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Pagina 1 di 2 Da circa un anno monsignor Raffaello Martinelli, Officiale alla
Congregazione per la Dottrina della Fede e collaboratore del Cardinale
Joseph Ratzinger per 23 anni, ha messo a disposizione dei fedeli presso
la Basilica dei SS Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma, alcune schede
catechistiche su argomenti di attualità, redatte sulla base del
Catechismo e di altri documenti pontifici. Considerando la qualità, la
competenza e l’utilità di queste schede catechistiche, ZENIT ha deciso
di pubblicarne una ogni giovedì, e noi ve le proponiamo.
A) NOTIZIE STORICHE SUL ROSARIO:
Quando nasce la preghiera del Rosario?
Esso ha origini antichissime. Sembra infatti che risalga al XII secolo, quando già da tempo era recitato dai monaci Certosini.
Ben
presto, poi, si diffuse in tutto il mondo cattolico, assumendo
caratteristiche diverse, ma conservando sempre l’invocazione a Maria
Santissima. La popolarità del Rosario è confermata anche dal gran
numero di confraternite e sodalizi che, sia nel passato che ai giorni
nostri, portano il suo titolo.
La ricorrenza liturgica in onore della Madonna del Rosario si celebra il 7 ottobre.
Fu
Papa Gregorio XIII a trasferirla in tale giorno, sostituendola a quella
di S. Maria della Vittoria che il suo predecessore S. Pio V aveva
istituito per commemorare l’affermazione a Lepanto della flotta
cristiana su quella turca che minacciava le coste venete.
Che cosa hanno detto alcuni papi circa il Rosario?
Diffusosi
rapidamente nella Chiesa, il Rosario venne ben presto regolato,
riconosciuto ufficialmente e raccomandato ai fedeli da Sommi Pontefici.
• Il Papa che per primo ne determinò ufficialmente la
fisionomia essenziale, gli conferì il carisma ecclesiale, rilevò i suoi
pregi e lo raccomandò quindi al popolo di Dio, fu il domenicano San Pio
V. Memorabili sono la bolla Consueverunt del 1569, vera magna charta
del Rosario e la Salvatoris Domini del 1572, scritta dopo la vittoria
della cristianità a Lepanto.
• Altro grande pontefice del
Rosario fu il Papa Leone XIII. Devotissimo egli stesso di questa
preghiera, vi dedicò ben 22 documenti. L’additò come “maniera facile
per far penetrare e inculcare negli animi i dogmi principali della Fede
cristiana”.
Nell’anno 1883 stabilì che “tutto il mese di
ottobre dell’anno in corso e per l’avvenire sia consacrato e dedicato
alla celeste vergine del Rosario”. Dell’anno 1891 ricordiamo la
significativa definizione che diede del Rosario: “come la tessera della
nostra Fede e il compendio del culto a Maria dovuto”. Nel 1892
giustifica le sue raccomandazioni di pregare il Rosario dicendo che in
esso “sono così bene e così utilmente riuniti un’eccellente forma di
preghiera, un mezzo efficace per conservare la Fede e un ideale insigne
di virtù perfetta: è ben giusto che i veri cristiani lo abbiano spesso
tra le mani e lo meditino piamente”. Nel 1898 giunge ad affermare che
il “Rosario costituisce la più eccellente forma di preghiera privata e
il mezzo più efficace per conseguire la vita eterna” e che “nell’ora
suprema i devoti del Rosario saranno consolati dalla materna tenerezza
della vergine Maria e si addormenteranno dolcemente sul suo seno”.
•
Il papa Pio X stimò e amò il Rosario recitandolo fedelmente prima e
durante il suo pontificato. Egli affermò: “il Rosario costituisce
l’orazione per eccellenza riunendo alla meditazione dei misteri della
nostra religione e alle più sante preghiere, la mediazione della
vergine santissima. Dobbiamo nutrire la più cara speranza che per mezzo
di questa pratica il Signore ci accordi le migliori grazie”. Nel suo
testamento raccomandò il Rosario come “la preghiera che, sempre dopo
quella liturgica, fra tutte è la più bella, la più ricca di grazie,
quella che più piace alla santissima vergine Maria”.
• Con
importanti encicliche e discorsi hanno esaltato e raccomandato il
Rosario Benedetto XV e Pio XI, a cui viene attribuita la frase
provocatoria, sovente riportata: “potrei convertire il mondo se avessi
un esercito che recitasse il Rosario”.
• Di Pio XII è invece
la famosa definizione: “il Rosario è sintesi di tutto il Vangelo,
meditazione dei misteri del Signore, sacrificio vespertino, corona di
rose, inno di lode, preghiera della famiglia, compendio di vita
cristiana, segno sicuro del favore celeste, presidio per l’attesa
salvezza”.
• Giovanni Paolo II, il 16 ottobre 2002, ha
pubblicato la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, in occasione
del 120° anniversario dell’enciclica Supremi apostolatus officio con
cui Leone XIII, il 1° settembre 1883, diede inizio alla pubblicazione
di una serie di documenti dedicati proprio al Rosario.
Pur
“caratterizzato dalla sua fisionomia mariana”, scrive Giovanni Paolo II
nell’introduzione alla lettera, il Rosario “è preghiera dal cuore
cristologico” che con la sua “semplicità e profondità rimane, anche in
questo terzo millennio, una preghiera di grande significato, destinata
a portare frutti di santità”. Giovanni Paolo II ha proclamato l’anno
che va dall’ottobre 2002 all’ottobre del 2003 “Anno del Rosario”,
invitando alla recita di questa preghiera, che “porta al cuore stesso
della vita cristiana ed offre un’ordinaria quanto feconda opportunità
spirituale e pedagogica per la contemplazione personale, la formazione
del popolo di Dio e la nuova evangelizzazione”.
B) LA STRUTTURA DEL ROSARIO
Di quante Ave Maria è formato attualmente il S. Rosario?
È
formato da 200 Ave Maria, suddivise in decine, raggruppate in 4 cicli
di 5 Misteri ciascuno. Ogni corona del S. Rosario è formata da 5
decine. La corona del Rosario è sorta come strumento per il conteggio
delle preghiere sul modello di strumenti simili già in uso presso altre
religioni, in particolare presso i buddisti (108 grani) e i musulmani
(99 grani, cioè quanti sono i nomi attribuiti a Dio dal Corano). Leone
X, ad esempio, nel 1516 approvava una ‘corona’ in onore di Nostro
Signore che constava di 33 grani piccoli (gli anni di Cristo secondo la
tradizione popolare) per la recita di altrettanti Pater con l’aggiunta
di cinque grani più grandi (le piaghe di Cristo) per la recita di
cinque Ave.
Perché nel passato il S. Rosario era formato da 150 Ave Maria?
Il
S. Rosario di 150 Ave Maria richiamava i 150 salmi che fanno parte
della Liturgia delle Ore e che nel passato (ma anche talvolta nel
presente) per gli illetterati venivano sostituiti con la recita
quotidiana di 150 Pater. Con lo sviluppo della pietà mariana fu
proposta al popolo la recita di 150 Ave, quando questa preghiera
biblica non aveva ancora la seconda parte, aggiunta verso la fine del
XV secolo.
C) IMPORTANZA DEL ROSARIO
Qual è il rapporto tra il Rosario e la vita quotidiana?
“Il
nostro cuore - aveva affermato Giovanni Paolo II nel suo primo anno di
pontificato - può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i
fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della
nazione, della Chiesa e dell’umanità”. E proprio sulla “implicazione
antropologica” del Rosario si sofferma il Papa, definendolo il “segreto
per aprirsi più facilmente a una conoscenza profonda e coinvolgente di
Cristo attraverso Maria”, ma anche un modo per chiedere aiuto a Cristo
per “i tanti problemi, assilli, fatiche e progetti che segnano la
nostra vita”. Il Rosario è anche una risposta a quella “rinnovata
esigenza di meditazione”, tipica della nostra epoca.
In che senso il Rosario è la preghiera per la Pace e la famiglia?
Pace
e famiglia: sono questi, per il Papa Giovanni Paolo II, due ambiti
particolari in cui la preghiera del Rosario si rivela capace di “far
sperare in un futuro meno oscuro”.
• “Il Rosario è preghiera
orientata per sua natura alla pace”, scrive Giovanni Paolo II nella
citata Lettera apostolica del 2002, “anche per i frutti di carità che
produce”, tra cui il “desiderio di accogliere, difendere e promuovere
la vita, facendosi carico della sofferenza dei bambini in tutte le
parti del mondo”; di “testimoniare le beatitudini nella vita di ogni
giorno”; di “farsi ‘cirenei’ in ogni fratello affranto dal dolore o
schiacciato dalla disperazione”. Di diventare, in una parola,
“costruttori della pace nel mondo” e di “sperare che, anche oggi, una
‘battaglia’ tanto difficile come quella della pace possa essere vinta”.
• Altro versante critico del nostro tempo, per il quale
Giovanni Paolo II chiede un supplemento di impegno, è quello della
famiglia. Il rilancio del Rosario nelle famiglie cristiane, nel quadro
di una più larga pastorale della famiglia, può costituire, secondo il
Papa, un’ottima occasione per :
- alimentare la preghiera familiare tanto importante anche oggi;
- affidare alla preghiera del Rosario, l’itinerario di crescita dei figli;
- aiutare i genitori a colmare la distanza culturale tra le generazioni;
- riscoprire il valore del silenzio;
- favorire lo stare insieme, e il comunicare nella preghiera, fra i vari membri della famiglia.
Esiste anche un Rosario missionario?
Sì,
ed è molto suggestivo: una decina, quella bianca è per la vecchia
Europa, perché sia capace di riappropriarsi della forza
evangelizzatrice che ha generato tante Chiese; la decina gialla è per
l’Asia, che esplode di vita e di giovinezza; la decina verde è per
l’Africa, provata dalla sofferenza, ma disponibile all’annuncio; la
decina rossa è per l’America, vivaio di nuove forze missionarie; la
decina azzurra è per il Continente dell’Oceania e dell’Australia che
attende una più capillare diffusione del Vangelo.
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