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Un film di Leone XIII del 1896 che passeggia per i Giardini Vaticani è una delle
“perle” della Filmoteca Vaticana, la cui responsabile è da maggio Claudia Di
Giovanni.
“Delegata della Filmoteca Vaticana”, la Di Giovanni è, in
altre parole, la Direttrice di questo archivio unico al mondo dove sono
custoditi autentici capolavori e non solo: la Filmoteca è un infatti un luogo di
dialogo con il cinema attuale e non solo un archivio storico.
Claudia Di
Giovanni è nata a Roma il 9 maggio 1963. Pur essendosi laureata in lettere
classiche con specializzazione in archeologia, è un’appassionata ed esperta di
cinema. E’ sposata ed ha una bambina di quasi tre anni.
Dal 1989 fino
all’aprile di quest’anno ha lavorato nella Filmoteca Vaticana come assistente di
Monsignor Enrique Planas.
ZENIT l’ha intervistata questa domenica in cui
Benedetto XVI ha visitato il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali
ed ha assistito, nella Sala della Filmoteca Vaticana, alla proiezione del film
“Giovanni Paolo I”, prodotto dalla RAI.
Lei è la prima donna a ricoprire questo incarico. Pensa che il Vaticano si
stia aprendo alla presenza delle donne nelle cariche direttive?
Di
Giovanni: Questo processo di presenza delle donne in alcune cariche della Chiesa
era iniziato già durante il pontificato di Papa Giovanni Paolo II, forse in
maniera meno evidente o probabilmente meno amplificata dai media.
Le
donne, inoltre, all’interno di molte diocesi, parrocchie, congregazioni
religiose, movimenti, hanno ricoperto e ricoprono incarichi di responsabilità.
Naturalmente il fenomeno è adesso più visibile, non solo nella Chiesa,
ma un po’ in tutto il mondo, in ambiti diversi.
Papa Benedetto XVI ha
poi più volte espresso e dimostrato la sua apertura in questo senso; il resto
spetta dunque alle donne, alle loro capacità individuali.
La
Filmoteca Vaticana è solamente un grande archivio storico oppure è molto di
più?
Di Giovanni: La Filmoteca Vaticana è indubbiamente un grande
archivio storico, ma la sua attività non si limita solo alla conservazione di
materiale, a volte unico.
Essa infatti cerca di essere un ponte di
dialogo con il mondo del cinema, nella sua dimensione di veicolo di valori e di
cultura.
Lo schermo è infatti una grande finestra aperta sul mondo,
capace di avvicinare, attraverso il linguaggio universale delle immagini, gli
uomini di ogni latitudine e pensiero, facendo riflettere lo spettatore,
attraverso l’intrattenimento, sui temi fondamentali della nostra
contemporaneità.
Le pellicole riflettono anche le diverse espressioni
della spiritualità e la Filmoteca lavora da anni ad una ricerca sul cinema
attinente la religione, analizzando film prodotti in tutto il mondo dal 1896 ad
oggi che abbiano affrontato i rapporti dell’uomo con il trascendente.
Qui vengono i Direttori di cinema di tutto il mondo. Perché crede sia
interessante per voi questo confronto con il mondo cinematografico attuale?
Di Giovanni: Questo confronto è indispensabile proprio per continuare a
mantenere aperto il dialogo con quanti operano nel cinema, per approfittare
delle grandi potenzialità che questo strumento delle comunicazioni sociali può
offrire allo sviluppo della persona e alla diffusione di valori validi
universalmente.
La Filmoteca Vaticana, in collaborazione con l’Ente
dello Spettacolo e il Pontificio Consiglio della Cultura, ormai da nove anni
organizza un Convegno di Studi su cinema e spiritualità, a cui partecipano
importati esponenti degli ambienti cinematografici e culturali.
Nel
mondo attuale è infatti impossibile trascurare l’impatto che il cinema ha sul
pubblico, in particolare sui giovani, determinando mode e atteggiamenti.
Pertanto è indispensabile analizzare i contenuti proposti, aiutando gli
spettatori, anche i più piccoli, ad una lettura critica dei film, matura e
consapevole.
Quale è il miglior film che lei “custodisce” qui
dentro?
Di Giovanni: Il nostro archivio custodisce delle perle
storiche sui Pontefici: il filmato di Leone XIII nei Giardini Vaticani,
realizzato nel 1896 su pellicola Lumière, l’inaugurazione della “Radio Vaticana”
nel 1931, con Pio XI e Marconi, il Conclave e l’elezione di Pio XII, il Concilio
Vaticano II.
L’elenco di pellicole storiche sull’attività della Chiesa e
dei Pontefici potrebbe essere lungo, ma la Filmoteca conserva in archivio anche
film commerciali o produzioni dei primordi del cinema, come “L’Inferno”,
pellicola del 1911 realizzata dalla Helios Film di Velletri, ispirandosi
all’opera dantesca, nella quale per la prima volta vengono utilizzati gli
effetti speciali in chiave moderna.
Si pensava che questo film fosse
andato perduto ed invece è stato ritrovato nel nostro archivio e, con l’aiuto
della Ditta Farmaceutica Bayer, è stato restaurato e divulgato in DVD nei
circuiti scolastici.
In archivio ci sono poi alcuni filmati di grande
interesse antropologico, realizzati dai missionari, intorno agli anni ’50, che
effettuavano riprese della vita quotidiana e religiosa di popolazioni che
altrimenti sarebbero state ignorate.
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