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  • Giacinta : Buongiorno voce...pace a te .Baci
  • Giacinta : Buona giornata a tutti....
  • manola : mi piacerebbe andare a Calcutta si proprio dove Madre Teresa si occupava di tutti quei poveri e molti sono bambini abbandonati.Vorrei dagli una casa e tutto l'amore che portiamo dentro di noi non ci interessa se è maschio o femmina basta che a bisogno di una mamma e un papà grazie di cuore
  • manola : santa notte a tutti,vi chiedo di pregare per me a finche il mio desiderio si realizzi io e mio marito stiammo facendo il cammino bello ma molto faticoso dell'adozione che il Signore mi da i soldi per far sì che posso afrontare le spese per andare a prendere un bimbo all'estero
  • edera : Buona settimana a tutti! Il Signore ci colmi di ogni Sua benedizione, affinchè possiamo essere degni di essere chiamati "Figli Suoi". Un abbraccio in Cristo a tutti i fratelli e le sorelle di P&S.
  • voce : NONA Lettura Breve 2 Tm 1, 9 Dio ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia; grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità.

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Perché è necessario annunciare Gesù Cristo? Stampa E-mail
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Da circa un anno monsignor Raffaello Martinelli, Officiale alla Congregazione per la Dottrina della Fede e collaboratore del Cardinale Joseph Ratzinger per 23 anni, ha messo a disposizione dei fedeli presso la Basilica dei SS Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma, alcune schede catechistiche su argomenti di attualità, redatte sulla base del Catechismo e di altri documenti pontifici. Considerando la qualità, la competenza e l’utilità di queste schede catechistiche, ZENIT ha deciso di pubblicarne una ogni giovedì, e noi ve le proponiamo. È necessario annunciare, con gioia, Gesù Cristo perché lo chiedono: Dio Padre, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, il Vangelo, la persona umana, il cristiano, la Chiesa, la società d’oggi. Perchè Dio “vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tim 2,4). Per questo:
• Egli invia il Suo Figlio Gesù Cristo, che è la Sua Parola definitiva e perfetta e il nostro Salvatore
• e dona lo Spirito Santo, grazie al quale crediamo in Cristo e invochiamo Dio come Padre. Dio ha inscritto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscerLo e amarLo, e non cessa di attirare ogni persona a Sé, per mezzo del Suo Figlio nello Spirito Santo. Nello stesso tempo affida a degli uomini, da Lui convocati nella Chiesa Suo Popolo, la missione di far conoscere il Suo Figlio e di comunicare la salvezza da Lui attuata. Gesù Cristo è venuto in questo mondo perché “tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10).
Egli: • annuncia la ‘Buona Novella’ a tutti;
• offre la sua vita, morendo in croce, “per voi e per tutti, in remissione dei peccati” (cf. Mt 26,28);
• prima di tornare dal Padre, ha dato quest’ordine ai Suoi discepoli: “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19);
• si presenta come diverso dagli altri, come Unico! In quanto Egli è l’Unico Figlio di Dio, consustanziale a Dio Suo Padre: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30). Dio ha detto e ha donato tutto se stesso nel suo Figlio Unigenito Gesù Cristo. Per questo non c'è da aspettare nessuna altra nuova rivelazione o dono: sarebbe un'offesa nei riguardi di Cristo, Unico, perfetto e definitivo Rivelatore di Dio.
Per questo, Lui, e solo Lui:
• ci fa conoscere in maniera piena, perfetta e definitiva Dio Padre: “Chi vede me, vede il Padre” (Gv 14,9);
• ci dona, con la Sua morte e la Sua risurrezione, la vera e la piena salvezza: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati” (At 4,12). Il nostro compito pertanto è di lasciarci guidare dallo Spirito Santo nell’accogliere Gesù Cristo, nel crescere sempre più nella sua conoscenza e nella sua intimità di vita: nel conoscere, celebrare, pregare, vivere, testimoniare Lui, il Cristo.
Gesù Cristo non toglie nulla all’uomo, anzi Lui:
• dona la vita nuova divina di figli di Dio;
• porta a compimento, dopo averlo purificato, quanto di vero-buono-bello c’è in ogni persona e in ogni religione;
• realizza pienamente le autentiche aspirazioni dell’uomo;
• apre all’uomo orizzonti nuovi, gli indica la strada e gli dona la grazia per realizzarli;
• non diminuisce, ma esalta la libertà umana e la sollecita verso il suo compimento, nell’incontro gioioso con Dio e nell’amore gratuito e premuroso per il bene di tutti gli uomini. Lo Spirito Santo effuso in noi da Dio Padre, per mezzo di Cristo morto-risorto, ci spinge ad essere annunciatori, affinché tutti “conoscano te, l’unico vero Dio e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Gv 17,3). Con la sua luce e la sua grazia, l’umanità può, in Cristo, “trovare, in una pienezza insospettabile, tutto ciò che essa cerca su Dio, sull’uomo e sul suo destino, sulla vita e sulla morte, sulla verità”, come ricorda Giovanni Paolo II, nella Enciclica Redemptoris missio (n.8).
In quanto esso è capace di:
• Entusiasmare la persona di qualunque età, cultura, lingua…
• Permeare ogni forma di vita che a priori non la esclude. E questo perché la Parola di Cristo non è legata “in modo esclusivo ed indissolubile con nessuna nazione o stirpe, con nessun particolare modo di vivere, con nessuna consuetudine antica o recente” (Conc.Vat. II, GS 58). Il Vangelo è per tutte le culture, e queste possono tutte essere “fermentate” dal Vangelo: come il seme che cade sul terreno, e là dove è possibile germina e fruttifica; oppure come il lievito che fermenta la massa, o il sale che dà sapore al cibo, o la rugiada e la pioggia che permette ad ogni vegetazione di crescere.
• “Il Vangelo di Cristo rinnova continuamente la vita e la cultura dell’uomo decaduto, combatte e rimuove gli errori e i mali derivanti dalla sempre minacciosa seduzione del peccato. Continuamente purifica ed eleva la moralità dei popoli, restaura in Cristo le qualità spirituali e le doti di ciascun popolo” (GS 58).
• ascoltare la Verità, nella maniera più autentica, integra, completa che sia possibile: la “Buona Novella” di Dio che si rivela e si dona in Cristo. In tal modo la persona realizza in pienezza la sua propria vocazione;
• annunciare la Verità, per condividere con gli altri la propria Fede: è proprio dell’uomo il desiderio e l’impegno concreto per far partecipare gli altri ai propri beni, che ha ricevuto in dono e che apprezza;
• vivere in pienezza la propria vita: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4).
In quanto Cristo: • libera l’uomo dal peccato e lo fa diventare figlio di Dio;
• svela all’uomo la propria integrale e originale identità e gli dona la capacità di realizzarla;
• ha anche sull’uomo di oggi una straordinaria forza di attrazione e di convincimento. Per questo è necessario annunciare a tutti, in modo sereno e positivo la Verità cristiana nella sua integrità, nella sua completezza, nella sua armonia, e, perchè no?, anche nella sua bellezza, che tanto affascina l’uomo d’oggi. Sarà così possibile per la persona conoscere e accogliere, nella libertà, quello splendor veritatis che è Cristo stesso, il quale non toglie nulla di ciò che nell’uomo e nel mondo c’è di vero, buono, bello: anzi tutto questo viene purificato, potenziato, completato proprio da Cristo.
Tale diritto/dovere: • si fonda sulla libertà religiosa, diritto naturale di ogni uomo;
• è un’esigenza profonda della vita di Dio in lui. La necessità di annunciare il Vangelo a tutti nasce nel cristiano dall’esigenza di condividere con gli altri quanto di originale, di specifico, di unico egli ha ricevuto da Dio, e cioè la Fede;
• si fonda sul comando di Cristo: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà, sarà condannato” (Mc 16,15-16);
• l’annuncio di Cristo è indispensabile perché gli altri possano conoscere e accogliere Cristo per ottenere la salvezza. Infatti per credere in Lui, occorre sentir parlare di Lui, necessita uno che, dopo averLo conosciuto, Lo annunzi agli altri. Infatti: “Come potranno invocarLo senza aver prima creduto in Lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che Lo annunzi?” (Rm 10, 14).
• La Chiesa esiste non per annunciare se stessa, o una nuova o altra religione, ma per annunciare e comunicare Cristo.
• Il primo e principale impegno di tutta la Chiesa nella sua tradizione bimillenaria è stato ed è: La ‘traditio evangelii’ (la comunicazione del Vangelo).
• È diritto e dovere della Chiesa, di tutta la Chiesa, di annunciare tutto il Vangelo a tutto l’uomo e a ogni uomo, nel modo più fedele possibile, evitando riduzionismi e ambiguità, e riservando a tale annuncio il primo posto nelle sue preoccupazioni e attività.
• Gli Apostoli stessi, all’inizio della vita della Chiesa, hanno dato il primo posto all’annuncio di Cristo: “Non è giusto che noi trascuriamo la Parola di Dio per il servizio delle mense. Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest’incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della Parola” (At 6, 2-4).
• Dopo gli Apostoli, tanti altri hanno fatto proprie queste parole di S. Paolo: “Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il Vangelo!” (1 Cor 9,16). È onere e onore la predicazione del Vangelo!
• Ogni attività della Chiesa (anche se assistenziale, di difesa dei diritti umani, della pace ecc.) deve essere inseparabile dall’impegno di aiutare tutti a incontrare Cristo nella Fede. Questa norma di condotta è stata valida lungo tutta la storia della Chiesa e continuerà ad esserlo sempre. Lungo la storia, le iniziative per diffondere il Vangelo sono innumerevoli e caratterizzano profondamente tutta la vita del Popolo di Dio: esse conducono all’incontro con Cristo.
• L’azione evangelizzatrice della Chiesa non può mai venire meno, perché mai verrà a mancare la presenza del Signore con la forza dello Spirito Santo, secondo la sua promessa: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
• La Chiesa, annunciando Cristo Verità e Salvezza dell’uomo, va incontro al bisogno di quanti cercano sinceramente tale Verità e Salvezza, stabilendo con loro un dialogo motivato, finalizzato, incentrato sull’amore della Verità. Evangelizzare è uno squisito atto di carità verso la persona.
• Ciascuno è chiamato alla santità nella Chiesa. Ora la santità è seguire le orme di Cristo che è venuto ad annunciare a tutti la salvezza e ha affidato tale missione di annunciatore a ciascun cristiano e alla Chiesa.
• L’odierno contesto culturale, contrassegnato sia da un diffuso relativismo come dalla tentazione di un facile pragmatismo, esige più che mai l’annuncio coraggioso della Verità che salva l’uomo e la società.
• L’ordine etico sociale ha bisogno di essere illuminato dall’annuncio di Cristo. E questo perché, come giustamente ha affermato Papa Giovanni XXIII nell’Enciclica Mater et Magistra (n. 193), “l’ordine etico religioso incide più di ogni valore materiale sugli indirizzi e le soluzioni da dare ai problemi della vita individuale e associata, nell’interno della comunità nazionale e nei rapporti tra essi”.
• L’annuncio del Vangelo aiuta a comprendere il patrimonio storico-culturale di molti popoli e nazioni. Infatti i principi del Vangelo sono parte costitutiva di tale patrimonio: la storia, la cultura, la civiltà di molte generazioni, lungo i secoli, sono impregnati di cristianesimo e intimamente intrecciati al cammino della Chiesa. Testimoniano ciò non solo le innumerevoli opere d’arte, che hanno impreziosito i diversi luoghi del mondo, ma anche le tradizioni, gli usi, le abitudini, che caratterizzano il pensare e l’agire dei diversi popoli.
• Il mondo d’oggi, mentre facilita la comunicazione, dubita della capacità della persona di conoscere la verità, o addirittura nega la possibilità dell’esistenza di un unica Verità e tuttavia nello stesso tempo manifesta in svariati modi un bisogno di Assoluto, una sete insaziabile di Verità e di Certezza. L’annuncio evangelico viene incontro a tali esigenze ed è in grado di dar loro piena soddisfazione.
• L’annuncio del Vangelo, afferma Giovanni Paolo Il nell’Enciclica Slavorum Apostoli (n.18), “non porta all’impoverimento o allo spegnimento di ciò che ogni uomo, popolo e Nazione, ogni cultura durante la storia riconoscono ed attuano come bene, verità e bellezza. Piuttosto, esso spinge ad assimilare e a sviluppare tutti questi valori: a viverli con magnanimità e gioia, e a completarli con la misteriosa ed esaltante luce della Rivelazione di Cristo”. Per i suddetti motivi e per altri ancora, è assolutamente necessario annunciare Gesù Cristo che è morto e risorto per la salvezza di tutti. Ed è fonte di immensa gioia spalancare a Cristo le porte dei nostri cuori, delle nostre famiglie, di tutti i popoli e del mondo intero.
Il Primicerio della Basilica dei SS.Ambrogio e Carlo in Roma NB Per approfondire l’argomento, ecco alcuni documenti pontifici:
* GIOVANNI PAOLO II: - - ;
* CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (CCC), nn. 422-682;
* CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, , 2000.
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Versione: 4.2  del novembre 2009

AD MAIOREM DEI GLORIAM

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