|
La salvezza di Superman e quella di Cristo sono due cose molto
diverse, anche se le due figure presentano alcune analogie.
Lo ha
spiegato a ZENIT Giuseppe Zito, S.I., nato a Roma nel 1976, che collabora con la
rivista "La Civilità Cattolica".
Zito, che ha ottenuto un Master in
Regia cinematografica presso la “Loyola Marymount University” di Los
Angeles e sta ora completando i suoi studi teologici a Napoli presso la
Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale, sezione S. Luigi, ha
scritto un articolo intitolato “Il ritorno di Superman. Di quale salvatore ha
bisogno il mondo?”, apparso nell’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”
(quaderno 3750, 16 settembre 2006).
Il sacerdote è convinto che “uno
spettatore con un buon senso religioso e che riflette su ciò che vede al cinema
certamente noterà molti punti in comune tra Cristo e Superman”.
“Il
problema – fa notare il gesuita – è che per accogliere veramente la salvezza
offerta da Cristo bisogna rinunciare a una salvezza tipo quella di Superman”.
C'è un boom di eroi nel cinema statunitense che ricalcano
l'archetipo del messia giudaico-cristiano. A cosa è dovuto?
Padre
Zito: Evidentemente l'eroe-messia risponde a un bisogno molto profondo del
grande pubblico: sentiamo la necessità di essere salvati, ci piace pensare che
possa esistere qualcuno in grado di salvare il nostro mondo dal male, dalla
violenza, dall'ingiustizia. Non a caso tutti i grandi film epici che mostrano
l'archetipica battaglia tra bene e male hanno un grande successo, basti pensare
a "Il Signore degli Anelli", "Harry Potter", "Guerre Stellari", "The Matrix". In
tutti questi il protagonista è un eroe-messia che ricalca più o meno da vicino
il modello cristiano. Nonostante le grandi conquiste della modernità, della
scienza e della tecnologia, sentiamo ancora il bisogno radicale di essere
salvati.
Superman è esplicitamente messianico. Quali sono i tratti di
lui che ci ricordano Gesù?
Padre Zito: Come Cristo, Superman
discende dal cielo, muore, risorge e ascende al cielo (immagine finale del
film). È dotato di poteri straordinari, compie prodigi per il bene dell'umanità.
È stato mandato dal padre (Jor-El) per salvare gli uomini. Viene trafitto al
costato. Si sacrifica per la salvezza del mondo.
Lei pensa che gli
spettatori riescano a cogliere queste analogie tra Superman e Gesù Cristo,
guardando il film?
Padre Zito: Uno spettatore con un buon senso
religioso e che riflette su ciò che vede al cinema certamente noterà molti punti
in comune tra Cristo e Superman. È anche vero che questo tipo di spettatore
rappresenta solo una piccola parte del grande pubblico. Spero che l'articolo su
“La Civiltà Cattolica” vada proprio nella direzione di aiutare il pubblico a
riflettere sui prodotti che ci offre l'industria dello spettacolo, se non altro
per apprezzarli di più.
Il modo di vincere il male di Cristo è tutta
un'altra cosa. In questo caso Superman e Cristo sono antagonisti?
Padre Zito: Come in ogni forma di dialogo si può enfatizzare la
diversità tra un modello di salvezza e l'altro, oppure si possono mettere in
rilievo i punti comuni e credo che sia sempre bene fare entrambe le cose.
Il problema è che per accogliere veramente la salvezza offerta da Cristo
bisogna rinunciare a una salvezza tipo quella di Superman. Già nei Vangeli, come
in ogni esperienza di fede in Cristo, i discepoli di Gesù sperano che egli sia
una sorta di supereroe, venuto a salvare il mondo a forza di miracoli; per
questo la croce rappresenta uno scandalo radicale, la negazione totale del
Salvatore-Superman.
Con questo, però, non voglio dire che film come
“Superman” siano cattivi dal punto di vista cristiano. Mettiamola così: se ti
piace Superman vuol dire che anche tu senti un bisogno radicale di salvezza, e
questo è il primo e fondamentale passo verso l'incontro con il vero Salvatore:
il Dio crocifisso.
|