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ROMA, mercoledì, 20 settembre 2006 (ZENIT.org). In un’intervista rilasciata a
ZENIT, il dottor Renzo Puccetti, specialista di medicina interna e Segretario
dall’Associazione “Scienza & Vita” di Pisa-Livorno, sostiene che la pillola
del giorno dopo è “una scelta ideologica più che un’esigenza sanitaria”.
Il dibattito sull’utilizzo o meno della cosiddetta contraccezione di
emergenza si è riaperto dopo che l’11 settembre è stata diffusa la notizia
secondo cui il ginecologo Silvio Viale dovrà comparire di fronte all’ordine dei
medici il prossimo 6 novembre per aver compilato ricette mediche prescrivendo
confezioni di pillola del giorno dopo. In base al codice di deontologia medica,
il dottor Viale avrebbe violato “il dovere di prescrizione, il principio di
competenza, il dovere di informazione in materia di contraccezione, con lesione
dell'immagine e del decoro della professione”, ma al di là dei risvolti
deontologici ciò che più preoccupa sono i danni alla salute e all’etica che la
cosiddetta contraccezione d’emergenza possono generare. A questo proposito,
ZENIT ha interpellato il dottor Renzo Puccetti, che in merito alla pillola del
giorno dopo ha spiegato che “la sostanza in questione, il levonorgestrel, è
contenuto in numerose pillole contraccettive attualmente in commercio, ma il
dosaggio da assumere come contraccettivo d’emergenza è decisamente più alto
(fino a 15 volte maggiore)”. “In alcuni Paesi – ha continuato –, fra cui la
Francia e l’Inghilterra, è venduto come prodotto da banco, senza necessità di
ricetta medica e, del tutto recentemente, anche gli Stati Uniti, dopo numerose
polemiche ed un lungo iter procedurale, hanno adottato la stessa misura, ma
solamente per le donne maggiorenni”. “Il farmaco – ha continuato Puccetti –
viene propagandato come contraccettivo solo perché alcune associazioni, fra cui
quella dei ginecologi americani (ACOG), hanno stabilito d’identificare l’inizio
della gravidanza con l’impianto dell’embrione nell’utero materno”. “Dal punto di
vista della fisiologia femminile si tratta di una posizione difficilmente
giustificabile –ha spiegato –. Peraltro la maggioranza dei ginecologi americani
intervistati continua a ritenere che la gravidanza cominci con la fecondazione
dell’ovulo da parte dello spermatozoo e non con l’impianto”. Secondo il
Segretario dell’Associazione “Scienza & Vita” di Pisa-Livorno, “tutti i
ricercatori sono concordi nell’affermare che il meccanismo d’azione della
pillola del giorno dopo non è completamente chiarito e comunque tutti ammettono
la possibilità di effetti post-fertilizzativi”. “L’ultimo lavoro in ordine
cronologico (Trussell J., Jordan B., Mechanism of action of emergency
contraceptive pills. Contraception. 2006 Aug;74(2):87-9) afferma: ‘Non possiamo
concludere che le pillole per la contraccezione d’emergenza non impediscano mai
la gravidanza dopo la fecondazione’”, ha affermato il dottor Puccetti.
Perché lei sostiene che è necessario informare le donne di tutti i rischi
che corrono con la pillola del giorno dopo?
Puccetti: È molto importante fornire questo genere d’informazioni, insieme ad
altre, quali i possibili effetti collaterali, l’efficacia del farmaco, ma ciò è
fattibile solamente se la prescrizione viene fatta da un medico. Solamente un
medico, infatti, può fornire questo genere d’informazioni alla paziente. In un
editoriale dell’Associazione dei medici di famiglia americani dedicato al
consenso informato nella contraccezione d’emergenza, (Alan McGaughran, Informed
consent and emergency contraception. American family Physician website, http://www.aafp.org/afp/20001115/editorials.html) si concorda
che informare le donne risulta essenziale “per una pratica medica di qualità”,
dato che “le pazienti possono accusare uno stress emotivo […] dalla successiva
scoperta di un meccanismo d’azione in conflitto coi propri valori.”. Bisogna
inoltre dire che il farmaco causa nausea nel 23,1% dei casi, vomito nel 5,6%,
cefalea nel 16,8%, vertigini nell’11,2%, dolore addominale nel 17,6% ed altri
effetti collaterali nel 13,5% .
Quali sono i dubbi sull’efficacia della contraccezione di emergenza?
Puccetti: La probabilità che un singolo rapporto non protetto determini una
gravidanza è dell’8%. L’assunzione della pillola del giorno dopo riduce le
gravidanze clinicamente riconosciute di circa il 75% e l’efficacia è
proporzionale alla tempestività dell’assunzione. L’idea di mettere in vendita la
pillola in farmacia come prodotto da banco si basa sull’ipotesi che questo
comporti un’assunzione maggiore e più precoce, in ultima analisi più efficace. I
risultati sono però come minimo discordanti. Se infatti in Canada l’acquisto è
aumentato dopo la liberalizzazione della vendita, in Inghilterra questo non è
avvenuto e altri studi hanno dimostrato che la libera vendita della pillola non
ne aumenta l’impiego. È da notare che accanto a studi con breve follow-up che
rassicurerebbero su un eventuale aumento dei comportamenti sessuali a rischio
associato alla libera vendita in farmacia del levonorgestrel, vi sono altri dati
più preoccupanti, quale il netto aumento della promiscuità e delle malattie
sessualmente trasmesse fra le studentesse universitarie svedesi, che è
contemporaneo all’incremento della contraccezione d’emergenza registrato in
cinque anni.
La pillola del giorno dopo aiuta a ridurre le gravidanze indesiderate e
gli aborti?
Puccetti: Contrariamente a quanto ipotizzato, l’uso maggiore e più precoce
della pillola del giorno dopo da parte delle donne non determina una riduzione
né delle gravidanze indesiderate, né del ricorso all’aborto. L’esempio più
fulgido è lo studio condotto nella contea scozzese di Lothian (Glasier A.,
Fairhurst K., Wyke S., Ziebland S., Seaman P., Walker J., Lakha F., Advanced
provision of emergency contraception does not reduce abortion rates.
Contraception 69 (2004) 361-66), dove, con uno sforzo straordinario di
mobilitazione delle energie sanitarie locali, è stata effettuata una massiccia
campagna di oltre due anni per consegnare ad ogni donna in età fertile 5
confezioni di pillola del giorno dopo da tenere in casa e poter usare il più
presto possibile in caso di bisogno. Un quarto delle 85.000 donne hanno ritirato
il kit e il numero di quante hanno assunto la contraccezione d’emergenza è
quintuplicato. Eppure il tasso di aborti non è affatto diminuito, smentendo
clamorosamente le attese. Il risultato è stato confermato da studi americani,
inglesi e cinesi. Non conosco alcuno studio metodologicamente corretto che abbia
dimostrato la riduzione del numero di aborti grazie alla diffusione della
pillola del giorno dopo. La libera vendita in farmacia di questo farmaco non
risulta aver prodotto alcun beneficio medico e spingere in questo senso mi
sembra più una scelta ideologica che un’esigenza sanitaria.
[Per verificare la bibliografia scientifica a cui fa riferimento il dott.
Puccetti ci si può collegare al link http://www.scienzaevita.info/public/site/articles.asp?id=25]
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