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Da circa un anno monsignor Raffaello Martinelli, Officiale alla
Congregazione per la Dottrina della Fede e collaboratore del Cardinale
Joseph Ratzinger per 23 anni, ha messo a disposizione dei fedeli presso
la Basilica dei SS Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma, alcune schede
catechistiche su argomenti di attualità, redatte sulla base del
Catechismo e di altri documenti pontifici. Considerando la qualità, la
competenza e l’utilità di queste schede catechistiche abbiamo deciso di
pubblicarne una ogni giovedì.
CHE COSA SI INTENDE PER FATTI STRAORDINARI?
In questa relazione, quando parlo di fatti straordinari, intendo abbracciare, in un’unica espressione:
●
tutto quanto appartiene, nel campo religioso, all’ordine straordinario,
e cioè a quanto risulta incomprensibile, inspiegabile umanamente con la
sola ragione umana, scientificamente non dimostrabile
● e pertanto comprendo: apparizioni, miracoli, rivelazioni, visioni…
● purchè avvenute dopo la fine del Nuovo Testamento, e cioè dopo la fine della Rivelazione pubblica.
CHE COS’E’ LA RIVELAZIONE PUBBLICA?
La Rivelazione pubblica è quella:
● operata progressivamente da Dio a partire da Abramo e, attraverso i profeti, fino a Gesù Cristo
● testimoniata nelle due parti della Bibbia: l’Antico e il Nuovo Testamento
● destinata a tutti gli uomini e a tutto l’uomo, di ogni tempo e luogo
●
diversa radicalmente, per essenza e non solo per grado, dalle
cosiddette rivelazioni private (di cui si parlerà successivamente)
● conclusa con Cristo nel Nuovo Testamento, al quale la Chiesa si sente vincolata.
PERCHE’ LA RIVELAZIONE PUBBLICA E’ CONCLUSA CON CRISTO?
Perché Gesù Cristo è il mediatore e la pienezza della Rivelazione.
“Egli,
essendo l’Unigenito Figlio di Dio fatto uomo, è la Parola perfetta e
definitiva del Padre. Con l’invio del Figlio e il dono dello Spirito la
Rivelazione è ormai pienamente compiuta, anche se nel corso dei secoli
la fede della Chiesa dovrà coglierne gradualmente tutta la portata”
(COMPENDIO, n. 9).
“Dio, che aveva già parlato nei tempi
antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti,
ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio”
(Eb 1,1-2). Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, è pertanto la Parola
unica, perfetta e definitiva del Padre, il quale in lui dice e dona
tutto, e non ci sarà altra Parola che quella.
«Dal momento in
cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva Parola,
Dio ci ha detto tutto in una sola volta in questa Sua Parola e non ha
più nulla da dire» (san GIOVANNI DELLA CROCE).
“L’economia
cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai e
non c’è da aspettarsi alcuna nuova Rivelazione pubblica prima della
manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo ”(CONCILIO
VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 4).
QUALI CONSEGUENZE PRODUCE TALE CONCLUSIONE DELLA RIVELAZIONE PUBBLICA?
Eccone alcune:
●
Il Dio dei cristiani è credibile, affidabile, sul fondamento della
Scrittura, e non in virtù di messaggi consegnati successivamente a
singoli credenti.
● Non c’è da aspettarsi da Dio nessun altra
manifestazione o rivelazione nuova, se non il ritorno glorioso di
Cristo, che inaugurerà “nuovi cieli e una terra nuova” (2Pt 3,13),
consentendo a Dio Padre di essere “tutto in tutti” (1Cor 15,28).
●
La Chiesa è vincolata all’evento unico della storia sacra e alla parola
della Bibbia, e la sua missione è quella di garantire, interpretare,
approfondire, testimoniare la Rivelazione pubblica. E questo avviene
grazie alla particolare assistenza dello Spirito Santo, che le fa da
guida e che la conduce a conoscere sempre meglio quel tesoro che è
Cristo Signore.
● La Rivelazione pubblica esige la nostra
fede: “in essa infatti per mezzo di parole umane e della mediazione
della comunità vivente della Chiesa Dio stesso parla a noi e a
qualunque uomo di ogni razza, lingua, nazione, tempo e luogo. La fede
in Dio e nella sua Parola si distingue da ogni altra fede, fiducia,
opinione umana. La certezza che Dio parla, mi dà la sicurezza che
incontro la verità stessa, e così ho quel tipo di certezza, che non può
verificarsi in nessuna forma umana di conoscenza. E’ la certezza, sulla
quale edifico la mia vita e alla quale mi affido morendo”
(CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il messaggio di Fatima, p. 34).
●
Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente
esplicitata; toccherà alla fede cristiana conoscerla meglio,
approfondirla di più, incarnarla continuamente, testimoniarla a tutti
con fedeltà e coraggio. Si potrà così coglierne gradualmente tutta la
portata nel corso dei secoli.
CHE COSA SONO LE RIVELAZIONI PRIVATE?
Le rivelazioni private:
●
Sono tutte quelle rivelazioni (apparizioni, visioni, miracoli…) che si
verificano dopo la conclusione del Nuovo Testamento. Sono le
apparizioni di Gesù, di Maria o dei santi, così come i messaggi da loro
consegnati o i miracoli da loro fatti o in nome loro avvenuti nei
secoli successivi. Tutti questi fatti straordinari (veri o presunti)
appartengono al genere delle rivelazioni private (NB in questa
relazione, d’ora in poi utilizzerò sempre questa espressione, per
indicare e abbracciare tutti i fenomeni straordinari avvenuti dopo la
conclusione della Rivelazione pubblica);
● sono state
riconosciute, in un numero esiguo, dall’autorità della Chiesa, che non
riconosce la maggior parte di esse (ad esempio, secondo alcuni calcoli
dovrebbero essere più di 1800 le apparizioni mariane individuate: di
esse solo una dozzina hanno il riconoscimento ufficiale);
●
non appartengono al deposito della fede, da cui la Chiesa attinge la
propria certezza su tutte le verità rivelate. Nessuna di tali
rivelazioni private (sia quelle approvate che quelle no) fa parte di
quanto il cristiano è obbligato a credere per dirsi ed essere
cristiano.
IN QUALE MODO LE RIVELAZIONI PRIVATE IMPEGNANO LA FEDE DEL CREDENTE?
Le
rivelazioni private non impegnano obbligatoriamente la fede dei fedeli,
anche se sono riconosciute ufficialmente dalla Chiesa. Ogni fedele
conserva la sua libertà di apprezzamento: nessun cristiano è obbligato
a credere ad alcuna delle rivelazioni private, neanche quando sono
approvate dalla Chiesa.
In linea di principio, il credente non
deve tuttavia escludere che Dio possa intervenire in un modo
straordinario in un qualunque momento, luogo, avvenimento, persona. Il
difficile è discernere se in questo singolo fatto si è verificato tale
intervento autentico straordinario di Dio.
COME IL CREDENTE APPROFONDISCE LA PROPRIA FEDE?
Il
Concilio Vaticano Il indica tre vie essenziali, in cui si realizza la
guida dello Spirito Santo nella Chiesa e quindi la crescita della
propria fede nella Parola di Dio. Tale crescita si compie:
● per mezzo della meditazione e dello studio dei fedeli
● per mezzo della profonda intelligenza, che deriva dall’esperienza spirituale
●
per mezzo della predicazione di coloro «i quali con la successione
episcopale hanno ricevuto un carisma certo di verità» (CONCILIO
VATICANO II, Dei Verbum, 8): il Papa e i Vescovi, in comunione con lui.
PERCHE’ LA CHIESA E’ PRUDENTE NEL RICONOSCERE COME AUTENTICHE LE RIVELAZIONI PRIVATE?
In
effetti la Chiesa mostra una estrema prudenza riguardo a questi
fenomeni Tale prudenza è pienamente giustificata in quanto tali
fenomeni potrebbero far intendere che Dio ha dimenticato di dirci
qualcosa nelle Sacre Scritture, e che la Sua rivelazione in Cristo non
è unica, totale, definitiva, conclusa.
QUALE VALORE POSITIVO HANNO LE RIVELAZIONI PRIVATE?
Le rivelazioni private:
●
possono aiutare a comprendere e a vivere più pienamente, in particolare
in una determinata epoca storica, la Rivelazione pubblica;
● sono realmente utili purché mantengano il loro stretto orientamento a Cristo e non diventino autonome;
●
possono rinvigorire la fede soggettiva dei credenti e anche dei non
credenti. Sono quindi un aiuto per la loro fede, purchè rimandino
all’unica Rivelazione pubblica. Esse devono servire la fede. Non devono
né possono aggiungere nulla all’unica definitiva Rivelazione pubblica,
ma possono diventarne un umile richiamo, talvolta un proficuo
approfondimento;
● possono essere un valido aiuto per
comprendere e vivere meglio il Vangelo nell’ora attuale: un aiuto, che
è offerto, ma del quale non è obbligatorio fare uso;
● sono un aiuto a comprendere i segni dei tempi, trovando per essi la giusta risposta cristiana.
QUANDO LE RIVELAZIONI PRIVATE SONO INACCETTABILI?
Quando intendono o pretendono di:
●
migliorare, completare, superare o correggere la Rivelazione pubblica,
definitiva di Cristo, aggiungere qualcosa a tale Rivelazione;
●
fondare, creare la fede. La vera fede del credente non è fondata su una
rivelazione privata ma sulla Parola di Dio, sulla S. Scrittura, la
quale insegna la verità, avendo come autore Dio stesso;
●
perseguire scopi di lucro, approfittando della credulità della gente.
Occorre evitare ad esempio il cosiddetto turismo delle apparizioni.
Bisogna essere vigilanti perché la vita di fede può essere minacciata,
oggi come ieri o forse più di ieri, dal materialismo ideologico e da
quello economico, come pure dal relativismo dilagante.
QUAL E’ IL CRITERIO PRINCIPALE PER L’AUTENTICITA’ DI UNA RIVELAZIONE PRIVATA?
Il
criterio per la verità e il valore di una rivelazione privata è il suo
stretto orientamento a Cristo stesso. Quando essa ci allontana da lui,
quando essa si rende autonoma o addirittura si fa passare come un altro
e migliore disegno di salvezza, più importante del Vangelo, allora essa
non viene certamente dallo Spirito Santo, che ci guida all’interno del
Vangelo e non fuori di esso.
A CHI SPETTA DISCERNERE L’AUTENTICITA’ DI UNA RIVELAZIONE PRIVATA?
Spetta
al Magistero vivente della Chiesa, e cioè al Successore di Pietro, il
Vescovo di Roma, e ai Vescovi in comunione con lui discernere
l’autenticità di un fatto straordinario. Il Magistero ha il compito di
servire la Parola di Dio, e, nel fare questo, gode del carisma certo
della verità. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli
sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni private
costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla
Chiesa.
Competente per l’approvazione di un luogo come
santuario e dei relativi statuti, è l’Ordinario del luogo (cfr. Codice
di Diritto Canonico, nn.1230 e ss.). Come pure spetta al Vescovo
vigilare poi che l’eventuale culto o forme di devozione, che si
svolgono presso il santuario, corrispondano all’autentica liturgia
ecclesiale.
A QUALI CRITERI SI ATTIENE LA CHIESA NEL VALUTARE L’AUTENTICITA’ DI UNA RIVELAZIONE PRIVATA?
Per la valutazione di una rivelazione privata, sono importanti tre criteri:
●
Anzitutto la rivelazione privata deve contenere un messaggio, che, dal
punto di vista del contenuto dottrinale, sia assolutamente conforme
alla Sacra Scrittura e alla fede della Chiesa. E non è sempre così…
●
Poi il beneficiario delle apparizioni deve mostrare segni evidenti di
maturità psicologica, di solida spiritualità, di obbedienza e di
fedeltà alla Chiesa. La sua sincerità non è necessariamente una
garanzia di verità (talvolta confonde la comunicazione che riceve con
il proprio pensiero. L’ispirazione personale può incrociare quella
soprannaturale, compresa, a volte, quella diabolica. Quindi è
necessaria molta prudenza).
● Infine, si giudica l’albero dai
suoi frutti che si manifestano soprattutto in occasioni di
pellegrinaggi. Tali frutti sono: spirito e iniziative di preghiera,
conversioni, crescita della fede, vocazioni, opere di carità….
CHE COSA SIGNIFICA CHE LA CHIESA DA’ LA PROPRIA APPROVAZIONE A UNA RIVELAZIONE PRIVATA?
* L’approvazione ecclesiale di una rivelazione privata contiene i seguenti elementi:
- il messaggio relativo non contiene nulla che contrasta la fede ed i buoni costumi
- è lecito renderlo pubblico
- i fedeli sono autorizzati a dare ad esso la loro adesione in forma prudente
*
Anche se nessuno è obbligato a crederci, il credente si mostrerà
rispettoso nei confronti della rivelazione privata, la cui autenticità
è stata riconosciuta dalla Chiesa.
CHE DIRE CIRCA I PELLEGRINAGGI VERSO I LUOGHI DELLE RIVELAZIONI PRIVATE?
Circa
tali pellegrinaggi, occorre distinguere tra quelli compiuti a luoghi
ove sono avvenute rivelazioni private approvate dalla Chiesa, e quelli
non:
● in quelli approvati della Chiesa, ci si può recare in
forma privata e/o anche pubblica (con pellegrinaggi autorizzati
dall’autorità ecclesiastica)
● negli altri:
- occorre tenere maggiormente conto della saggia prudenza della Chiesa
- sarebbe opportuno non recarvisi (anche per non incrementare la pseudo-credenza e/o il business economico…)
-
tutt’al più se si decide di andarci, occorre andarci in maniera
privata, non considerando in particolare tali pellegrinaggi come
un’autenticazione di tali avvenimenti.
CHE RELAZIONE C’E’ FRA LE RIVELAZIONI PRIVATE E LA PIETA’ POPOLARE?
“Le
rivelazioni private sovente provengono innanzitutto dalla pietà
popolare e su di essa si riflettono, le danno nuovi impulsi e
dischiudono per essa nuove forme. Ciò non esclude che esse abbiano
effetti anche nella stessa liturgia, come ad esempio mostrano le feste
del Corpus Domini e del Sacro Cuore di Gesù. Da un certo punto di vista
nella relazione fra liturgia e pietà popolare si delinea la relazione
fra Rivelazione e rivelazioni private: la liturgia è il criterio, essa
è la forma vitale della Chiesa nel suo insieme nutrita direttamente dal
Vangelo. La religiosità popolare significa che la fede mette radici nel
cuore dei singoli popoli, così che essa viene introdotta nel mondo
della quotidianità.
La religiosità popolare è la prima e
fondamentale forma di « inculturazione » della fede, che si deve
continuamente lasciare orientare e guidare dalle indicazioni della
liturgia, ma che a sua volta feconda la fede a partire dal cuore”
(CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il messaggio di Fatima, p. 35).
QUAL E’ LA DIMENSIONE UMANA DELLE RIVELAZIONI PRIVATE?
E’
ancora il Cardinale J. RATZINGER, che ci aiuta a comprendere la
struttura antropologica delle rivelazioni private. Al riguardo, egli
distingue tre forme di percezione o di visione: la visione con i sensi,
quindi corporea, la percezione interiore e la visione mistica. «È
chiaro», sottolinea il Cardinale, «che nelle visioni di Lourdes e di
Fatima ecc... non si tratta della normale percezione esterna dei sensi:
le immagini e le figure, che vengono vedute, non si trovano
esteriormente nello spazio, come vi si trovano ad esempio un albero o
una casa. Si tratta della percezione interiore, che certamente ha per
il veggente una forza di presenza che per lui equivale alla
manifestazione esterna sensibile».
E aggiunge: «La visione
interiore non è fantasia [...], il veggente è coinvolto [...], egli
vede con le sue possibilità concrete, con le modalità a lui accessibili
di rappresentazione e di conoscenza. Nella visione interiore si tratta,
in modo ancora più ampio che in quella esteriore, di un processo di
traduzione, cosicché il soggetto è essenzialmente compartecipe del
formarsi come immagine di ciò che appare [...]; tali visioni pertanto
non sono mai semplici “fotografie” dell’aldilà, ma portano in sé anche
le possibilità e i limiti del soggetto che percepisce» (CONGREGAZIONE
PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il Messaggio di Fatima, pp.37-38).
IN QUALI SITUAZIONI DIO SI RIVELA OGGI, CERTAMENTE, IN UN MODO STRAORDINARIO?
Anche oggi Dio si rivela a noi in un modo straordinario e certo. Si vedano ad esempio :
●
i Sacramenti, i quali “sono segni sensibili ed efficaci della grazia,
istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa, attraverso i quali ci viene
elargita la vita divina. (…) Sono efficaci ex opere operato («per il
fatto stesso che l’azione sacramentale viene compiuta»), perché è
Cristo che agisce in essi e che comunica la grazia che significano,
indipendentemente dalla santità personale” (COMPENDIO del CCC, nn.
224.229). A questo riguardo, non va mai dimenticato che il miracolo più
diffuso e alla portata di tutti è quello che si verifica nelle nostre
chiese allorquando si celebra la S. Messa;
● le definizioni
infallibili del Magistero della Chiesa: “L’infallibilità si attua
quando il Romano Pontefice, in virtù della sua autorità di supremo
Pastore della Chiesa, o il Collegio dei Vescovi in comunione con il
Papa, soprattutto riunito in un Concilio Ecumenico, proclamano con atto
definitivo una dottrina riguardante la fede o la morale, e anche quando
il Papa e i Vescovi, nel loro ordinario Magistero, concordano nel
proporre una dottrina come definitiva. A tali insegnamenti ogni fedele
deve aderire con l’ossequio della fede” (COMPENDIO del CCC, n. 185).
Il Primicerio della Basilica dei SS.Ambrogio e Carlo in Roma
Mons. Raffaello Martinelli
Bibliografia:
CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, n.65-67;
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Il messaggio di Fatima, LEV 2000;
CODICE DI DIRITTO CANONICO, nn. 1230 e ss.
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