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Come abbiamo visto nei due precedenti articoli sull'argomento, la catechesi, per la sua dimensione sociale e per la sua portata educativa, ha un rilevante significato politico. Ciò comporta una responsabilità che spinge ad analizzare gli aspetti positivi e negativi della stessa, al fine di suscitare e stimolare nuove forme di impegno sociale soprattutto nei campi riguardanti temi importanti quali la PACE, la GIUSTIZIA e l'UMANIZZAZIONE.
Esiste quindi, ed è fondmentale per il cammino di crescita delle comunità cristiane e del singolo, un preciso compito di educazione e di iniziazione di cui la catechesi deve occuparsi, in ordine all'azione politica; tale compito non può prescindere da alcuni aspetti qualificanti, che si possono racchiudere in un'unica affermazione fondamentale:
"la coscienza politica alla quale si deve ispirare la catechesi deve essere cristianamente ispirata e valutata alla luce della fede nella Parola di Dio".
La caratteristica di una politica cristiana conformata dall'approfondimento del messaggio evangelico, mira a valorizzare la promozione integrale dell'essere umano, superando le varie forme di dualismo o integralismo in cui soitamente si cade. Fede e politica devono camminare insieme, riuscendo ad integrare i diversi atteggiamenti e criteri propri dell'essere cristiani con la pur legittima autonomia del temporale e del pluralismo,attivando un auspicabile e sereno clima di collaborazione.
Una educazione all'azione politica basata su di un cammino di fede coerente e arricchente, deve inoltre mirare a suscitare e curare "vocazioni" differenziate all'impegno sociale e alla gestione del bene comune, nel rispetto della diversità dei carismi e dei ministeri ecclesiali. La catechesi sarà impostata in modo da fornire motivazioni, criteri e strumenti affinchè queste diverse funzioni in ambito politico e sociale possano essere compiute con competenza e onestà,i n dinamica compenetrazione con gli atteggiamenti cristiani della fede e alla luce dell'insegnamento del Vangelo.
Ogni cristiano ed ogni comunità,gruppo o associazione che risponda all'esigenza di contribuire alla realizzazione e allo sviluppo di una società più giusta e più umana ha il dovere di attuare delle scelte fortemente impregnate da sentimenti di carità e giustizia, anche correndo il rischio di andare controcorrente.
Per spiegare meglio questo concetto riporto di seguito alcune parole di Don Tonino Bello, che alla domanda "come si caratterizza l’azione politica del credente? "ha risposto:
Il cristiano che fa politica deve avere non solo la compassione delle mani e del cuore, ma anche la compassione del cervello. Analizza in profondità le situazioni di malessere. Apporta rimedi sostanziali sottratti alla fosforescenza del precariato. Non fa delle sofferenze della gente l’occasione per gestire i bisogni a scopo di potere. Paga di persona il prezzo di una solidarietà che diventa passione per l’uomo. Addita in termini planetari e senza paure, i focolai da cui partono le ingiustizie, le violenze, le guerre, le oppressioni, le violazioni dei diritti umani.
Sicché, man mano che il cristiano entra in politica, dovrebbe uscirne di pari passo la mentalità clientelare, il vassallaggio dei sistemi correntizi, la spartizione oscena del denaro pubblico, il fariseismo teso a scopi reconditi di dominio.
Utopie? Forse. Ma così a portata i mano, che possono finalmente diventare “carne e sangue” sull’altare della vita.
Questo il compito fondamentae di una catechesi che formi uomini e donne disposti a dare senso cristiano all'azione politica, senza scendere a compromessi ... credo non ci sia molto da aggiungere ... ma tantissimo da lavorare!!!
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