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Testo della domanda di Rita:
Salve, in Marco 15,38 dopo che il Signore Gesù spirò dice il velo del tempio si squarciò che significa esattamente? Grazie.
Risposta di Padre Augusto:
Mia cara Rita, pace a te. Grazie per la domanda che mi porgi: sei una che leggi il Vangelo e che lo vuole anche comprendere! Prima di darti la spiegazione, vorrei ricordarti che ci sono due modi di leggere la Parola del Signore. Il primo è leggere e fermarti al testo, in questo caso avrai la conoscenza della Parola, ma non la sua Sapienza. Il Secondo modo è quello di leggere la Parola con lo stesso Spirito con cui è stata anche scritta. In questo caso avrai una conoscenza spirituale della Parola che ti entra nel cuore e diventa vita nella tua vita! Detto questo ecco la spiegazione del testo di Marco. Il Velo del Tempio era una grande tenda che separava l'aula dove si compivano le offerte, dall'aula, più interna e più sacra (chiamata in ebraico dèbìr) dove si trovava l'arca dell'Alleanza su cui si posava il trono visibile dell'invisibile Signore. Qui nessuno poteva entrare se non il Sommo Sacerdote una volta all'anno, nel giorno della festa del Kippur o espiazione, quando il Sommo sacerdote offriva al Signore un sacrificio per l'espiazione dei peccati. Questa è la lettura del testo secondo il primo modo, di cui sopra: siamo avvertiti che, alla morte di Gesù avvenne questo fatto insolito. Ma secondo il secondo modo, il fatto ha un significato rilevante. Alla morte di Gesù non esiste più un tempio in cui solo una volta all'anno si può entrare per l'espiazione. Adesso Gesù, con il suo Unico e Solo Sacrificio, è il nuovo Tempio in cui non ci sono più separazioni e tutti vi possono accedere per essere salvati, purificati e perdonati dai propri peccati. Egli è la festa unica e definitiva del Grande Kippur! San Marco ha voluto dirci che Gesù è il nuovo e definitivo Tempio non manufatto, cioè fatto non da mani di uomo, voluto e creato da Dio Padre! Sulla Croce Gesù è allo stesso tempo la Vittima del Sacrificio e la grande espiazione per i nostri peccati, non solo dei nostri, come dice san Giovanni, ma anche di quelli di tutto il mondo (1Giovanni 2,2). Spero di essere stato chiaro. Il Signore ti benedica e ti dia la sua Sapienza, p. Augusto
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