Da circa un anno monsignor Raffaello Martinelli,
Officiale alla Congregazione per la Dottrina della Fede e collaboratore
del Cardinale Joseph Ratzinger per 23 anni, ha messo a disposizione dei
fedeli presso la Basilica dei SS Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma,
alcune schede catechistiche su argomenti di attualità, redatte sulla
base del Catechismo e di altri documenti pontifici. Considerando la
qualità, la competenza e l’utilità di queste schede catechistiche,
ZENIT ha deciso di pubblicarne una ogni giovedì, e noi ve le proponiamo.
CHE COSA SIGNIFICA LA PAROLA VANGELO?
“Vangelo” è una parola d’origine greca, euangelion
, che arriva all’italiano attraverso il latino evangelium e significa
letteralmente lieto annuncio, buona notizia. Tale lieto annuncio
riguarda la vita e la predicazione di Gesù Cristo, il Figlio Unigenito
di Dio fatto uomo.
QUANTI E QUALI SONO I VANGELI?
Sono
4: vangelo di Matteo (Mt), Marco (Mc), Luca (Lc), Giovanni (Gv). Essi
fanno parte della Sacra Scrittura, e in particolare del Nuovo
Testamento. Appartengono pertanto al cànone delle Scritture, che “è
l’elenco completo degli scritti sacri, che la Tradizione Apostolica ha
fatto discernere alla Chiesa. Tale cànone comprende 46 scritti
dell’Antico Testamento e 27 del Nuovo” (Compendio, 20).
QUANDO SONO STATI SCRITTI?
I 4 Vangeli sono stati scritti tra il 60 e il 100 d. C.
PERCHE’ SONO SOLO QUATTRO?
Sono
soltanto 4, in quanto è stata la Tradizione Apostolica a far discernere
alla Chiesa che questi quattro e solo questi quattro vangeli dovessero
essere compresi nell’elenco dei Libri Sacri.
Che cos’è la Tradizione Apostolica?
La
Tradizione Apostolica è la trasmissione del messaggio di Cristo
compiuta, sin dalle origini del cristianesimo, mediante la
predicazione, la testimonianza, le istituzioni, il culto, gli scritti
ispirati. Gli Apostoli hanno trasmesso ai loro successori, i Vescovi,
e, attraverso questi, a tutte le generazioni fino alla fine dei tempi,
quanto hanno ricevuto da Cristo e appreso dallo Spirito Santo.
In quali modi si realizza la Tradizione Apostolica?
La
Tradizione Apostolica si realizza in due modi: con la trasmissione viva
della Parola di Dio (detta anche semplicemente la Tradizione), e con la
Sacra Scrittura, che è lo stesso annuncio della salvezza messo per
iscritto.
Quale rapporto esiste fra la Tradizione e la Sacra Scrittura?
La
Tradizione e la Sacra Scrittura sono tra loro strettamente congiunte e
comunicanti. Ambedue rendono presente e fecondo nella Chiesa il mistero
di Cristo e scaturiscono dalla stessa sorgente divina: costituiscono un
solo sacro deposito della fede, da cui la Chiesa attinge la propria
certezza su tutte le verità rivelate.
Quale relazione esiste tra Scrittura, Tradizione e Magistero?
Essi
sono tra loro così strettamente uniti, che nessuno di loro esiste senza
gli altri. Insieme contribuiscono efficacemente, ciascuno secondo il
proprio modo, sotto l’azione dello Spirito Santo, alla salvezza degli
uomini” (Compendio, 12-14.17).
Che cosa sappiamo circa gli autori dei Quattro Vangeli?
Secondo la tradizione, circa gli autori dei quattro Vangeli sappiamo che:
Marco:
viene spesso identificato col “giovinetto vestito di un lenzuolo” che
tentò di seguire Gesù dopo il suo arresto (Mc 14, 51-52).
Successivamente fu discepolo di San Pietro; seguì anche San Paolo in
uno dei suoi viaggi missionari;
Matteo: chiamato anche Levi,
fu uno degli apostoli. Era pubblicano, cioè esattore delle tasse: Gesù
lo chiamò mentre sedeva al banco delle imposte;
Luca:
discepolo di San Paolo, lo seguì in alcuni dei suoi viaggi. È ritenuto
anche l’autore degli Atti degli Apostoli. Era medico, probabilmente di
Antiochia. Secondo la tradizione, dipinse anche un ritratto della
Madonna;
Giovanni: fu uno degli apostoli più vicini a Gesù.
Nel suo Vangelo spesso indica se stesso con l’espressione “il discepolo
che Gesù amava”. È ritenuto anche l’autore di tre Lettere Apostoliche e
dell’Apocalisse.
QUALE IMPORTANZA HANNO I VANGELI PER I CRISTIANI?
“I
quattro Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, essendo la
principale testimonianza sulla vita e sulla dottrina di Gesù,
costituiscono il cuore di tutte le Scritture e occupano un posto unico
nella Chiesa” (Compendio, 22).
COME SI SONO FORMATI I VANGELI?
Nella formazione dei Vangeli si possono distinguere tre tappe:
1.
La vita e l’insegnamento di Gesù: Gesù non ha lasciato nulla di
scritto. Egli ha predicato e insegnato, si è scelto e formato dei
discepoli, in particolare i Dodici Apostoli. Questi hanno ascoltato per
tre anni la sua parola. C’è da rilevare a questo riguardo che
l’esigenza di predicare e insegnare a memoria era una abitudine
costante del tempo, e nasce dal fatto che la scrittura era
impraticabile in condizioni normali.
2. La tradizione orale:
«Gli Apostoli poi, dopo l’ascensione del Signore, trasmisero ai loro
ascoltatori ciò che egli aveva detto e fatto, con quella più completa
intelligenza di cui essi, ammaestrati dagli eventi gloriosi di Cristo e
illuminati dalla luce dello Spirito di verità, godevano» (Concilio
Vaticano II, Dei Verbum 19). Gli Apostoli hanno attuato pertanto quanto
Gesù aveva loro ordinato: “Andate e ammaestrate tutte le nazioni,
battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt
28,19). Dunque, essi, adempiendo a tale comando di Cristo, hanno
annunciato a viva voce gli episodi di cui erano stati testimoni durante
la loro vita con Gesù, ripetendo, in particolare a chi non l’aveva
conosciuto, le sue parole e i suoi insegnamenti. Così lentamente i
ricordi ed i racconti su Gesù, come pure le sue parole e i suoi
miracoli, tramandati in modo costante e fedele, assunsero una forma
letteraria ben precisa. Ad esempio, già subito dopo la Morte e la
Risurrezione di Gesù, quindi intorno agli anni 40 d.C., la Chiesa così
cantava nel famoso inno contenuto nella lettera di San Paolo ai
Filippesi”: “Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, non considerò
un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio” (Fil 2,6).
Circa tale predicazione, va rilevato che:
- la comunità cristiana non crea il contenuto della predicazione, ma ne elabora la forma letteraria
- tale contenuto si basa sulla testimonianza autorevole dei testimoni oculari
-
ed è strettamente controllato dalla comunità apostolica di Gerusalemme,
la quale ha la preoccupazione e la convinzione di essere fedele alla
memoria di Gesù.
3. I Vangeli scritti. Gli insegnamenti
apostolici su Gesù non rimasero puro insegnamento orale, ma ben presto,
gradualmente, furono messi per iscritto. E questo avvenne tra il 60 e
il 100 d.C. «Gli autori sacri scrissero i quattro Vangeli, scegliendo
alcune cose tra le molte tramandate a voce o già per iscritto,
redigendo una sintesi delle altre o spiegandole con riguardo alla
situazione delle Chiese, conservando infine il carattere di
predicazione, sempre però in modo tale da riferire su Gesù cose vere e
sincere» (Concilio Vaticano II, Dei Verbum, 19). Il motivo di questo
mettere per iscritto quanto annunciavano oralmente va cercato in alcune
esigenze delle prime comunità cristiane:
- la celebrazione della liturgia: per celebrare occorrono testi da leggere
-
la catechesi, la formazione dei credenti: i catechisti avevano bisogno
di testi di riferimento sui quali basare il proprio insegnamento
-
l’attività missionaria di annuncio ai non credenti, per la quale era
necessario avere tra le mani perlomeno dei promemoria contenenti gli
insegnamenti e le parole significative dette da Gesù
- la determinazione del comportamento morale, pratico dei cristiani nell’incontro con culture e stili di vita diversi
-
la difesa contro accuse, calunnie e fraintendimenti, a cui le comunità
erano soggette, sia da parte ebraica che pagana.
* Il tutto
avvenne sotto la guida dello Spirito Santo, come aveva assicurato Gesù
stesso durante la sua vita terrena: «Queste cose vi ho detto quando ero
ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre
manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto
ciò che io vi ho detto» (Gv 4, 25-26). «Egli mi glorificherà, perché
prenderà del mio e ve l’annunzierà» (Gv 16,14).
COME VENGONO TRASMESSI I VANGELI LUNGO I SECOLI?
C’è
anzitutto la trasmissione manoscritta (dal 60 d.C.) in greco biblico
(un tipo di lingua greca popolare, comune in quel tempo). I più antichi
manoscritti dei Vangeli, come pure di tutto il Nuovo Testamento, ci
sono pervenuti in greco. In seguito nel II- III secolo i Vangeli
vengono tradotti dal greco in latino (la vetus latina), e poi
successivamente con l’invenzione della stampa (dal 1516) si passò dalla
trasmissione manoscritta a quella stampata.
I VANGELI SONO DI ORIGINE APOSTOLICA?
La
Chiesa afferma come dato di fede che i Vangeli derivano dagli Apostoli.
«La Chiesa ha sempre e in ogni luogo ritenuto e ritiene che i quattro
Vangeli sono di origine apostolica. Infatti, ciò che gli Apostoli per
mandato di Cristo predicarono, dopo, per ispirazione dello Spirito
Santo, fu dagli stessi e da uomini della loro cerchia tramandato in
scritti, come fondamento della fede” (Concilio Vati-cano II, Dei
Verbum, 18).
IN CHE SENSO I VANGELI SONO STORICI?
*
I Vangeli sono storici, in quanto riportano fedelmente le opere e le
parole di Gesù, alla luce della sua Morte e Risurrezione sotto
l’influsso dello Spirito Santo. «La Santa Madre Chiesa ha ritenuto e
ritiene con fermezza e costanza massima, che i quattro suindicati
Vangeli, di cui afferma senza alcuna esitanza la storicità, trasmettono
fedelmente quanto Gesù Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli
uomini, effettivamente operò e insegnò per la loro eterna salvezza,
fino al giorno in cui fu assunto in cielo» (Concilio Vaticano II, Dei
Verbum, 19).
* Occorre tener presente che i Vangeli sono stati scritti in un periodo storico (il I secolo d.C.), in cui:
- gli Apostoli e molte persone, che avevano conosciuto, ascoltato e vissuto con Gesù
-
come pure persone che avevano conosciuto e vissuto con gli Apostoli
erano ancora viventi, e perciò erano in grado di verificare se quanto
veniva predicato e scritto corrispondeva a verità oppure no. E non va
neppure dimenticato a tale riguardo che molte di queste persone hanno
accettato il martirio piuttosto che rinnegare la loro fedeltà a Cristo
(cfr. ad esempio la persecuzione subita da molti cristiani nell’anno 64
d.C. a causa di Nerone).
* Per garantire la storicità dei
fatti come tali, esistono anche vari criteri complementari (come il
criterio della molteplice attestazione, della non-contraddizione, della
continuità e della discontinuità, della conformità, ecc.), che possono
fornire una certezza morale di storicità per la maggior parte dei fatti
narrati nei Vangeli.
QUALI SONO I CRITERI DELL’AUTENTICITA’ DEI VANGELI?
*
Criterio fondamentale: il riconoscimen-to della Chiesa divinamente
assistita dallo Spirito Santo. Tale riconoscimento è stato anzitutto
dato dalla prima Comunità ecclesiale nel I secolo d. C., ed è stato
sempre riconfermato dalla Chiesa nei secoli successivi fino ad oggi.
* Criteri oggettivi:
- la loro origine apostolica
- l’assoluta fedeltà a quanto Gesù ha detto e fatto
- la testimonianza di coloro che furono testimoni oculari.
IN CHE SENSO I VANGELI SONO LIBRI ISPIRATI?
“Le
verità divinamente rivelate, che sono contenute ed espresse nei libri
della sacra Scrittura, furono scritte per ispirazione dello Spirito
Santo. La santa madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e
canonici tutti interi i libri sia del Vecchio che del Nuovo Testamento,
con tutte le loro parti, perché scritti per ispirazione dello Spirito
Santo (cfr. Gv 20,31; 2 Tm 3,16); hanno Dio per autore e come tali sono
stati consegnati alla Chiesa per la composizione dei libri sacri. Dio
scelse e si servì di uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità,
affinché, agendo egli in essi e per loro mezzo, scrivessero come veri
autori, tutte e soltanto quelle cose che egli voleva fossero scritte”
(Concilio Vaticano II, Dei Verbum, 11).
PERCHÉ I VANGELI INSEGNANO LA VERITÀ?
Perché
Dio stesso è il loro autore. Perciò insegnano senza errore quelle
verità, che sono necessarie alla nostra salvezza. “Poiché dunque tutto
ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono è da ritenersi
asserito dallo Spirito Santo, bisogna ritenere, per conseguenza, che i
libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore
la verità che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse consegnata nelle
Sacre Scritture. Pertanto ogni Scrittura divinamente ispirata è anche
utile per insegnare, per convincere, per correggere, per educare alla
giustizia, affinché l’uomo di Dio sia perfetto, addestrato ad ogni
opera buona” (Concilio Vaticano II, Dei Verbum, 11).
QUALI SONO ALCUNE DELLE CARATTERISTICHE DEI SINGOLI VANGELI?
*
Vangelo secondo Marco: è ritenuto il più antico dei quattro Vangeli. Ha
un tono più narrativo: ricco di particolari, dipinge efficacemente la
Palestina dell’epoca di Gesù. I destinatari dell’opera erano i
cristiani non ebrei, probabilmente quelli di Roma. L’autore è il Marco
conosciuto da Pietro, che più tardi ha accompagnato Paolo e Barnaba. Il
vangelo di Marco è contrassegnato dalla ‘via’: il viaggio di Gesù verso
Gerusalemme, verso l’adempimento del mistero pasquale.
*
Vangelo secondo Matteo: era destinato ad un pubblico di origine
ebraica. Lo si evince dalla frequenza con cui sono riportate le
citazioni dall’Antico Testa-mento. Secondo la tradizione cristiana,
l’autore sarebbe uno dei dodici Apostoli, in certi passi chiamato
Matteo (l’esattore delle tasse), in altri Levi. Questo Vangelo, ricco
di parabole e di 5 grandi discorsi di Gesù, tra cui il celeberrimo
discorso della montagna (5,1-7,29), è generalmente considerato come il
testo più ricco di valore morale e che per secoli ha ispirato genti di
ogni cultura e religione.
* Vangelo secondo Luca: è un
tutt’uno con gli Atti degli Apostoli. Scritti dallo stesso autore,
presentano il medesimo stile e hanno lo stesso destinatario, un certo
Teofilo, del quale non si hanno ulteriori notizie (il nome, in greco,
significa Amico di Dio). Secondo la tradizione, l’autore è Luca,
compagno di San Paolo in alcuni dei suoi viaggi. Il cuore dell’opera è
l’attività di Gesù a Gerusalemme, la predicazione dell’inizio di una
nuova era, il riscatto degli uomini e l’amore per i poveri.
*
Vangelo secondo Giovanni: è molto diverso, anche stilisticamente,
rispetto agli altri. Ci sono molte meno parabole, meno miracoli, non vi
è accenno all’istituzione dell’Eucaristia, al Padre nostro, alle
beatitudini. Compaiono invece nuove espressioni per indicare Gesù (ad
es. Verbo di Dio). Secondo la tradizione l’autore è l’Apostolo
Giovanni, quello prediletto da Gesù, autore anche dell’Apocalisse. Un
grande scrittore cristiano del III secolo, Origene, definiva così il
quarto Vangelo: «il fiore di tutta la Sacra Scrittura è il Vangelo e il
fiore del Vangelo è quello trasmesso a noi da Giovanni, il cui senso
profondo e riposto nessuno mai potrà pienamente cogliere».
QUALI CARATTERISTICHE PRESENTANO I VANGELI NEL LORO INSIEME?
* Circa le Fonti, occorre rilevare:
-
l’accurata ricerca di fatti storici. Così si esprime al riguardo Luca
all’inizio del suo Vangelo: “Poiché molti han posto mano a stendere un
racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno
trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero
ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate
su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto
ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della
solidità degli insegnamenti che hai ricevuto” (1,1-4)
- la testimonianza oculare e l’esperienza sorprendente, nuova, di alcune persone che hanno vissuto con Gesù.
* Circa il Contenuto:
-
I Vangeli si completano a vicenda, evidenziando ciascuno alcuni aspetti
particolari dell’insegnamento e dell’operato di Cristo.
- Non solo
contengono la Parola di Dio, ma sono essi stessi Parola di Dio: Parola
di Dio in parola umana. In quanto opera umana, i Vangeli vanno studiati
con criteri scientifici ( di critica letteraria e storica), ma in
quanto Parola di Dio, vanno letti anche e soprattutto con criteri di
fede.
- Gesù Cristo è il contenuto centrale, il dato primordiale e
permanente, il centro stabile che unifica, dà solidità ai Vangeli, i
quali sono l’eco fedele di quanto Gesù ha detto e fatto. I Vangeli sono
un libro solo e quest’unico libro è Cristo. Egli è il rivelatore
definitivo del Padre con il suo stesso essere, con le parole e le
opere, con i miracoli, con la sua Morte e Risurrezione, con il dono
dello Spirito Santo.
- La fede cristiana non è «una religione del
Libro», ma della Parola di Dio, che non è «una parola scritta e muta,
ma il Verbo incarnato e vivente» (san Bernardo di Chiaravalle)
-
C’è un contenuto comune nel presentare i fatti principali della vita di
Gesù: Gesù vien presentato nei suoi lineamenti principali, nelle
costanti del suo insegnamento e comportamento, nei momenti fondamentali
della sua vita pubblica, nella sua assoluta novità e originalità: “Il
Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la
sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di
verità” (Gv 1,14).
* Circa l’Interpretazione degli eventi:
essa viene fatta alla luce della Risurrezione di Gesù e messa a
servizio della vita dei credenti e della Chiesa. I Vangeli furono
scritti nella certezza che Gesù morto sulla croce è risorto, quindi è
sempre vivo e presente nella Chiesa. Ora per conoscere il Risorto
occorre rivolgersi alla vita e all’insegnamento passati di Gesù, ma non
semplicemente in quanto passati, ma per illuminare con questo passato
Cristo attualmente vivo.
* Circa la Finalità, i Vangeli:
-
non si prefiggono di offrirci una biografia di Gesù. Gli autori sacri,
come già la tradizione prima di essi, non hanno interesse a conoscere
in dettaglio la descrizione degli eventi della vita di Gesù. I dettagli
presenti nel testo non servono alla descrizione cronistica del fatto
-
neppure offrono risposte a problemi di storia o di scienza: la verità
che Gesù comunica è per la nostra salvezza. I Vangeli riportano fatti e
detti di Gesù, ritenuti importanti per il loro significato salvifico
-
si propongono invece di esprimere e suscitare la fede nel Signore Gesù.
Essendo trasmessa da credenti per suscitare e nutrire la fede, la
tradizione evangelica porta l’attenzione al significato che hanno per
la fede questi eventi. Quindi la verità di un racconto non sta
nell’esatto resoconto di un fatto, ma nel cogliere il senso, il valore,
la lezione contenuta nel fatto.
QUALE UNITÀ ESISTE FRA ANTICO E NUOVO TESTAMENTO?
“La
Scrittura è una, in quanto unica è la Parola di Dio, unico il progetto
salvifico di Dio, unica l’ispirazione divina di entrambi i Testamenti.
L’Antico Testa-mento prepara il Nuovo e il Nuovo dà compimento
all’Antico: i due si illuminano a vicenda.
QUALE FUNZIONE HA LA SACRA SCRITTURA NELLA VITA DELLA CHIESA?
La
Sacra Scrittura dona sostegno e vigore alla vita della Chiesa. È, per i
suoi figli, saldezza della fede, cibo e sorgente di vita spirituale. È
l’anima della teologia e della predicazione pastorale. Dice il
Salmista: essa è «lampada per i miei passi, luce sul mio cammino» (Sal
119,105). La Chiesa esorta perciò alla frequente lettura della Sacra
Scrittura, perché «l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo»
(san Girolamo)” (Compendio, 22-24).
CHE COSA SONO I VANGELI APOCRIFI?
* Dal II secolo in avanti (quindi a distanza di tempo dagli eventi narrati) nascono altri vangeli, detti apocrifi. Essi:
- nascono (ad es. i vangeli gnostici) nel contesto di correnti teologiche giudicate eretiche dalla Chiesa del tempo
-
in molti casi, si prefiggono di colmare i silenzi dei 4 Vangeli su
certi periodi della vita di Gesù (in particolare dei suoi primi
trent’anni), dando largo spazio alla fantasia e all’invenzione
-
mostrano un interesse particolare per gli aspetti strepitosi dei
miracoli, per l’infanzia di Gesù, per le vicende degli Apostoli non
menzionati nel libro degli Atti degli Apostoli
- alcuni di essi addirittura non parlano della Morte e Risurrezione di Cristo.
*
Per questi motivi, a differenza dei quattro vangeli canonici, non sono
stati riconosciuti come ispirati dalla Chiesa, la quale, appena furono
scritti, li ha rifiutati giudicandoli come inattendibili e anzi
dannosi.
* Ciò nonostante, hanno avuto una certa influenza nella
tradizione e nell’iconografia: ad esempio la presenza del bue e
dell’asinello nella grotta della Natività e il nome dei genitori di
Maria (Gioacchino e Anna) ci giungono proprio dal protovangelo di
Giacomo, il più famoso. Altri testi apocrifi sono venuti recentemente
alla luce, come il vangelo di Didimo Giuda Tommaso.
* E’
necessario ricordare che i 4 Vangeli autentici sono precedenti ai
Vangeli apocrifi. Il Vangelo di Giovanni, che è l’ultimo dei quattro,
fu composto verso il 90-95, molti decenni prima che alcuni autori
scrivessero i Vangeli apocrifi.
QUALI SONO I CRITERI DI LETTURA DEI VANGELI?
1)
Occorre anzitutto “ricercare con attenzione che cosa gli agiografi
hanno veramente voluto affermare e che cosa è piaciuto a Dio
manifestare con le loro parole. Per comprendere l’intenzione degli
autori sacri, si deve tener conto delle condizioni del loro tempo e
della loro cultura, dei «generi letterari» allora in uso, dei modi di
intendere, di esprimersi, di raccontare, consueti nella loro epoca”
(CCC, 109-110).
2) Essendo i Vangeli ispirati, c’è un altro
principio di retta interpretazione, non meno importante del precedente,
senza il quale la Scrittura resterebbe «lettera morta»: «La Sacra
Scrittura [deve] essere letta e interpretata con l’aiuto dello stesso
Spirito mediante il quale è stata scritta» (Concilio Vaticano II, Dei
Verbum,n.12). Il Concilio Vaticano II indica tre criteri per una
interpretazione della Scrittura conforme allo Spirito che l’ha
ispirata: 1) attenzione al contenuto e all’unità di tutta la Scrittura;
2) lettura della Scrittura nella Tradizione viva della Chiesa; 3)
rispetto dell’analogia della fede, cioè della coesione delle verità
della fede tra di loro.
3) I Vangeli vanno interpretati
sotto la guida del Magistero della Chiesa, al quale spetta interpretare
autenticamente il deposito della fede.
“L’interpretazione
autentica di tale deposito compete al solo Magistero vivente della
Chiesa, e cioè al Successore di Pietro, il Vescovo di Roma, e ai
Vescovi in comunione con lui. Al Magistero, che nel servire la Parola
di Dio gode del carisma certo della verità, spetta anche definire i
dogmi, che sono formulazioni delle verità contenute nella Rivelazione
divina. Tale autorità si estende anche alle verità necessariamente
collegate con la Rivela-zione” (Compendio, 16).
4) I Vangeli
vanno letti tenendo presente l’unità globale del progetto divino, che
si attua nella storia e che Dio ha rivelato in maniera piena e
definitiva nel Suo Figlio Unigenito Gesù Cristo.
IN QUALE MODO LEGGERE I VANGELI?
* Anzitutto una citazione evangelica va letta così:
Mt 3,1-4 significa: libro di Matteo, capitolo 3, dal versetto 1 al versetto 4;
*
La lettura dei Vangeli può essere compiuta in modo individuale o
comunitario, di uno o più passi, di una o più pagine. Tale lettura va
fatta con attenzione, senza sorvolare ciò che sembra secondario,
interpretando correttamente il senso del testo biblico. E si sviluppa,
grazie all’aiuto dello Spirito, in meditazione, contemplazione e
preghiera.
- Meditazione (Meditatio): ciò che è stato letto va
confrontato con i passi biblici paralleli e applicato alla vita
personale, prendendo un impegno concreto
- Contemplazione
(Contemplatio): è il momento della riflessione, del silenzio e
dell’adorazione, fino ad avvertire la viva presenza di Dio
-
Preghiera (Oratio): è il momento della lode e dell’intercessione. Il
discepolo condivide con altri fratelli la sua fede e prega secondo
quanto l’incontro con Dio in quel brano della Scrittura gli ha
suggerito. Tutto questo può avvenire anche in un contesto di una sobria
celebrazione comunitaria. “La lettura della sacra Scrittura dev’essere
accompagnata dalla preghiera, affinché possa svolgersi il colloquio tra
Dio e l’uomo”(Concilio Vati-cano II, Dei Verbum, n.25).
* E’ necessario anche tener presenti alcune esigenze per leggere bene i Vangeli:
-
conoscenza del linguaggio evangelico e attenzione al senso letterale,
individuando anche lo scopo, l’argomento e la disposizione del testo. A
tal fine è necessario ricorrere agli strumenti di una corretta esegesi,
per non cadere in interpretazioni arbitrarie;
- lettura e
rilettura incessante del testo evangelico per acquisire una certa
familiarità con il suo orizzonte complessivo. A tal fine è utile
confrontare un brano con altri testi della Bibbia. L’unità della S.
Scrittura, che rappresenta l’unità del disegno salvifico, chiede che un
singolo brano sia letto nel contesto di altri, confrontato con altri;
che l’Antico Testamento sia letto alla luce del Nuovo, ma anche il
Nuovo Testamento sia letto alla luce dell’Antico per riconoscere la
“pedagogia di Dio”, in quanto esso non può essere compreso al di fuori
di una stretta relazione con l’Antico testamento e con la tradizione
ebraica che lo trasmetteva
- lettura attualizzante: è necessario
attualizzare il testo biblico nel nostro tempo. Attraverso la lettura
del passato, lo Spirito ci aiuta a discernere il senso che egli stesso
va donando ai problemi e avvenimenti del nostro tempo, abilitandoci a
leggere la Bibbia con la vita e la vita con la Bibbia
- attenzione ai sensi della S. Scrittura, e quindi dei Vangeli.
QUALI SONO I SENSI DELLA SCRITTURA?
“Secondo
un’antica tradizione, si possono distinguere due sensi della Scrittura:
il senso letterale e quello spirituale, suddiviso quest’ultimo in senso
allegorico, morale e anagogico. La piena concordanza dei quattro sensi
assicura alla lettura viva della Scrittura nella Chiesa tutta la sua
ricchezza.
* Il senso letterale. È quello significato dalle
parole della Scrittura e trovato attraverso l’esegesi che segue le
regole della retta interpretazione. «Omnes [Sacrae Scripturae] sensus
fundentur super unum, scilicet litteralem – Tutti i sensi della Sacra
Scrittura si basano su quello letterale».
* Il senso
spirituale. Data l’unità del disegno di Dio, non soltanto il testo
della Scrittura, ma anche le realtà e gli avvenimenti di cui parla
possono essere dei segni. Esso comprende:
1. Il senso
allegorico. Possiamo giungere ad una comprensione più profonda degli
avvenimenti se riconosciamo il loro significato in Cristo; così, la
traversata del Mar Rosso è un segno della vittoria di Cristo, e quindi
del Battesimo.
2. Il senso morale. Gli avvenimenti narrati nella
Scrittura possono condurci ad agire rettamente. Sono stati scritti «per
ammonimento nostro» (1 Cor 10,11).
3. Il senso anagogico. Possiamo
vedere certe realtà e certi avvenimenti nel loro significato eterno,
che ci conduce verso la nostra Patria. Così la Chiesa sulla terra è
segno della Gerusalemme celeste.
* Un distico medievale
riassume bene il significato dei quattro sensi: La lettera insegna i
fatti, l’allegoria che cosa credere, il senso morale che cosa fare, e
l’anagogia dove tendere (Littera gesta docet, quid credas allegoria.
Moralis quid agas, quo tendas anagogia)” (CCC, 115-118).
Il Primicerio della Basilica dei SS.Ambrogio e Carlo in Roma
Mons. Raffaello Martinelli
BIBLIOGRAFIA:
- CONCILIO VATICANO II, Dei Verbum;
- CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (CCC), nn. 74-141;
- COMPENDIO del CCC, nn. 11-24.
I quattro Vangeli: Perché sono il Cuore della fede cristiana? [ 2006-11-16 ]
Codice: ZI06111602
Data pubblicazione: 2006-11-16
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