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Pagina 1 di 2 Il problema che maggiormente affligge lesistenza delluomo è quello del dolore, che sembra inconciliabile con la Provvidenza di Dio; si risolve con sufficiente chiarezza soltanto con la fede in Dio Padre e nella certezza di unaltra vita dopo la morte corporale e con lo sguardo fisso alle atroci sofferenze di Cristo Dio e della sua Madre Addolorata.
1. IL DOLORE CÈ, È UNA TRISTE REALTA; ma guai a non comprenderne il significato. "La parola della croce infatti dice S. Paolo è stoltezza per quelli che vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio" (1)
Sul monte Calvario, accanto a Gesù, che muore per noi in un abisso di sofferenze, cè sua Madre addoloratissima che soffre con tanto amore a Gesù e per le anime; è la prima collaboratrice associata "con animo materno al Sacrificio di Lui" (2): Ella è simbolo dei futuri santi. Cè il buon ladrone che soffre con rassegnazione per riparare alle sue colpe: è simbolo delle anime che si salvano. Cè il cattivo ladrone che soffre imprecando e bestemmiando: è simbolo delle anime che vanno verso la dannazione per non aver compreso il valore della sofferenza.
Il mondo è un immenso calvario in cui tutti sono inchiodati alla croce: non cè uomo senza croce, non cè casa senza dolore.
2. MA... CÈ PURE LA DIVINA PROVVIDENZA. S. Tommaso dAquino dichiara che quella della Divina Provvidenza è, dopo il dogma della Trinità, la verità più importante del cristianesimo: se crolla questa, crollerà pure la fede nellesistenza di Dio (3).
Non ripetere mai: Dio mi ha abbandonato! Dio ti ama! Ti assicura la Bibbia che Lui veglia su di te come unaquila sui suoi nati e ti custodisce come pupilla del suo occhio (4).
Dio è Padre, ti ha creato per amore e continua a conservarti nellesistenza ossia ti dona istante dopo istante quella vita che un giorno ti diede. Questo incessante dono dellesistenza S. Tommaso lo chiama "creazione continuata": è come se in ogni attimo continuasse a crearti. Quindi la tua esistenza in ogni minuto è legata a Dio da fili invisibili di amore paterno e materno.
La Bibbia dolcemente ti sussurra: "Può forse una madre dimenticarsi di suo figlio? E anche se si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco ti ho designato sulle palme delle mie mani" (5). La sapienza e provvidenza di Dio "si estende da un confine allaltro con forza e governa con grande bontà ogni cosa" (6).
Gesù ha parole stupende sulla bontà e provvidenza del Padre: "Per la vostra vita non affannatevi di ciò che mangerete o berrete e neanche per il vostro corpo di quello che indosserete. Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così lerba del campo, che oggi è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi, dunque, dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste sa che ne avete bisogno. Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta" (7).
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