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Sicuramente un importante settore dell'impegno operativo dei cristiani merita particolare attenzione: quello dell'azione politica. I rapporti tra catechesi e politica sono stati spesso oggetto di discussione e motivo di perplessità. Di certe esperienze di catechesi si è detto che peccavano di eccessiva "politicizzazione", se non addirittura di venire strumentalizzate a vantaggio di interessi ideologici o di partito; altre volte invece la catechesi è stata accusata di evasione spiritualista, di mancanza di realismo e di incarnazione, di pretendere una neutralità che invece fa il gioco interessato delle forze dominanti. Si tratta di un argomento delicato e difficile, secondo me meritevole di un tentativo di chiarimento.
Si deve, prima di tutto, chiarire il significato che si vuole attribuire al termine "azione politica". Soprattutto nell'ambito della riflessione ecclesiale si possono distinguere due accezioni principali del termine "politica". La prima in "senso stretto", la seconda in "senso largo".
- In senso STRETTO, la politica riguarda la gestione del bene comune attraverso l'esercizio del potere, nelle sue diverse forme (legislativo, giudiziario, esecutivo) e per mezzo delle persone e istituzioni preposte alla gestione politica (governo, partiti, parlamento, organi amministrativi e direttivi, ecc.)
- In senso LARGO, si intende per azione politica ogni forma diretta o indiretta di partecipazione alla promozione e gestione del bene comune e all'esercizio del potere, per mezzo di svariate forme di presenza e di attività (educazione, animazione culturale, opinione pubblica, attività pastorale, servizio sociale, ecc.). Spesso queste attività vengono denominate "pre-politiche".
Nella nostra epoca è molto forte la consapevolezza dell'importanza dell'azione politica per la trasformazione della società e per il futuro della convivenza umana. Alla radice di questo fatto, da un punto di vista storico e culturale, si trova soprattutto il complesso fenomeno della "secolarizzazione", che ha trasformato la visione dell'uomo e della storia. Da un atteggiamento di passiva contemplazione e di rassegnazione inefficace si passa alla convinzione che il mondo è una realtà da costruire e i futuro un ampio programma da gestire.
Lo sviluppo tecnico-scientifico offre vaste possibilità di intervento e validi strumenti di analisi per conoscere, interpretare e cambiare la realtà sociale, quindi si comprende come le sorti della convivenza umana e le condizioni di vita dipendano dalla libera e responsabile gestione del bene comune. Si avverte che è possibile prendere in mano le sorti dell'avvenire ... e, se è possibile, vuol dire che è doveroso farlo.Così la sensibilità politica si trasforma in Coscienza politica, consapevolezza che esiste un imperativo etico che interpella il senso di responsabilità e chiede l'assunzione di impegni precisi.
L'ambito dell'azione politica presenta alcune caratteristiche di grande rilevanza morale e operativa che però approfondiremo nella prossima ... puntata!!!
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