MILANO, lunedì, 25 settembre 2006 (ZENIT.org).
Leggere la Bibbia in famiglia fa
bene. Lo spiega Fabio Ballabio, scrittore ed esperto in ecumenismo che
insieme a Geremia Lev ha pubblicato recentemente un volume dal titolo “Vivere
in famiglia oggi.
Bibbia & (tele)giornale” (Edizioni Dehoniane , Bologna 2006, pp. 120,
Euro 10,00).
Fabio Ballabio è nato nel 1966 a Cantù (Como) e vive in Brianza a Copreno
(Milano). E’ sposato e padre di due figlie. E’ Segretario
della Commissione per l'Ecumenismo e il Dialogo dell'Arcidiocesi di Milano,
coordinatore della Sezione Ebraismo del Centro Ambrosiano di Documentazione
per le religioni (CADR) e membro del Gruppo interconfessionale “Teshuvà” per
la promozione dei rapporti cristiano-ebraici. Tra gli altri
libri ha pubblicato “Il cielo è qui” (Bologna 1999 e 2002), “Religioni in
Italia” (Bologna 2001) e “Woody l'eletto” (Torino 2003).
Per
conoscere più approfonditamente i temi affrontati nel suo ultimo libro, ZENIT lo
ha voluto intervistare.
È un compito che rende ottimisti ripensare la vita di coppia nel contesto
attuale?
Ballabio: Sì e no. Anzi no e sì. Fa impressione
vedere tante coppie in crisi. Solo tra amici e conoscenti si scoprono molte
famiglie in difficoltà.
Una fatica che c’è ancor prima che
nasca la coppia. Oggi donne e uomini non riescono anzitutto ad incontrarsi.
Frequentano luoghi e hanno abitudini di vita piuttosto superficiali. Devono
sforzarsi per condividere parole e progetti vitali.
Poi uomini
e donne devono impegnarsi ogni giorno. E’ difficile tenere in vita una
relazione di coppia. Ci sono problemi economici, comincia a mancare lo stato
sociale e i bisogni dei figli sono sempre più raffinati. Tutto ciò mette a
dura prova la loro unione. Ci sono donne e uomini che si promettono di
restare insieme per sempre. Alcuni condividono persino i loro beni. Eppure
anche tra questi capita spesso di trovare difficoltà o
rotture.
Sembrerebbe un quadro fosco. Ci sono anche luci e non
solo ombre. E’ sorprendente vedere quale vitalità sanno mantenere molte
coppie seppur in mezzo a grandi difficoltà. Sono uomini e donne che non
si sottraggono a una mole enorme di richieste. Sono impegnati in
un lavoro, nella scuola e nei servizi socio-assistenziali.
Si
danno da fare persino nei partiti politici, nella chiesa e nelle comunità
parrocchiali. Sono stoici ed eroici. A volte però crollano, perché la mole di
richieste che giunge loro è veramente, impressionante. Non andrebbero
piuttosto aiutati un po’?
Il libro vuol essere, a suo modo, un
aiuto, seppur limitato. Si apre con una panoramica sull’individuo e la
coppia. Li accompagna nella cura dei figli e dei genitori. Li aiuta a
ripensare le relazioni con le comunità di appartenenza. Quindi cerca nella
Bibbia una luce per illuminare il loro cammino.
La condizione
familiare è una scelta che richiede maturità e consapevolezza. Nella
percezione postmoderna il legame matrimoniale è anzitutto causa di molti
vincoli allo sviluppo individuale.
Gli autori del volume credono
viceversa sia possibile coniugare le personalità che compongono la famiglia
anche grazie all’aiuto della parola di Dio. Perciò destinatari di queste
riflessioni sono anzitutto le coppie e le famiglie ma, più in generale, gli
operatori pastorali e i cristiani in genere.
Il titolo del
libro sembra suggerire che la famiglia oggi si
muove tra la Bibbia e il
telegiornale. Mi viene spontaneo di dire
"magari"! Non pensa che uno dei
problemi oggi sia la mancanza di spazi
comuni nelle famiglie e la mancata
dimestichezza anche con il testo
sacro?
Ballabio :La
Bibbia non dispensa facili consolazioni. La parola di Dio non ribadisce ciò
che già pensiamo. Questo lo fa il giornale. La parola di Dio suscita
inquietudine. Dio mette in questione tutto. La Bibbia è una stella cadente.
Da dove viene? Dove va? Come prenderla?
Non si sa. Per questo abbiamo poca
dimestichezza col testo sacro.
Spesso poi chiediamo alla Bibbia:
come posso raggiungere Dio? Come devo vivere nel mondo? Cosa posso pensare su
una determinata questione? La mia religiosità deve essere pensiero, volontà o
sentimento? La Bibbia ci risponde: affari tuoi! La Scrittura non è una
collezione di pensieri umani su Dio. La parola di Dio è un insieme di
pensieri sugli
uomini.
"Tengo nella mano destra la Bibbia e
nella mano sinistra ilgiornale". E’ un'immagine suggestiva del teologo
protestante Karl Barth. Ovviamente Barth non intendeva porre la parola di Dio
sullo stesso piano dei giornali. Voleva piuttosto dire che la parola di
Gesù
può illuminare gli eventi quotidiani.
I fatti che accadono
oggi trovano analogia in quelli narrati neiracconti biblici. L'incontro
quotidiano con la Scrittura aiuta a leggere il presente. Per questo è
importante trovare momenti comuni in cui mettersi in ascolto della parola di
Dio.
Alcune coppie hanno letto insieme alcuni passi della
Bibbia solamente nella preparazione del loro matrimonio e poi più niente.
Cosa suggerisce perché le famiglie possano gustare la Sacra Scrittura
nella quotidianità?
Ballabio: E’ noto che per parlare di
Dio la Bibbia usa spesso il linguaggio politico. Dio è re o signore. Si
riflette meno sul fatto che la Bibbia parla di Dio con il linguaggio della
famiglia. Dio è padre e madre. Persino il redentore è in realtà il parente
stretto che doveva
ristabilire la giustizia in seguito a un torto subito da
un membro della famiglia. La Scrittura usa spesso per Dio persino i termini
della relazione di coppia. Dio è fidanzato, sposo, marito,
amante.
Raramente la qualifica di padre o sposo viene
applicata direttamente a Dio. Più spesso si attribuiscono a Dio azioni
o sentimenti tipici del re, della madre e dell’amante. Sono tutti
aspetti del volto di Dio. La Bibbia dà valore a queste figure. Nello
stesso tempo getta su di esse una nuova luce. E’ importante cogliere
questa luce.
Nella nostra cultura la Bibbia è un libro assente
fin dalla più tenera età. Manca nelle scuole, persino nell’ora di religione,
quando si preferisce insegnare la dottrina della Chiesa. In famiglia
si potrebbe cominciare leggendo le sezioni narrative dei libri
storici
dell'Antico Testamento. Le storie dei patriarchi, l'esodo, il ciclo
del re Davide si prestano bene a una prima lettura. Più avanti si
possono leggere integralmente testi come l'Esodo, i profeti, i vangeli e
le lettere dell’apostolo Paolo.
Certo la Bibbia va letta nel
suo contesto. L'Antico Testamento è lastoria del popolo di Israele. Il Nuovo
Testamento è la storia delle prime comunità cristiane. Per poter cogliere la
parola di Dio è necessario sapere da chi è stata scritta e a chi era rivolta.
In questo
siamo poco aiutati da un’educazione cattolica che per secoli
ha trascurato la Bibbia e ne ha vietato la lettura ai
laici.
Fra i passi biblici che illuminano la vita di coppia di
oggi, quali sono i suoi preferiti?
Ballabio: Direi quelli che
vengono esaminati con più cura nel libro. Alcuni brani di profeti come Isaia,
Geremia, Ezechiele, Osea eMalachia. Testi che forniscono spessore ad alcuni
passi della Genesi che abbiamo letto molte volte senza coglierli
appieno.
Alcuni brani delle lettere di Paolo ai Corinzi e agli
Efesini che affrontano la questione della coppia e della famiglia
all’irrompere della salvezza nei tempi ultimi. Questa dimensione escatologica
getta nuova luce sugli stessi passi fondanti della Genesi.
Il
Cantico dei Cantici di cui la tradizione ebraica dice che l’intero mondo non
è degno del giorno in cui Dio lo diede all’uomo. Del Cantico per eccellenza
si consiglia, viste le sue ridotte dimensioni, una lettura triplice come
canto dell’amore, della sensualità e della
promessa.
Infine il
piccolo e delizioso libro di Tobia strettamente legato al tema
dell’esilio.
[Per leggere un’intervista realizzata sempre con
Fabio Ballabio sul libro “Woody l'eletto”: http://www.zenit.org/italian/visualizza.php?sid=3503
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