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di padre Piero Gheddo* - Il Vangelo della terza domenica di Quaresima (Luca 13, 1-9) potrebbe essere stato scritto anche ai nostri giorni. Gesù sapeva che tutti parlavano di due tragici fatti appena successi: il governatore romano della Giudea, Ponzio Pilato, aveva compiuto un massacro di ebrei nel tempio, mentre i sacerdoti offrivano a Dio i loro sacrifici; e 18 persone erano morte per il crollo della torre di Siloe a Gerusalemme. Notizie quotidiane anche ai nostri tempi.
Come spiegare quelle morti violente? Molti pensavano che quei morti avevano sbagliato, erano colpevoli di qualche delitto o peccato grave e pagavano le loro colpe: Dio li aveva puniti, la sua ira si era scatenata contro di loro. Il buon ebreo che pensava così era anche convinto di essere innocente, quindi non poteva succedergli niente di simile: viveva quelle tragedie come spettatore esterno, incuriosito, scandalizzato, ma non provocato nella sua vita. Ma Gesù dice che quei morti non erano più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme. E conclude dicendo: “Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo”. Parole forti rivolte agli ebrei del suo tempo, ma anche a noi cristiani del nostro tempo.
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Il 9 Marzo 1510 è il giorno indimenticabile in cui la Madre di Dio si degnò di visitare la fortunata terra di Motta di Livenza, consacrandola con la Sua APPARIZIONE. La Madonna sceglie di apparire a Giovanni Cigana, un pio vecchietto che ogni giorno si inginocchiava volentieri davanti a un Capitello e recitava il Santo Rosario.
Anche quel mattino del 9 Marzo il Cigana, andando a lavorare, si fermò lì a pregare: recitò 7 Pater noster e 7 Ave Maria, e poi riprese il cammino. Ma si arrestò ben presto, colpito da una meravigliosa visione: seduta tranquillamente sul verde grano di un campo, c'era una giovinetta bellissima, biancovestita. Giovanni Cigana con affabilità, senza riconoscerla la saluta in dialetto: "Dio ve dia el bon dì" ed ella rispose in dialetto BON DI' E BON ANNO, HOMO DA BEN".
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Il Papa, dopo la visita alla parrocchia di San Giovanni della Croce, è rientrato in Vaticano dove a mezzogiorno ha presieduto, dalla finestra del suo studio privato, la preghiera mariana dell’Angelus. Riprendendo le letture proposte dall’odierna liturgia, ha affermato che Dio è buono, non vuole il male e se permette la sofferenza è per un bene più grande. Migliaia i pellegrini giunti in Piazza San Pietro da tutto il mondo per partecipare all’Angelus.
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Di PadreAugusto Drago
Come abbiamo visto nell’articolo-studio della settimana scorsa, il tempo della Quaresima è l’inizio di un cammino che ha per meta la Luce dell’Ottavo Giorno.
E’ importante allora partire bene e soprattutto consapevolmente motivati.
Tre cose, in modo particolare, rendono la partenza più agile e spedita: il pentimento, l’ascesi e la compunzione.
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