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CAPITOLO SECONDO
I SACRAMENTI DI GUARIGIONE
295. Perché Cristo ha istituito i Sacramenti della Penitenza e dell'Unzione degli infermi?
Cristo,
medico dell'anima e del corpo, li ha istituiti perché la vita nuova, da
lui donataci nei sacramenti dell'iniziazione cristiana, può essere
indebolita e persino perduta a causa del peccato. Perciò Cristo ha
voluto che la Chiesa continuasse la sua opera di guarigione e di salvezza mediante questi due sacramenti. (1420-1421, 1426)
Il Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione
296. Come viene chiamato questo Sacramento?
Esso
viene chiamato Sacramento della Penitenza, della Riconciliazione, del
Perdono, della Confessione, della Conversione. (1422-1424)
297. Perché esiste un Sacramento della Riconciliazione dopo il Battesimo?
Poiché
la vita nuova nella grazia, ricevuta nel Battesimo, non ha soppresso la
debolezza della natura umana, né l'inclinazione al peccato (cioè la concupiscenza),
Cristo ha istituito questo Sacramento per la conversione dei
battezzati, che si sono allontanati da lui con il peccato. (1425-1426,
1484)
298. Quando fu istituito questo Sacramento?
Il
Signore risorto ha istituito questo Sacramento quando la sera di Pasqua
si mostrò ai suoi Apostoli e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo; a
chi rimetterete i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete
resteranno non rimessi» (Gv 20,22-23). (1485)
299. I battezzati hanno bisogno di convertirsi?
L'appello
di Cristo alla conversione risuona continuamente nella vita dei
battezzati. La conversione è un impegno continuo per tutta la Chiesa, che è Santa ma comprende nel suo seno i peccatori. (1427-1429)
300. Che cos'è la penitenza interiore?
È
il dinamismo del «cuore contrito» (Sal 51,19), mosso dalla grazia
divina a rispondere all'amore misericordioso di Dio. Implica il dolore
e la repulsione per i peccati commessi, il fermo proposito di non
peccare più in avvenire e la fiducia nell'aiuto di Dio. Si nutre della
speranza nella misericordia divina. (1430-1433, 1490)
301. In quali forme si esprime la penitenza nella vita cristiana?
La
penitenza si esprime in forme molto varie, in particolare con il
digiuno, la preghiera, l'elemosina. Queste e molte altre forme di
penitenza possono essere praticate nella vita quotidiana del cristiano,
in particolare nel tempo di Quaresima e nel giorno penitenziale del
venerdì. (1434-1439)
302. Quali sono gli elementi essenziali del Sacramento della Riconciliazione?
Sono
due: gli atti compiuti dall'uomo, che si converte sotto l'azione dello
Spirito Santo, e l'assoluzione del sacerdote, che nel Nome di Cristo
concede il perdono e stabilisce le modalità della soddisfazione.
(1440-1449)
303. Quali sono gli atti del penitente?
Essi sono: un diligente esame di coscienza; la contrizione (o
pentimento), che è perfetta quando è motivata dall'amore verso Dio,
imperfetta se fondata su altri motivi, e che include il proposito di
non peccare più; la confessione, che consiste nell'accusa dei peccati fatta davanti al sacerdote; la soddisfazione, ossia
il compimento di certi atti di penitenza, che il confessore impone al
penitente per riparare il danno causato dal peccato. (1450-1460,
1487-1492)
304. Quali peccati si devono confessare?
Si
devono confessare tutti i peccati gravi non ancora confessati, dei
quali ci si ricorda dopo un diligente esame di coscienza. La
confessione dei peccati gravi è l'unico modo ordinario per ottenere il
perdono. (1456)
305. Quando si è obbligati a confessare i peccati gravi?
Ogni
fedele, raggiunta l'età della ragione, ha l'obbligo di confessare i
propri peccati gravi almeno una volta all'anno, e comunque prima di
ricevere la santa Comunione. (1457)
306. Perché i peccati veniali possono essere anch'essi oggetto della confessione sacramentale?
La
confessione dei peccati veniali è vivamente raccomandata dalla Chiesa,
anche se non è strettamente necessaria, perché ci aiuta a formarci una
retta coscienza e a lottare contro le cattive inclinazioni, per
lasciarci guarire da Cristo e per progredire nella vita dello Spirito.
(1458)
307. Chi è il ministro di questo Sacramento?
Cristo
ha affidato il ministero della riconciliazione ai suoi Apostoli, ai
Vescovi loro successori e ai presbiteri loro collaboratori, i quali
diventano pertanto strumenti della misericordia e della giustizia di
Dio. Essi esercitano il potere di perdonare i peccati nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. (1461-1466, 1495)
308. A chi è riservata l'assoluzione di alcuni peccati?
L'assoluzione
di alcuni peccati particolarmente gravi (come quelli puniti con la
scomunica) è riservata alla Sede Apostolica o al Vescovo del luogo o ai
presbiteri da loro autorizzati, anche se ogni sacerdote può assolvere
da qualsiasi peccato e scomunica chi è in pericolo di morte. (1463)
309. Il Confessore è tenuto al segreto?
Data
la delicatezza e la grandezza di questo ministero e il rispetto dovuto
alle persone, ogni Confessore è obbligato, senza alcuna eccezione e
sotto pene molto severe, a mantenere il sigillo sacramentale, cioè
l'assoluto segreto circa i peccati conosciuti in confessione (1467)
310. Quali sono gli effetti di questo Sacramento?
Gli
effetti del Sacramento della Penitenza sono: la riconciliazione con Dio
e quindi il perdono dei peccati; la riconciliazione con la Chiesa;
il recupero, se perduto, dello stato di grazia; la remissione della
pena eterna meritata a causa dei peccati mortali e, almeno in parte,
delle pene temporali che sono conseguenze del peccato; la pace e la
serenità della coscienza, e la consolazione dello spirito;
l'accrescimento delle forze spirituali per il combattimento cristiano.
(1468-1470, 1496)
311. In alcuni casi si può celebrare questo Sacramento con la confessione generica e l'assoluzione collettiva?
In
casi di grave necessità (come in pericolo imminente di morte), si può
ricorrere alla celebrazione comunitaria della Riconciliazione con la
confessione generica e l'assoluzione collettiva, nel rispetto delle
norme della Chiesa e con il proposito di confessare individualmente a
tempo debito i peccati gravi. (1480-1484)
312. Che cosa sono le indulgenze?
Le
indulgenze sono la remissione dinanzi a Dio della pena temporale
meritata per i peccati, già perdonati quanto alla colpa, che il fedele,
a determinate condizioni, acquista, per se stesso o per i defunti
mediante il ministero della Chiesa, la quale, come dispensatrice della
redenzione, distribuisce il tesoro dei meriti di Cristo e dei Santi.
(1471-1479, 1498)
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