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La Donum Vitae
è un documento che riguarda la vita nascente e la dignità della
procreazione. Pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede
il 22 febbraio 1987, sembra essere stato scritto ieri per come
abbraccia la complessità dell'argomento con una potenza intellettuale
incomparabile.
La Congregazione ha comunicato che un aggiornamento
di questa istruzione è in cantiere. Non cambierà l'orientamento
teologico, ma risponderà alle domande etiche poste dai nuovi progressi
scientifici come la partenogenesi, gli embrioni ibridi uomo-animale,
ecc., e le loro conseguenze sul piano morale e politico.
Pierre Arduin , responsabile della Commissione di Bioetica della diocesi di Frejus-Toulon, osserva su Decryptage ,
quindi, che Donum Vitae conserva tutta la sua importanza capitale per
la riflessione bioetica contemporanea e perciò bisogna ritornare su uno
dei suoi aspetti rivoluzionari, che aveva osservato anche il filosofo
belga Philippe Caspar nella rivista teologica di Lovanio.
Che cosa dice l'Istruzione?
"Questa
Congregazione conosce le discussioni attuali sull'inizio della vita
umana, sull’individualità dell'essere umano e sull’identità della
persona umana. Essa richiama gli insegnamenti contenuti nella
Dichiarazione sull'aborto procurato: "Dal momento in cui l'ovulo è
fecondato, si inaugura una nuova vita che non e quella del padre o
della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio
conto. Non sarà mai reso umano se non lo è stato fin da allora. A
questa evidenza di sempre... la scienza genetica moderna fornisce
preziose conferme. Essa ha mostrato come dal primo istante si trova
fissato il programma di ciò che sarà questo vivente: un uomo,
quest'uomo-individuo con le sue note caratteristiche già ben
determinate. Fin dalla fecondazione è iniziata l’avventura di una vita
umana, di cui ciascuna delle grandi capacita richiede tempo per
impostarsi e per trovarsi pronta ad agire ".
L'autonomia individuale dell'embrione
è sostenuta di primo impatto appoggiandosi sull'organizzazione genetica
radicalmente unica che permette lo sviluppo dell'ovulo fecondato.
Quello che è molto interessante, in documento ecclesiale d'ordine
dottrinale, è la presa in considerazione degli ultimi dati della scienza genetica
per insistere sulla individualità cellulare e genomica di ogni
embrione. Il Magistero non esita, dunque, ad integrare in questo
documento fatti riconosciuti dalla embriologia. Il seguito del
documento corona questo primo concatenamento:
"Questa
dottrina rimane valida e viene peraltro confermata, se ve ne fosse
bisogno, dalle recenti acquisizioni della biologia umana la quale
riconosce che nello zigote derivante dalla fecondazione si è già
costituita l’identità biologica di un nuovo individuo umano ".
Se
esiste indubbiamente una unicità del patrimonio genetico del nuovo
embrione, si tratta per l'Istruzione di collegarla con l'individualità
della vita umana ai suoi inizi. Questa individualità è affermata - "e viene peraltro confermata " - da argomenti biologici. Colui che sarà Benedetto XVI si premura di precisare, "se ve ne fosse bisogno ", poichè il rispetto dell'embrione si basa su un argomento immutabile della Chiesa sin dai primi secoli.
L'anima
"Certamente nessun dato sperimentale può essere per sé sufficiente a far riconoscere un'anima spirituale ".
La riflessione sull'unione di anima e corpo fa parte di un altro campo dell'intelligenza, che è proprio della metafisica
. Non si può, infatti, affermare che le argomentazioni biologiche
esposte siano sufficienti a rivelare o meno la presenza di un'anima
spirituale. La scienza non prova l'esistenza dell'anima.
Questa distinzione dei piani
della riflessione propri dell'embriologia e della metafisica è del
resto una delle ricchezze del Magistero. Alla scienza vanno attribuiti
i suoi ordini di legittimità che devono essere arricchiti dal pensiero
metafisico aperto alla conoscenza integrale dello statuto dell'essere
umano all'inizio della vita.
"Tuttavia - ricorda l'Istruzione -
le conclusioni della scienza sull'embrione umano forniscono
un’indicazione preziosa per discernere razionalmente una presenza
personale fin da questo primo comparire di una vita umana ".
L'inizio della vita e della persona
Qui viene evocata l'opposizione
tra coloro che sostengono un'animazione mediata o differita e quelli
che sostengono l'animazione immediata dell'embrione. Per i primi, il
principio spirituale, che è l'anima umana, si unisce al corpo
embrionario dopo un certo numero di giorni di sviluppo. per i secondi,
l'unione dell'anima con il corpo coincide con il momento della
fecondazione biologica. Donum Vitae conforta quelli che
affermano che non c'è alcuna discontinuità nel tempo nella formazione
dell'essere umano sul piano metafisico. Esaminiamo i termini impiegati
che illumiano l'originalità di questo testo.
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Le conclusioni scientifiche:
siamo rimandati ai progressi delle scienze biologiche. Queste scoperte
scientifiche sono presentate come conclusioni. Il cardinale Ratzinger
non nasconde che la scienza è attualmente in grado di descrivere
adeguatamente l'individualità rigorosa del zygote umano.
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Indicazione preziosa:
Se occorre distinguere i vari ordini d'indagine della realtà viva che è
lo zigote, la metafisica può integrare nelle sue ricerche il contributo
dei dati scientifici che sono un fattore importante da prendere in
considerazione per stabilire l'infusione immediata dell'anima razionale
nell'embrione. I dati forniti dalla scienza sono un'indicazione valida
ed un'acquisizione fondamentale da non sottovalutare. Si può vedere in
questo passo uno dei più bei gioielli del pensiero cristiano capace di
abbracciare tutta la complessità dei logos.
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Discernere razionalmente una presenza personale:
La riflessione ontologica o metafisica sullo statuto antropologico
dell'embrione vi riconosce bene una persona umana sostenendosi sugli
elementi forniti dalla genetica e la biologia. E ciò, fin dal primo momento
. Troviamo qui uno dei documenti più forti in favore dell'animazione
immediata dell'embrione con un'amima razionale di cui non si può tacere
la portata intellettuale. È questo lavoro rivoluzionario che Giovanni
Paolo II utilizza quando spiega che "l'approfondimento
antropologico porta a riconoscere che, ai sensi dell'unità sostanziale
del corpo e dello spirito, il genoma umano non ha soltanto un
significato biologico;" è portatore di una dignità antropologica che ha
la sua base nell'anima spirituale che lo invade e lo vivifica (1) "."
Individuo e persona
Del resto, "come un individuo umano non sarebbe una persona umana?" " domanda Joseph Ratzinger. È come dire che i due concetti d'individuo e di persona sono completamente interdipendenti uno dall'altro
. In ogni modo, si può dire che la presunzione è a favore della
risposta affermativa, l'onere della prova sta a chi vuole rispondere
negativamente. Infatti, chiunque vorrebbe prendere questo cammino falso
dovrebbe mostrare che la proposizione "esistono alcuni individui umani che non sono persone " è possibile. L'istruzione Donum Vitae
sollecita questa solidarietà completa tra i due concetti: abbiamo qui
uno dei frutti speculativi più preziosi di quest'istruzione. Noi
possiamo soltanto sottolineare l'apertura dottrinale considerevole di
questo documento riguardante lo statuto dell'embrione ed una visione
della scienza come propedeutica alla metafisica. Giovanni Paolo II del
resto ha severamente criticato "la distinzione che è a volte
suggerita in alcuni documenti internazionali tra essere umano e persona
umana per riconoscere in seguito il diritto alla vita ed all'integrità
fisica soltanto alla persona già nata, (che) è una distinzione
artificiale senza base scientifica, né filosofica (2) ".
A questo proposito si sa che San Tommaso d'Aquino
, che si appoggia sulle conoscenze embriologiche di Aristote, fissa a
40 giorni l'infusione dell'anima razionale nel corpo umano. Questa
conclusione deve farci deviare? Acutamente risponde monsignor Sgreccia , presidente della pontificia accademia per la vita, poiché questa teoria, "sostenuta
da Aristote e da san Tommaso, (...) dipendeva principalmente dalle
conoscenze biologiche limitate che erano disponibili al tempo in
cui questi autori scrivevano." Una corretta applicazione dei principi
aristotélico-tomistici, che tiene conto delle conoscenze scientifiche
attuali, porterebbe al contrario a sostenere la teoria dell'animazione
immediata ed affermare di conseguenza l'umanità piena dell'essere umano
recentemente formato (3) ".
In breve, se il Dottor
Angelico vivesse oggi con l'accesso agli ultimi dati della
scienza, egli postulerebbe logicamente e senza equivoci una concordanza
assoluta tra fecondazione ed animazione. Ciò fa tacere gli avversari
del rispetto incondizionato della vita che fanno valere la presunta
posizione di Tommaso d'Aquino. A questo riguardo, si trova ad esempio
questo passaggio che colpisce nella relazione parlamentare Fagniez (luglio 2006): "La
dottrina cattolica è fissata dall'istruzione Donum vitæ (...). da
notare tuttavia che la dottrina della chiesa non è sempre stata questa
poiché per san Tommaso d'Aquino, il corpo si unisce ad
un'anima soltanto a partire dalla metà della gravidanza (4)." Non
si sapeva che la gestazione nella razza umana durava 80 giorni! Quanto
all'argomentazione fallace di una discontinuità intellettuale nel
Magistero, non regge poiché si tratta al contrario per gli storici
della chiesa di una posizione immutabile. Comunque, san Tommaso ha in
ogni modo sostenuto il più grande rispetto per il concepito,
indipendentemente dalla sua riflessione sul momento dell'animazione.
Un dialogo rigoroso
È
sulla base di queste affermazioni che la chiesa prova a costruire con
pazienza un dialogo rigoroso con le istituzioni etiche e scientifiche
del nostro tempo. E che chiede loro conto di quanto sostengono. In una
nota di sintesi, sul tema dell'embrione umano nella fase
preimpiantatoria, destinata a riassumere i lavori della XIIma Assemblée
plenaria della pontificia accademia per la vita (febbraio 2006), si
trova questo stato d'animo d'apertura profonda sugli insegnamenti
recenti della biologia embrionale (5). E' presentata una lettura
attenta delle tappe molecolari del processo di fecondazione e di
sviluppo dell'embrione umano. Vi si scopre anche tutto uno aspetto che
riguarda la comunicazione molto sottile tra la madre ed il bambino
ancora prima che quest'ultimo sia stabilito nell'utero. Così i due
terzi del corpo del documento sono dedicati a fatti scientifici molto
precisi, che preparano le considerazioni finali sui piani bioetico,
filosofico e giuridico.
Proprio quando le nostre società
postmoderne si pongono sotto l'autorità assoluta della scienza, solo
oggetto di una dichiarazione e di un'approvazione pubbliche
incontestabili perchè mette davanti i suoi risultati che si impongono
con forza a tutti, l'istruzione Donum vitae ci mette dinanzi alle nostre incoerenze per quanto riguarda lo statuto dell'embrione
. Dove vengono dunque le conoscenze scientifiche irréfutabili che gli
sono proprie, ma che in questo caso non sono tenute in nessuna
considerazione?
NOTE
1. Giovanni Paolo II , Discorso ai partecipanti della IV assemblea generale della pontificia accademia per la vita , 24 febbraio1998.
2. Giovanni Paolo II , Discorso ai partecipanti della VIII assemblea generale della pontificia accademia per la vita , 27 febbraio 2002.
3. Pontificia Accademia per la Vita , L’embrione umano nella fase pre-impianto, aspetti scientifici e considerazioni bioetiche , Libreria editrice vaticana, 8 giugno 2006.
4. Rapport Fagniez , Cellules souches et choix éthiques, La documentation française, Paris, 2006, p. 103.
5. Pontificia Accademia per la Vita , L’embrione umano… op. cit .
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