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  • eugiugrafe : Guardando la Tua Croce Signore, menisco il mio dolore con la preghiera che elevo a Te.
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Seconda venuta di Cristo Stampa E-mail
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Testo della domanda di Enzo66:

Carissimo padre Settimo, mi permetta alcune considerazioni su quanto detto nella chat di ieri sera, affinché mi chiarisca le idee e creda quanto è giusto e veritiero.

[Settimo]: Il suo compito è quello di trascinare il tempo e la storia verso il futuro della Gloria di Cristo Gesù, che non è fine del mondo, ma un nuovo inizio del mondo. Un nuovo modo di essere del mondo, trasfigurato finalmente dalla Luce del mistero Trinitario Domanda di Enzo: il mondo, cioè il mondo, la terra dove viviamo sarà anche il “ luogo” del nuovo mondo? E il paradiso dove gli angeli e i santi godono di Dio che fine farà? Cosa ho creduto fin adesso? Alla prima domanda rispondo che non sono io ad affermare che non ci sarà fine del mondo, ma il Concilio Vaticano II nella Costituzione Conciliare Lumen Gentium sulla Chiesa al capitolo 8. Non ho trovato nella Lumen gentium questa affermazione: al capitolo 7,48 si parla di “rinnovazione del mondo (come) irrevocabilmente acquisita e in certo modo reale è anticipata in questo mondo; difatti la Chiesa già sulla terra è adornata di vera santità anche se imperfetta…” Che senso hanno allora queste citazioni: Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24,35) a proposito della venuta del Figlio dell’uomo “Noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne!” 2 Cor 4,18) “ E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi, e il mare non c’era più…..” Ap 21,1 e ss)

[Settimo]: La seconda domanda: "Quando Gesù parlava...." Possiamo affermare quindi che il Vangelo che leggiamo è una Parola di Gesù attualizzata nelle situazioni in cui si trovavano le singole comunità. La parola di Gesù non è immobile e la sua interpretazione nello Spirito trova sempre spazi di attualizzazioni. Se così non fosse oggi il Vangelo non ci direbbe nulla Saper leggere i segni dei tempi = trovare spazi di attualizzazione? Se è così parliamo di metodo ma ciò che è verità deve rimanere, la sostanza deve essere quella anche se le parole usate dagli evangelisti non coincidono. Spesso Gesù invece di spiegare (dialettica) usava esempi, parabole tenendo conto del suo uditorio. Non è così ? Terza domanda: sì. è vero, la primissima Comunità cristiana credeva nell'imminenza della seconda venuta del Signore. Lo stesso Paolo, nella prima lettera ai Tessalonicesi, fa capire di questa imminenza. Una venuta attesa nell'ambito di quella generazione cristiana. La prima! (generazione?)

[Settimo]: Ma poi prima Pietro nella seconda lettera, e poi Giacomo e lo stesso evangelista Luca fanno cadere del tutto questa ipotesi. Luca infatti nel libro degli Atti degli Apostoli, al Capitoli 1, dopo aver narrato l'ascensione di Gesù al cielo, subito assegna alla Chiesa uno spazio di tempo incluso fra due momenti: l'Ascensione e la seconda venuta del Signore. Di questo mai avuto dubbi; la mia domanda si rivolgeva a quello che credevano le prime comunità cristiane: fine del mondo e inizio del Regno dei cieli fuori da questo mondo (Paradiso).

Ti allego un intervento di Graciela: “volevo aggiungere qualcosa perche ho letto su questo argomento e mi sono appassionata , forse può aiutare un pochino a Enzo. Se trattata della venuta intermedia di Gesù dove si parla fondamenta su la parola di Dio e i carismatici dove ha iniziato già questa  tribolazione e arriveremo a vedere a Gesù nella Gloria uguale a come si e andato prima nella ascensione per questo venga a noi il tuo Regno , qui su la terra sarà un millennio felice dove regnerà solo Gesù, a me questa lettura mi ha fatto commuovere perchè vivo il presente dove so che ci sarà a la fine una vera giustizia. Spirito Santo aiutaci ogni giorno a vivere con gioia il nostro quotidiano. Non dicono la stessa cosa i testimoni di Jehova? ( confermato da Graciela con “sì!!!!!!!!!!!!”).

Penso che anche altri hanno capito come me ed è per questa mia percezione che ho voluto fare quelle mie domande, per me e per loro. Attendo sue delucidazioni in merito. Un affettuoso saluto e una preghiera. Enzo


Risposta di Padre Augusto:

Mio caro fratello Enzo, pace a te. Grazie per questa ulteriore richiesta di chiarimento che mi chiedi. Ed hai fatto bene, anche perché in chat bisogna improvvisare sul momento le risposte e non sempre si riesce ad essere chiari ed esaustivi. Per la fretta si possono sbagliare le citazioni, come quella della Lumen Gentium che non si trova al capitolo 8, ma giustamente, come tu mi hai fatto notare, al capitolo 7. Detto questo, cercherò di rispondere alle tue domande, sperando di essere chiaro e comprensibile. Grazie per questa opportunità che mi offri. Cominciamo con la prima domanda. Io affermo che non ci sarà, quella che comunemente viene chiamata "fine del mondo". La Lumen Gentium parla di una rinnovazione del mondo, e questo coincide  con la mia affermazione.

Allora qui nasce il tuo primo dubbio: La terra dove viviamo sarà anche il “ luogo” del nuovo mondo? E il paradiso dove gli angeli e i santi godono di Dio che fine farà? Cosa ho creduto fin adesso?" Ti rispondo dicendoti che il Paradiso dove gli angeli e i santi vivono eternamente uniti a Dio, non è un luogo! Ma un nuovo modo di essere e di esistere.Esistere in Dio. Per loro(parlo dei santi),la salvezza non è ancora compiuta definitivamente: infatti tutto si compirà con la Resurrezione dei morti(rileggi tutto il capitolo 15 della prima ai Corinti).

Siamo troppo abituati a guardare i misteri di Dio con la nostra mentalità terrena. Ma le cose di Dio devono essere guardate con le visione dell'eternità, tempo senza tempo, perché tutto è per "sempre". Dunque non un luogo nuovo, ma un nuovo modo di essere del mondo dell'uomo, modo di essere che ci accomunerà alla sorte dei santi e degli angeli in cielo. "Cieli e terra nuova" di cui parla il profeta Isaia e ripreso nel Nuovo Testamento da Pietro ed anche dal libro dell'Apocalisse, non indicano una novità "fisica" ma uno stato di assoluta novità che è quella Dio. "E così Dio sarà tutto in tutti" come ci ricorda Paolo in 1 Corinti  15,28. "Il cielo e la terra passeranno, ma le mie Parole non passeranno" (Matteo 24, 35). Tu ti chiedi che senso hanno queste parole. Giusto, ma dal contesto risulta che queste parole Gesù le dica in riferimento alla fine tragica di Gerusalemme. “Noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne" (2Corinti 4,18) E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c'era più..." (Apocalisse 21, 1 e seg.) Queste due citazioni hanno un senso diverso. La prima, quella di Paolo, è suscettibile di una lettura "mistica": questo infatti è il contesto specifico. Il senso è che noi dobbiamo ora camminare sulla TERRA facendoci attirare non dalle cose della terra (=le cose visibili), ma sul mistero di Dio (=le cose invisibili).

E' il cammino spirituale del cristiano.

Quindi la citazione non ha di per sé alcun legame con il tema escatologico. La seconda citazione va letta proprio alla luce della "novità" del mistero di Dio rispetto alla creazione: Cielo nuovo, terra nuova, non più le  cose di prima che non ci saranno più: vale a dire ci sarà un nuovo modo di esistere: su questo punto dovresti leggerti due importanti passi delle lettere paoline: Romani 8,18-25 e 2 Corinti 5,17.

Seconda domanda: tu dici che se è così, parliamo di metodo. Certo, ma si tratta di un metodo che non distrugge la Verità, perché ogni attualizzazione è accompagnata dallo Spirito santo, che è il Divino ermeneuta.

Gesù nel Vangelo di Giovanni, lo dice chiaramente:"Vi ho detto queste cose, mentre ancora sono presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito che il Padre manderà nel mio Nome, lui vi insegnerà ogni cosa, e VI RICORDERÀ OGNI COSA CHE IO VI HO DETTO" (Giovanni 14, 25-26).

Il verbo "ricordare" qui ha il carattere non di richiamare alla memoria, ma quello di fare comprendere e capire quello che Lui, Gesù voleva e di fatti ha detto: ieri, oggi e per sempre. La Verità è sempre una sola: ma la sua recezione ha sempre bisogno dello Spirito Santo che la rende comprensibile in tutti i vari momenti della storia. Per questo l'autore della lettera agli Ebrei potrà dire: "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre! (Ebrei 13,8).

Terza domanda: Cosa credevano le prime Comunità cristiane. Sì, come ho scritto in chat, credevano imminente il ritorno Glorioso del Signore. Ma sarà lo stesso Paolo a prendere coscienza che l'attesa si sarebbe prolungata nel tempo. Nella lettera ai Filippesi già parla di un suo desiderio di morire ed essere subito con Cristo (Filippesi 1,21 e seg.).

Di una cosa si può essere assolutamente certi che cioè le prime comunità cristiane facevano coincidere la Pienezza del Regno non tanto con la FINE DEL MONDO, quanto piuttosto con la Gloria che tutti i salvati avrebbero avuto  in Cristo. Regno di Dio e Nuova Creazione coincidono perfettamente.

Perché alla fin fine "i cieli nuovi e la terra nuova" non saranno altro che una Creazione rinnovata. Non quindi fuori da questo mondo, MA CON QUESTO MONDO RINNOVATO O RICREATO! E così tutti saremo nel Signore: TUTTI, quelli già morti e quelli che ancora siamo in vita. Tutti con tutta la Creazione. Tutti assieme ai santi e gli Angeli del Cielo: uniti per sempre al Cuore del Padre con il Figlio e lo Spirito del Signore.

L'intervento di Graciela, certamente in sé è molto bello! E sono contento che ti abbia commosso, a parte la menzione della setta dei Testimoni di Geova (!!!!). Tuttavia della così detta venuta intermedia del Signore parlano sparuti gruppi di persone, di quelle che in un modo o in altro ricevono pretese rivelazioni dal Cielo, i quali si appoggiano ad alcuni passi dell'Apocalisse con una interpretazione assai dubbia. D'altra parte né la Rivelazione, né il Magistero della Chiesa hanno parlato mai della venuta intermedia di Cristo. Né esiste un testo chiaro nel Nuovo testamento a riguardo.

D'altra parte, mio caro fratello Enzo, alla fin fine che cosa ci importa sapere dei misteri che Dio ha posto nella sua segretezza assoluta? Quello che invece importa è che tutti ci sappiamo impegnare a vivere quest'oggi, quest'ora della Storia, con impegno, con Amore e con una fede che sappia smuovere le montagne.

Aspettiamo sì, il Signore! Gridiamo pure, con tutto il cuore, l'invocazione della Chiesa primitiva: Maranathà!Nella consapevolezza, però, che come diceva Paolo, il tempo si è fatto breve (1 Corinti 7,29), e, qualunque sia il tempo e l'ora della venuta del Signore, dobbiamo saper vivere bene la brevità del tempo: ogni giorno che passa infatti ci avvicina a "quel giorno": sia esso il giorno della nostra morte, sia esso il giorno Glorioso e splendido del trionfo di Cristo. Sperando di essere stato più chiaro, e senza alcuna pretesa da parte mia di indurti a prendere le mie parole come oro colato, ti saluto fraternamente nel Signore, con affetto, Padre Augusto.

 

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