare uno stress emotivo […] dalla successiva scoperta di un meccanismo d’azione in conflitto coi propri valori.”. Bisogna inoltre dire che il farmaco causa nausea nel 23,1% dei casi, vomito nel 5,6%, cefalea nel 16,8%, vertigini nell’11,2%, dolore addominale nel 17,6% ed altri effetti collaterali nel 13,5% .


Quali sono i dubbi sull’efficacia della contraccezione di emergenza?


Puccetti: La probabilità che un singolo rapporto non protetto determini una gravidanza è dell’8%. L’assunzione della pillola del giorno dopo riduce le gravidanze clinicamente riconosciute di circa il 75% e l’efficacia è proporzionale alla tempestività dell’assunzione. L’idea di mettere in vendita la pillola in farmacia come prodotto da banco si basa sull’ipotesi che questo comporti un’assunzione maggiore e più precoce, in ultima analisi più efficace. I risultati sono però come minimo discordanti. Se infatti in Canada l’acquisto è aumentato dopo la liberalizzazione della vendita, in Inghilterra questo non è avvenuto e altri studi hanno dimostrato che la libera vendita della pillola non ne aumenta l’impiego. È da notare che accanto a studi con breve follow-up che rassicurerebbero su un eventuale aumento dei comportamenti sessuali a rischio associato alla libera vendita in farmacia del levonorgestrel, vi sono altri dati più preoccupanti, quale il netto aumento della promiscuità e delle malattie sessualmente trasmesse fra le studentesse universitarie svedesi, che è contemporaneo all’incremento della contraccezione d’emergenza registrato in cinque anni.


La pillola del giorno dopo aiuta a ridurre le gravidanze indesiderate e gli aborti?


Puccetti: Contrariamente a quanto ipotizzato, l’uso maggiore e più precoce della pillola del giorno dopo da parte delle donne non determina una riduzione né delle gravidanze indesiderate, né del ricorso all’aborto. L’esempio più fulgido è lo studio condotto nella contea scozzese di Lothian (Glasier A., Fairhurst K., Wyke S., Ziebland S., Seaman P., Walker J., Lakha F., Advanced provision of emergency contraception does not reduce abortion rates. Contraception 69 (2004) 361-66), dove, con uno sforzo straordinario di mobilitazione delle energie sanitarie locali, è stata effettuata una massiccia campagna di oltre due anni per consegnare ad ogni donna in età fertile 5 confezioni di pillola del giorno dopo da tenere in casa e poter usare il più presto possibile in caso di bisogno. Un quarto delle 85.000 donne hanno ritirato il kit e il numero di quante hanno assunto la contraccezione d’emergenza è quintuplicato. Eppure il tasso di aborti non è affatto diminuito, smentendo clamorosamente le attese. Il risultato è stato confermato da studi americani, inglesi e cinesi. Non conosco alcuno studio metodologicamente corretto che abbia dimostrato la riduzione del numero di aborti grazie alla diffusione della pillola del giorno dopo. La libera vendita in farmacia di questo farmaco non risulta aver prodotto alcun beneficio medico e spingere in questo senso mi sembra più una scelta ideologica che un’esigenza sanitaria.


[Per verificare la bibliografia scientifica a cui fa riferimento il dott. Puccetti ci si può collegare al link http://www.scienzaevita.info/public/site/articles.asp?id=25]

 

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