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Testo della domanda di Barbara:
Buongiorno Padre, mi chiamo Barbara e sono una catechista. Le volevo chiedere un parere su una cosa che mi è capitata. Avevo preparato i bambini di 3°elementare alla prima confessione,avvenuta a maggio,prima di lasciarli per le vacanze estive ho ricordato loro di confessarsi ancora durante l'estate. Alcuni di loro hanno colto il mio invito ma si sono trovati davanti un sacerdote che si è rifiutato di confessarli. Quando ho chiesto spiegazioni al parroco del perchè di questo rifiuto mi sono sentita dire che a questa età i bambini non fanno peccati che necessitano una confessione tramite il sacramento e che lui non perde tempo a confessare bambini che vanno a dirgli che hanno disubbidito la mamma. Ma se è così perchè viene dato il sacramento? Nella risposta che ho ricevuto ho avvertito tanta superficialità verso il sacramento. Mi farebbe piacere sapere anche la sua opinione, non solo sul comportamento del parroco ma anche sul fatto che i bambini non fanno peccati e se è giusto assecondare il parroco in questo atteggiamento. La ringrazio.
Risposta di Padre Augusto:
Mia cara sorella Barbara, intanto il Signore ti benedica per il buon seme che hai seminato nel cuore dei tuoi bambini. Li hai preparati alla prima confessione. Certo, pastoralmente parlando, questo gesto sacramentale serve ad abituarli, via via, sempre di più al sacramento della riconciliazione, anche prima del sacramento dell'Eucaristia.
Infatti, questi due sacramenti, in sé sono distinti, anche se il primo si rende necessario qualora qualcuno si trovasse in una situazione di peccato grave che gli impedisse l'accostarsi al Banchetto eucaristico.
Quindi non comprendo fino in fondo la "leggerezza" di tanti sacerdoti, che rifiutano di confessare un bambino.
So già che dirà: "ho disubbidito alla mamma, ho detto bugie..."
pazienza: ma almeno non perdo l'occasione di poter dire una buona e santa parola che li aiuti a conservarsi dentro una vita gradita al Signore. Non bisogna dimenticare che le prime "devianze" nella vita avvengono proprio in questa età. Un'età delicata che deve essere seguita non solo dai genitori, ma anche da chi ha cura delle anime. Questi bambini si porteranno appresso, via via nel loro processo di maturazione, le conseguenze negative di queste prime devianze che, se non vengono eliminate sul nascere, renderanno oltremodo problematica la loro vita da giovani e da adulti, compromettendone seriamente la riuscita nello scorrere del tempo. Poco importa se un ragazzino vi venga a dire in confessione le solite cose. Importa invece, e moltissimo, non perdere l'occasione, mediante la stessa confessione, di aiutare e vegliare sul loro cammino di crescita.
Bene quindi hai fatto a consigliare loro di continuare, anche durante le ferie, l'esperienza della prima confessione! Non giudico i sacerdoti, perché solo a Dio rimane il diritto di giudicare. Posso tuttavia aggiungere che, purtroppo, un certo lassismo sacramentale, comincia a strisciare tra tanti parroci e confessori! Preghiamo per loro e per la
Chiesa1
Mia cara Barbara, continua a fare il tuo lavoro, convinta che stai dipingendo l'immagine di Gesù nella vita di tanti ragazzini, i quali domani, grazie a te, potranno diventare uomini e donne secondo il Cuore di Dio, nella piena consapevolezza della loro dignità.
Fraternamente, p. Augusto
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